giovedì 21 febbraio 2013

Il veleno dell'oleandro di S. Agnello Hornby

Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l'occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d'acqua carezzati dall'opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti - vogliono, all'unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte.

Simonetta Agnello Hornby ritorna in Sicilia con il romanzo familiare "Il veleno dell'oleandro" (Feltrinelli) e mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell'universo famigliare, tutto intero.

Il romanzo corteggia il giallo (o il noir): si avverte la presenza di un mistero, aleggia il sospetto di un pericolo imminente, i gesti si prestano a una lettura contraddittoria, luci notturne e canti esotici che vengono da lontano suggeriscono la possibilità di presenze inquietanti; però non è un giallo, né un noir, anche se la spiegazione di tutte le vicende viene offerta soltanto verso la fine.

sabato 16 febbraio 2013

Le tre minestre di Andrea Vitali

Che la vita adulta porti con sé i segni indelebili della fanciullezza è innegabile, ciascuno di noi custodisce dei ricordi, delle immagini che si scolpiscono nella memoria e vi restano ad aeternum. Se poi - come spesso accade nei bambini - si è dotati di una spiccata fantasia è facile che certe raffigurazioni finiscano per imporsi fino a trovare spazio - magari complice il mestiere di scrittore - fra le pagine di un libro. Nel caso di Andrea Vitali è stato così: la ministra, le tre zie zitelle e la campagna comasca si sono sedimentate e hanno dato vita a un romanzo breve, o meglio un romanzo-ricettario.

"Le tre minestre" che danno il titolo al racconto autobiografico di Vitali rappresentano, con un espediente letterario originale e spassoso, tre Ministre: dell'Interno, degli Esteri e dell'Agricoltura. Sono le tre zie che hanno accompagnato gli anni della sua infanzia, preposte alla conduzione delle faccende domestiche, alla cura dell'orto di casa, all'educazione del protagonista e più particolarmente della sua educazione culinaria. "Tutte e tre con uno spiccato, condiviso senso dell'economia che aveva il suo inconfondibile profumo, quello dei 'fregui de bonbon', i frammenti dei biscotti che, forse oggi verrebbero probabilmente gettati, ma allora venivano venduti a prezzo inferiore."

Il racconto di Vitali gira intorno alle qualità attribuite ai cibi nella saggezza popolare, più particolarmente alle presunte virtù terapeutiche del pane di farina bianca, destinato a curare sia i malanni del vecchio nonno, sia le galline malate del pollaio di casa. Originario del lago di Como, l'autore propone uno spaccato di vita vissuta e di costume, con ironia e in sottotraccia una delicata nostalgia. A questo autentico tuffo nel passato - siamo negli anni Cinquanta - contribuisce anche il verace ricettario di piatti della tradizione locale che completa il racconto.

Tra le pagine scorrono veloci le immagini della periferia adiacente alle sponde del lago di Como, di quell’Italia popolata da uomini e donne che, memori delle ristrettezze della Guerra, vivevano ancora con la morigeratezza dei tempi dalla crisi. Un racconto intenso e delicato dove l’affetto e la nostalgia per gli anni sereni dell’infanzia passano attraverso la descrizione delle tradizioni familiari o l’uso del dialetto, le ricette delle zie e i rimedi naturali, a dire l’intimità e la semplicità di un’esistenza fatta di sacrifici e di fatiche e tuttavia dignitosa e autentica. È una letteratura dei luoghi vissuti quella proposta da Vitali, la storia di un passato che non esiste più ma che resta vivo nel ricordo e fa da motore per la scrittura, innescando implacabile il confronto con un presente che per certi versi (vedi la povertà di ritorno) lo ricorda identico, ma i cui valori si sono irrimediabilmente persi.

giovedì 14 febbraio 2013

Le parole per dirlo: a Rovereto San Valentino Sos

Catullo, Neruda, Properzio, Eluard e Prévert sono i poeti preferiti della vostra fidanzata ma voi, di inni all'amore, proprio non ci capite nulla? Oppure vi mancano le parole per dichiarare il vostro amore? E ancora: la vostra “Valentina” minaccia di lasciarvi per via della scarsità lessicale o, al contrario, il vostro “Valentino” è un inguaribile sentimentale e voi vi esprimete solo a monosillabi?

