sabato 15 dicembre 2012

In "Norwegian Wood" di Murakami tutta l'intimità adolescenziale

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami Haruki, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. "Norwegian Wood" è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi.

Il romanzo è un lungo flashback, narrato in prima persona dal protagonista Watanabe Tōru. Su un aereo atterrato ad Amburgo al suono di Norwegian Wood dei Beatles Watanabe ricorda con precisione un fatto avvenuto diciassette anni prima e che ha segnato la sua giovinezza: l'incontro casuale con Naoko, la fidanzata di Kizuki, il suo unico amico, morto suicida pochi mesi prima. Il ricordo di Naoko sarà lo spunto per ripercorrere i difficili anni dell'università. L'amore impossibile per la stessa Naoko, poi ricoverata in un istituto psichiatrico e quello per Midori, compagna di corso all'università con una vita provata da lutti familiari; la vita in collegio, l'amicizia con Nagasawa, ragazzo spregiudicato e controverso. I tumulti nelle università forniscono solo un riferimento temporale, ci troviamo alla fine degli anni sessanta. Watanabe rimarrà estraneo alle occupazioni delle università e ai propositi rivoluzionari. Il suo è un percorso di dolore e crescita personale, che lo porterà alla consapevolezza che la morte non è l'antitesi della vita ma una sua parte intrinseca.

Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra le due ragazze, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

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