giovedì 17 maggio 2012

"Il lamento del prepuzio"

Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale...

"Il lamento del prepuzio" è un libro esilarante che ho letto anni fa e che, dopo avervi proposto ieri "Lamento di una maggiorata", non poteva mancare di presentazione.

Il libro di Auslander è nientemeno che un geniale sfogo che, senza peli sulla lingua, spiega come la religione (in questo caso l'ebraismo, ma è applicabile a qualsivoglia fede) possa, se portata all'estremismo, annichilire chi non tende a uniformarsi. Se non l'avesse scritto un ebreo sarebbe un libro tremendamente razzista: l'autore invece lo fa risultare assolutamente sentito, divertente, se non ironicamente dissacrante, canzonatorio ma nel contempo drammatico, imbastito su un continuo scambio tra riflessioni e drammi esistenziali. Un libro che lascia il segno. Indubbiamente.

E' una lettura che consiglio vivamente e, se dotati di apertura mentale e autocritica, anche i più religiosi potranno goderne.

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