Per omaggiare la tradizionale ricorrenza in fatto di questioni di cuore, quest'anno la Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto offrirà ai suoi utenti un servizio molto particolare: per evitare che la festa più romantica dell'anno possa trasformarsi in una catastrofica figuraccia, il 14 febbraio, dalle 15 alle 17 presso le sale di corso Bettini, sarà possibile “prendere in prestito” uno scrittore. O chiedere un rimedio contro “il mal d'amore”. Alcuni professionisti aiuteranno infatti gli innamorati più impacciati, privi di idee e fantasia, a mettere nero su bianco i propri sentimenti e a comporre un pensiero d'amore; chi si sente in difficoltà ad esprimere verbalmente le proprie emozioni troverà in biblioteca un “love desk” con un “creativo delle parole” disposto a dargli una mano per comporre una missiva speciale. Da donare, come da tradizione, all'amato o all'amata, su un romantico biglietto appositamente realizzato dagli artigiani del Laboratorio didattico Arte Grafica.

Marco Lando, Patrizia Belli, Leonardo Franchini e Maddalena Bertolini saranno i quattro “Scrittori in prestito” per il “San Valentino Sos”, iniziativa proposta per la prima volta quest'anno dalla Biblioteca civica che - in questa particolare occasione - vuole dimostrare come, con un po' di buona volontà ed una capace spalla, sia facile riuscire a trovare le parole adatte per dire alle persone quanto ci stanno a cuore, scrivere le frasi perfette per esprimere l'amore. Dietro al vostro lavoro ci saranno nomi noti del panorama lirico trentino, garanzia di serietà e riuscita: Patrizia Belli, giornalista professionista e scrittrice, è stata responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Rovereto e attualmente è corrispondente Ansa. Collabora con varie riviste. Autrice di racconti, opera nel volontariato, vive e lavora a Rovereto. Leonardo Franchini è regista, critico e scrittore locale mentre Maddalena Bertolini vive a Pergine: dopo gli studi classici ha scelto la professione di ostetrica che affianca nel suo percorso di scrittura; ha pubblicato tre romanzi, un libro di poesie e una trilogia in prosa. Infine Marco Lando, pure roveretano, dedito alla poesia contemporanea; compare in diverse antologie, alcune delle quali con traduzione in inglese: per le sue liriche riceve spesso onorificenze e riconoscimenti.

E se Cupido - per qualche ragione - non vi attirerà verso il “love desk”, a disposizione degli utenti ci sarà uno speziale, Bruno Coveli, che metterà a disposizione consigli e suggerimenti derivanti dall'antica sapienza popolare: rimedi naturali per curare il “mal d'amore”.

fonte: Paola Malcotti - l'Adige di oggi, giovedì 14 febbraio 2013
 

lunedì 11 febbraio 2013

BiblioTech, una biblioteca interamente digitale. Made Usa.

Avrebbe potuto essere unicamente una curiosità da geek incalliti, se non fosse che in questo caso la vicenda gira intorno ad una singolare biblioteca e al suo, ancora più particolare contenuto: 10.000 titoli in versione digitale, che potranno essere facilmente accessibili agli utenti registrati grazie all’utilizzo di appositi tablet. E lo spunto per tale iniziativa, portata avanti da un bibliofilo accanito che di nome fa Nelson Wolff, e di mestiere il giudice della Contea di Bexar, sarebbe arrivato dalla vicina University of Texas at San Antonio, e da un certo Steve Jobs. Oltre ai computer accessibili sul posto, saranno infatti disponibili supporti trasportabili destinati a prestiti della durata di due settimane. Una rivoluzione destinata a fornire ai cittadini un servizio all’avanguardia. Più che una biblioteca insomma ben le si addice la definizione di BiblioTech.

Un luogo di incontro e di scambio di conoscenze, nel quale il digital divide possa essere progressivamente colmato innescando un processo di democratizzazione delle risorse, in un contesto esterno a quello, ancora troppo elitista, delle biblioteche universitarie. Non resta che aspettare l’autunno per saperne un po’ di più, e cercare di capire se i buoni propositi procederanno al meglio. Nel frattempo bisogna ammettere che Wolff sembra avere le idee chiare: "Sappiamo tutti che il mondo sta cambiando…Ho letto libri dalla copertina rigida, e io stesso ho una collezione contenente 1.000 prime edizioni. I libri sono importanti per me, ma tutto evolve e questo è il modo migliore per rendere un servizio alla comunità..."

fonte: Booksblog.it

domenica 10 febbraio 2013

Libri e Italia: è emergenza culturale

"Serve un libro bianco sui problemi dell'editoria e una legge strategica che promuova la lettura come uno dei bisogni sociali prioritari della Nazione". Lo dice all'Adnkronos il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, sottolinendo come nella campagna elettorale si parli "poco di capitale umano. E invece siamo di fronte a una vera e propria emergenza culturale".

