sabato 9 febbraio 2013

"Il primo gesto" di Marta Pastorino

A che cosa si deve rinunciare per potere infine diventare se stessi? Questo l'interrogativo sul quale Anna Pastorino costruisce il suo romanzo d'esordio, "Il primo gesto" in libreria con Mondadori.

Anna, la protagonista lascia la casa dov'è cresciuta, facendo perdere le proprie tracce. Nella città dove giunge, trova un lavoro davvero singolare per una ragazza giovane come lei: assiste una donna anziana, Maria, con grande dolcezza, occupandosi senza risparmio del suo corpo malato e ascoltando i racconti sul nipote amatissimo che la signora non vede da anni. La stessa notte in cui Maria muore, Anna dà alla luce un bambino.

Ma il dolore del passato è troppo vivo, paralizzante, e ancora una volta lei deve scappare. Abbandona il figlio in ospedale, a un destino ignoto: comincia così un nuovo viaggio, alla ricerca di una salvezza dalle colpe. Le proprie e quelle degli altri.
L'incontro con una giovane straniera e con la sua famiglia sono per Anna una piccola oasi dove riprendere le forze. Presto il suo viaggio si trasforma, diventa ricerca: la meta è Giovanni, il nipote misterioso di Maria. Egli le insegnerà un nuovo modo per conoscere il proprio corpo e se stessa, attraverso le tecniche della danza sensibile...

L'autrice scrive un romanzo scabro, essenziale. Tocca temi scomodi, brucianti fino all'indicibile, e lo fa con coraggio e delicatezza, grazie a una lingua che procede per sottrazione, per piccoli scarti di misurata intensità. La narratrice ci conduce attraverso la storia con la sicurezza di una coreografa che sa nascondere la fatica e il dolore nell'eleganza di un movimento. Ci racconta come la spontaneità di un gesto d'amore - quell'abbraccio che tutti riceviamo appena venuti al mondo - possa essere per qualcuno una conquista, possibile soltanto a costo di perdere tutto e di affrontare una a una le ombre del proprio passato.

Marta Pastorino è nata a Genova nel 1978, vive e lavora a Torino, dove collabora ai laboratori di scrittura creativa e storytelling della Scuola Holden; ha pubblicato racconti in diverse antologie e il racconto lungo "Effetti collaterali" (Meridiano Zero 2006); ha scritto per il teatro con la compagnia BlucinQue e lavorato per la Fondazione Merz.

"La sincerità di Marta Pastorino è così abbagliante che a volte vorresti chiudere gli occhi. Ma non puoi, non c'è riparo. Devi lasciare che ti conduca nel territorio che sta oltre la tua paura".
Paolo Giordano

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