Un'emergenza, sottolinea, che "è molto più antica della crisi economica di oggi ma ne è una delle ragioni principali. La crisi dell'editoria, sia nel settore dei libri sia nel comparto quotidiani e periodici, aggrava la situazione di un Paese nel quale il 55% della popolazione adulta non legge neanche un libro l'anno. Un paese - insiste Peluffo - in cui il 46% della popolazione adulta ha soltanto il diploma di licenza media inferiore".

fonte: AdnKronos



sabato 9 febbraio 2013

"Il primo gesto" di Marta Pastorino

A che cosa si deve rinunciare per potere infine diventare se stessi? Questo l'interrogativo sul quale Anna Pastorino costruisce il suo romanzo d'esordio, "Il primo gesto" in libreria con Mondadori.

Anna, la protagonista lascia la casa dov'è cresciuta, facendo perdere le proprie tracce. Nella città dove giunge, trova un lavoro davvero singolare per una ragazza giovane come lei: assiste una donna anziana, Maria, con grande dolcezza, occupandosi senza risparmio del suo corpo malato e ascoltando i racconti sul nipote amatissimo che la signora non vede da anni. La stessa notte in cui Maria muore, Anna dà alla luce un bambino.

Ma il dolore del passato è troppo vivo, paralizzante, e ancora una volta lei deve scappare. Abbandona il figlio in ospedale, a un destino ignoto: comincia così un nuovo viaggio, alla ricerca di una salvezza dalle colpe. Le proprie e quelle degli altri.
L'incontro con una giovane straniera e con la sua famiglia sono per Anna una piccola oasi dove riprendere le forze. Presto il suo viaggio si trasforma, diventa ricerca: la meta è Giovanni, il nipote misterioso di Maria. Egli le insegnerà un nuovo modo per conoscere il proprio corpo e se stessa, attraverso le tecniche della danza sensibile...

L'autrice scrive un romanzo scabro, essenziale. Tocca temi scomodi, brucianti fino all'indicibile, e lo fa con coraggio e delicatezza, grazie a una lingua che procede per sottrazione, per piccoli scarti di misurata intensità. La narratrice ci conduce attraverso la storia con la sicurezza di una coreografa che sa nascondere la fatica e il dolore nell'eleganza di un movimento. Ci racconta come la spontaneità di un gesto d'amore - quell'abbraccio che tutti riceviamo appena venuti al mondo - possa essere per qualcuno una conquista, possibile soltanto a costo di perdere tutto e di affrontare una a una le ombre del proprio passato.

Marta Pastorino è nata a Genova nel 1978, vive e lavora a Torino, dove collabora ai laboratori di scrittura creativa e storytelling della Scuola Holden; ha pubblicato racconti in diverse antologie e il racconto lungo "Effetti collaterali" (Meridiano Zero 2006); ha scritto per il teatro con la compagnia BlucinQue e lavorato per la Fondazione Merz.

"La sincerità di Marta Pastorino è così abbagliante che a volte vorresti chiudere gli occhi. Ma non puoi, non c'è riparo. Devi lasciare che ti conduca nel territorio che sta oltre la tua paura".
Paolo Giordano

Byblos, la rassegna per gli estimatori della carta

Appuntamento, oggi e domani - sabato 9 e domenica 10 febbraio 2013 - con la Rassegna Byblos, al Parco Esposizioni Novegro, a Segrate (MI).
Con la sua formula semplice che lega sullo stesso piano espositivo il libro antico e il libro usato, comunque da collezione, Byblos è diventato un appuntamento riconosciuto ed apprezzato da parte degli intenditori e un’occasione per avvicinare nuovo pubblico alla passione per la “carta”.

Nell’ambito infatti della Manifestazione sono ospitate anche diverse proposte come stampe, mappe, cartoline e soggetti artistici di vari periodi. Dall’edizione dello scorso ottobre è stata avviata l’esperienza degli “Incontri di Byblos”: in uno specifico spazio allestito al centro del padiglione che ospita la Mostra, personaggi della cultura e dell’informazione daranno vita a lezioni e dibattiti su diversi argomenti culturali.
 
info: Byblos
 

giovedì 7 febbraio 2013

"Siamo ancora tutti vivi"

La riforma della scuola miete vittime negli istituti di provincia, e anche a Villa Erminia il liceo classico sta per essere chiuso. Per molti degli studenti, fra cui Eva, che soffre di SLA e ha bisogno di un liceo senza barriere architettoniche, questo potrebbe significare la fine degli studi. Per protesta, a pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico un gruppo di studenti si barrica dentro l'edificio. Per il mite Emilio, la carismatica Stella, la brillante Erica, il misterioso Matteo, la vivace Greta e le amiche del cuore Eva e Danielle ha inizio un'estate indimenticabile, fatta di lotta, sacrificio, perseveranza, nuove amicizie, amori che finiscono e altri che iniziano nel momento meno opportuno. Intorno, gli adulti: la preside, il provveditore, i genitori e il consigliere provinciale Augusto Pini, politico pasticcione che rimane invischiato nell'occupazione.

"Siamo ancora tutti vivi", romanzo di Giulia Blasi edito da Mondadori, è un intreccio di sogni, nuove amicizie, amori e ribellione da cui nessuno dei personaggi vuole dividersi. Emilio non riesce a dimenticare Erica. Erica ha paura di perdere il patrigno, sua unica certezza. Stella non vede mai suo padre. Greta vive per suonare la batteria. Matteo è un mistero per le persone che ha intorno. Tutti sono studenti del liceo di Villa Erminia e hanno poche settimane per salvare la loro scuola, che rischia di chiudere sotto i colpi dei tagli all'istruzione.

Giulia Blasi (Pordenone - 1972), vive e lavora a Roma. Ha pubblicato il romanzo Deadsexy (Lint, 2001) e la raccolta di racconti Nudo d'uomo con calzino (Einaudi Stile Libero, 2009). Ha partecipato come autore a diverse antologie, scritto per il cinema e lavorato in televisione. Per Mondadori ha pubblicato Il Mondo prima che arrivassi tu (2010). Vive in una casa piena di libri e dischi e ha un disperato bisogno di nuovi scaffali (praticamente come me). Le piante sul suo terrazzo sono tutte morte, ma lei non dispera (e qui no: le mie sono tutte vive!).

martedì 5 febbraio 2013

Paper and Salt: i grandi scrittori in cucina

Da Benedetta Parodi a Gordon Ramsay, passando per Jamie Oliver fino ai recenti successi di Carlo Cracco, sono ormai anni che i libri di ricette mantengono saldamente i primi posti nelle classifiche di vendita. I loro autori sono cuochi affermati o esperti amatori, solitamente aiutati da una popolarità che nasce soprattutto dal mondo della tv. L’abbinamento cibo-libri quindi sembra funzionare bene e forse è proprio quello che hanno pensato gli ideatori di "Paper and Salt" che hanno affiancato gastronomia e letteratura in modo originale.

Si tratta di un sito che propone decine di ricette ideate da famosi scrittori. Navigando tra le pagine ci si imbatte per esempio nella Treacle Tart di George Orwell, cucinata con pane raffermo, panna e zenzero. Oppure in un cocktail a base di latte, rum, brandy e ben sette uova, firmato (è il caso di dirlo) da Edgar Allan Poe.

Andando avanti con la lettura dei post è facile trovarsi a immaginare, per esempio, J.D. Salinger che spizzica il suo roast beef marinato con senape ed erbe, mentre scrive dell’intramontabile Holden Caulfield. O le avventure di Peter Coniglio che prendono forma mentre la sua autrice Beatrix Potter sgranocchia biscotti di marzapane. Ci sono poi, tra gli altri, Henry James e il suo gelato alla vaniglia con pesche sciroppate, Raymond Chandler e il pesce spada “alla siciliana” o il grande Hemingway con la trota al bacon.

Su Paper and Salt non si trovano soltanto ricette, ma anche vere e proprie discussioni su temi culinari, come l’arte della panificazione, tanto cara a nomi del calibro di Emily Dickinson e Virginia Wolf, quest’ultima nota a chi se ne intende per il suo pane cottage loaf a due strati.

fonte: Andrea Bressa @ Panorama.it

sabato 2 febbraio 2013

"Gli onori di casa" Giménez

Né Petra né Fermín sono entusiasti del caso di cui devono occuparsi, perché è un caso ‘freddo’, con un morto di cinque anni prima. L’imprenditore Adolfo Siguán era stato ucciso in circostanze su cui la famiglia aveva preferito glissare: era insieme ad una giovanissima prostituta che gli aveva teso una trappola, accordandosi con il suo protettore che avrebbe interrotto le effusioni e svaligiato la casa. Qualcosa era andato storto, Adolfo Siguán era morto. La ragazza aveva scontato una pena per favoreggiamento, l’assassino era fuggito ma era stato ucciso a sua volta due mesi dopo a Marbella. Caso chiuso. Anche se la ragazza aveva sempre difeso l’uomo, dicendo che quella sera, a sorpresa, si era presentato in casa un italiano che aveva commesso l’omicidio. Ora la vedova ha convinto il giudice a riaprire il caso. Poco dopo che Petra e Fermín hanno ripreso i contatti con le persone coinvolte, qualcuno spara alla ragazza che aveva intrattenuto Adolfo Siguán la sera della sua morte.

"Gli onori di casa" sprizza vivacità in ogni sua componente. Perché la trama porta gli investigatori in Italia, alla ricerca di tal Franco Catania, il misterioso uomo di cui il nuovo compagno della ragazza assassinata si è lasciato sfuggire il nome.

Il nuovo romanzo di Alicia Giménez Bartlett è qualcosa di più di un giallo, è una commedia tinteggiata di nero. E chi già conosce i due protagonisti può immaginare lo scambio di battute tra di loro su argomenti che spaziano dalla crisi economica all’armonia di coppia, dalla maternità al rapporto tra figli e genitori. Le allusioni a Shakespeare ricorrono poi come un gioco tra Petra e il suo vice, finché la commedia gialla si trasforma in una tragedia dalle tinte così fosche aleggianti intorno ad un dramma familiare che neppure il Bardo avrebbe osato affrontare.

L’ambientazione italiana, l’incontro con una coppia di «sbirri» inversamente proporzionale a Petra e Fermín, l’intreccio movimentato, fanno de "Gli onori di casa" un romanzo particolarmente felice. Come sempre l’ispettrice Delicado e il suo vice si muovono con intelligenza e ironia e giocare fuori casa dà alla coppia conquistata dalla vacanza romana, se possibile, una marcia in più.

Questo libro è la dimostrazione che anche un romanzo ‘di genere’ può essere un’ottima prova narrativa, offrendo spunti di riflessione e mettendo a nudo i mali della società. La trama è piacevole e coerente. Sempre presente la vena ironica.

giovedì 31 gennaio 2013

Dura la vita dei libri nel Paese delle Banane

Un italiano su quattro nell'ultimo anno non ha letto neanche un libro e quattro su cinque ignorano gli eBook. A confermare la poca affezione, nel nostro Paese, per la lettura è il Rapporto Italia 2012 che l'Eurispes ha diffuso oggi.

Il 22,9% degli intervistati, dunque, afferma di non aver letto nessun libro nel corso dell'ultimo anno e fra chi ha invece risposto positivamente, il 77,1% del campione, prevale chi ha letto da 1 a 3 libri (35,9%). Il 16,9% ne ha letti da 4 a 6. L'11,1% da 7 a 12, il 13,1% piu' di 12. La quota di donne che non leggono mai durante l'anno è decisamente più contenuta rispetto a quella maschile: 16,2% contro 29,9%.

A differenza poi di quanto avviene per i quotidiani, al cui scarso consumo supplisce parzialmente una crescente lettura della loro versione online, neanche le nuove tecnologie sembrano spingere gli italiani alla lettura: la larghissima maggioranza degli intervistati, l'80,3%, ignora infatti gli eBook.

fonte: AdnKronos

mercoledì 30 gennaio 2013

Il bibliotecario carcerario: una nuova professione?

Proporre modelli finalizzati all’introduzione della figura del bibliotecario nel sistema delle carceri italiane, analizzando quanto è già stato fatto e tracciando gli obiettivi che rimangono ancora da raggiungere, al fine di dotare di biblioteche iscrivibili un numero sempre maggiore di carceri italiane. Giovedì 31 gennaio, dalle ore 9.00 presso la Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano, si terrà il 4° Convegno Nazionale sulle biblioteche carcerarie dal titolo “Il bibliotecario carcerario: una nuova professione?”, promosso da AIB Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Lombardia, Università degli Studi di Milano e Brianza Biblioteche, con il contributo di Fondazione Cariplo.
IL PERCORSO INTRAPRESO
– Quarta tappa di un importante percorso iniziato con il primo Convegno nazionale del 2001, cui sono seguiti i Congressi del 2003 e del 2005 che hanno consentito a quanti lavorano nelle biblioteche carcerarie di conoscersi ed elaborare comuni strategie e modelli operativi, l’appuntamento del 31 gennaio si propone il raggiungimento di un obiettivo di fondamentale rilevanza.

I SERVIZI BIBLIOTECARI NELLE CARCERI
– Nel 2008 l’Associazione Italiana Biblioteche ha istituito il Gruppo di studio sui servizi bibliotecari per le utenze speciali, con una sezione dedicata appositamente alle biblioteche carcerarie: ne è derivato un tavolo di lavoro formato da Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), Unione delle Province d’Italia (UPI), Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Conferenza delle Regioni e AIB per l'elaborazione di un protocollo d'intesa nazionale che regolamenti i rapporti tra carcere ed enti locali in relazione alla gestione dei servizi di biblioteca.

LA FIGURA DEL BIBLIOTECARIO CARCERARIO
– Il lavoro degli ultimi anni all’interno delle biblioteche carcerarie ha fatto emergere chiaramente la necessità di delineare in modo specifico la figura professionale del bibliotecario carcerario, individuandone precise competenze, ruolo e funzioni, così da proporre modelli organizzati finalizzati all’introduzione della sua figura nel sistema delle carceri italiane...

fonte & read more @ Libreriamo.it

martedì 29 gennaio 2013

Sul mio comodino ci sono...

 
... quei libri ormai introvabili, piccole grandi perle della letteratura mondiale dalle quali solo gli amici inossidabili riescono a staccarsene, per farne prezioso ed immenso dono...


lunedì 28 gennaio 2013

Leggere low cost a Firenze, tra bookcrossing e scaffali del libero scambio

L’idea che “la cultura è un ornamento nella buona sorte, ma resta un rifugio nell’avversa” (tesi suggerita a suo tempo da Aristotele) pare sia oggi perseguita da innumerevoli persone. Di fatto, a fronte di una crisi economica ormai diffusa ovunque, la lettura dei libri non pare arrestarsi. Anzi, le occasioni per leggere low cost in tutta la Toscana sono in costante aumento. A Firenze, le iniziative mirate ad incoraggiare il gusto di leggere fioriscono dappertutto, e se a livello metropolitano stanno già dilagando le buone pratiche del “bookcrossing”, in ogni zona della città si moltiplicano “scaffali del libero scambio” e tante nuove piccole biblioteche popolari stanno nascendo in luoghi pubblici, non tradizionalmente adibiti a spazi di lettura.

IL BOOKCROSSING - Ideata negli Stati Uniti d’America, la pratica del bookcrossing consiste nel regalare i propri libri a persone sconosciute, mettendoli generosamente a disposizione degli altri. Le pubblicazioni che si desidera donare possono essere abbandonate in qualsiasi luogo (stazioni ferroviarie, treni, autobus, panchine, impianti sportivi, ma anche lavanderie self service, studi medici, bar, uffici postali, ecc.). Accessibili gratuitamente a chiunque sia interessato, gli “scaffali del libero scambio” sono invece punti appositamente allestiti allo scopo di far circolare liberamente opere librarie, opuscoli, riviste, e-book, cd, dvd e materiale editoriale in genere, destinato a tutte le fasce d’età. Per avvicinare i cittadini alla lettura, varie pubbliche amministrazioni, (in primis il Comune di Firenze), hanno istituito numerosi spazi dedicati a questo servizio gratuito. La maggioranza di questi scaffali dove è possibile reperire o donare libri, è ubicata proprio all’interno delle principali biblioteche pubbliche che sono dislocate nei cinque quartieri della città; sedi assai frequentate dove l’aggiornamento e il ricambio dei volumi è quindi pressoché costante.

LUOGHI DI PROMOZIONE COLLETTIVA - Queste esperienze, dedicate ad una promozione collettiva, solidale e partecipata della lettura, sono attualmente promosse all’interno delle Biblioteche comunali Fabrizio de André (via delle Carra), Palagio di Parte Guelfa (p.za di Parte Guelfa); Oblate (via dell’Oriuolo); Mario Luzi (via Ugo Schiff), Pieraccioni (via Nicolodi); CaNova (via Chiusi), e Villa Bandini (via di Ripoli). Scaffali librari circolanti sono presenti anche in quasi tutte le Case del Popolo di Firenze e provincia: Circolo ricreativo Arci San Niccolò (via San Niccolò), Casa del popolo di Settignano (p.za di Settignano ), Circolo Andreoni (via A. D’Orso), ecc. Ulteriori biblioteche circolanti low cost si trovano inoltre alla sede regionale CGIL (via Pier Capponi, 7), al centro giovani “Gavinuppia” (via Gran Bretagna 48) e al centro sociale polivalente “Il Porto” (p.za Elia Dalla Costa). Nella stessa zona, mini biblioteche e scaffali dove è possibile reperire o scambiarsi libri in assoluta libertà e gratuitamente, risultano attivati anche al circolo per la terza età “Reims” (via Erbosa) e presso il Supermercato Coop (piazza Bartali).

fonte: Cristina Fontanelli @
Libreriamo.it

sabato 26 gennaio 2013

Tre segreti per trasformare i bambini in grandi lettori

Iniziare a leggere soli, quindi farlo insieme ai propri figli e poi lasciare col tempo che siano loro stessi a scegliere cosa prendere in mano per leggerlo. Secondo un articolo pubblicato sul Nashville Parent, sono queste le tre semplici azioni che un genitore deve seguire per invogliare a leggere i propri figli. La maggior parte dei genitori non riesce a spiegare ai più piccoli l’importanza della lettura per la loro crescita.

Da una ricerca effettuata su un campione di 100 genitori dal National Literacy Trust, si evidenzia che quasi un terzo di loro non legge ai loro figli, con il 29% degli intervistati che pensa che sarebbe più consono che qualcun altro svolgesse questo compito (insegnanti o altri membri della famiglia). Gli esperti di alfabetizzazione concordano nell’affermare quanto sia importante che i bambini leggano da piccoli e che lo facciano con i propri genitori.

CONSIGLI AI GENITORI - Quando i bambini non iniziano a leggere sin dalla tenera età, possono essere meno portati a farlo quando crescono, vedendo la lettura come un’attività pesante e noiosa. Gli esperti indicano tre segreti per far amare la lettura ai propri figli, sorprendentemente semplici da eseguire da parte dei genitori: leggere soli, leggere con i propri bambini e lasciare che leggano qualcosa a loro piacere. Tutti conoscono lo spirito emulativo dei bambini, i quali soprattutto in tenera età sono abituati a fare quello che facciamo noi. Se si vuole che i propri figli diventano lettori, occorre esserlo.

GENITORI E FIGLI INSIEME
- La maggior parte pensa che un genitore possa leggere qualsiasi cosa, purché riesca a coinvolgere i figli e a far comprendere l’importanza della lettura, ma finché i genitori riterranno che ci siano cose più importanti rispetto alla lettura, anche i figli la penseranno allo stesso modo. Secondo gli esperti, occorre leggere non per forza libri alla loro portata, ma anche romanzi un po’ più impegnati, i quali possono sembrare più difficili, ma non è detto che siano meno stimolanti. Si consiglia ai genitori inoltre di leggere ad alta voce davanti a loro il più a lungo possibile e in qualsiasi momento della giornata, non solo quando vanno a letto. Tenere i libri sparsi per tutta la casa, inoltre, aiuta.

I VANTAGGI DELLA LETTURA - La capacità di ascolto dei bambini e la comprensione della lettura non convergono fino alla terza media. Pertanto, è importante leggere libri ai più piccoli che non sono ancora in grado di leggere da soli. Questo permette di arricchire il loro cervello di nuovi vocaboli, di aumentare la loro capacità di comprensione. La lettura ad alta voce sembra una cosa banale, ma in realtà, come afferma lo scrittore Marilyn Jager Adams "Leggere ad alta voce con i bambini è conosciuta per essere l'attività più importante per la costruzione delle conoscenze e delle competenze necessarie per imparare a leggere”.

LEGGERE CIO’ CHE SI VUOLE - La ricerca dimostra che per diventare lettori forti e appassionati, i bambini hanno bisogno di leggere molto. Uno studio condotto su alunni di terza media fa notare come siano lettori abili coloro che avevano letto almeno due ore e mezzo al giorno, mentre i più scarsi erano quelli che avevano letto soltanto per mezz’ora al giorno. Spesso si cercano per i propri figli soluzioni complicate per farli avvicinare alla lettura, mentre esperti e studiosi hanno dimostrato come la soluzione sia semplice: lasciare che leggano ciò che vogliono leggere pensando, in un primo momento, letteralmente in termini di quantità e non di qualità.

fonte: Nicla Cardellicchio @ Libreriamo.it

venerdì 25 gennaio 2013

"Vendetta di sangue" - il 31 gennaio torna Wilbur Smith

Azione, avventura e thrilling sono gli ingredienti che animano i libri di Wilbur Smith, lo scrittore zambiano che il 31 gennaio, alle 21, incontrerà il pubblico dell'Auditorium Parco della Musica di Roma. Durante la serata l'autore presenterà il suo ultimo libro "Vendetta di sangue", in uscita nelle librerie proprio il giorno dell'appuntamento. Con lui dialogheranno le giornaliste Maria Grazia Capulli e Loredana Lipperini.

Carico della suspence tipica dei thriller, "Vendetta di sangue" è l'ultimo tassello di una lunga serie di avventure. Tra i deserti dell'Africa nordorientale e la City di Londra si snodano i tentativi di vendetta da parte di Hector Cross, personaggio ben noto ai lettori di Smith. Durante l'incontro lo scrittore racconterà come si scrivono storie dal plot vertiginoso, in grado di affascinare milioni di lettori in tutto il mondo.

L'appuntamento fa parte della serie di anteprime che stanno accompagnando il pubblico verso la quarta edizione di "Libri come, Festa del Libro e della Lettura" in programma dal 14 al 17 marzo 2013 sempre all'Auditorium Parco della Musica.

fonte: AdnKronos




mercoledì 23 gennaio 2013

I Puffi, prima volta in versione eBook

I Puffi escono per la prima volta in versione eBook e in esclusiva per l'Italia. Si parte con sette titoli della serie dedicata ai simpatici ometti blu nati dalla penna del disegnatore belga Pierre Culliford, in arte Peyo, che Nord-Sud Edizioni (marchio di Adriano Salani editore) pubblica ciascuno a 4.99 euro in formato Fixed Layout per Ipad Apple e per Kindle.

Protagonisti di un successo planetario, i Puffi hanno appena compiuto 55 anni e torneranno quest'anno sul grande schermo in 3D.

fonte: Ansa

martedì 22 gennaio 2013

Dimmi che comodino hai e ti dirò chi sei

Se è vero che tutto ciò che ci circonda rispecchia il nostro modo di essere, il nostro quotidiano, il nostro umore, la stanza più intima della casa riflette la nostra anima, la parte più profonda del nostro "io".
Ed ecco che la camera da letto e - nello specifico - il comodino, rappresenta effettivamente ciò che noi siamo.

Ma com'è che siamo esattamente? Equilibrati, incasinati, pignoli, ordinati, perfezionisti, lineari, puliti, pigri, impazienti, smemorati, ritardatari?
Un'occhiata al nostro comodino (ma anche a quello del/la partner, del/la figlio/a) basterà per farcene un'idea.

Questo è il mio. A voi le conclusioni...

Mi piacerebbe ora sapere però come sono i comodini di chi segue questo blog.
Ogni vostra foto verrà ripubblicata, creando un post a sé e permettendo così a tutti - in un simpatico gioco - di "conoscerci".

Alla riscoperta delle vecchie librerie di New York

New York riscopre le librerie. Bar, hotel, ristoranti e negozi dove la letteratura è protagonista indiscussa tornano alla ribalta, insieme a quei bugigattoli dove si vendono pubblicazioni introvabili, vecchie magari solo di vent’anni, ma uscite di produzione, insieme a prime edizioni e volumi rari.

Il tour comincia al Jimmy’s Corner di Manhattan, locale storico dei giornalisti della rivista dei libri del New York Times e meta di scrittori del calibro di Cormac McCarthy, e al Café Loup, nel West Village, dove si davano appuntamento Paul Auster e Susan Sontag, passando per il Library Hotel, vicino alla biblioteca pubblica, che offre stanze a tema con una collezione di volumi sull’argomento a disposizione degli ospiti. Tra i librai, il primo indirizzo è Barman Rare Books a Midtown: vanta la prima edizione del Paradiso perduto di John Milton. E poi c’è anche 192 Books a Chelsea: offre una scelta molto accurata di volumi, proprio di fronte a Printed Matter, specializzato in libri d’arte dallo spirito punk e underground.

La lista è lunga e non è nulla di polveroso: a frequentarli, notte inclusa, sono giovani e non, di un movimento spontaneo, fatto da chi vuole toccare le parole e maneggiare i pensieri, per non affidarli unicamente all’immateriale digitale. E al suo inevitabile carico ansiogeno, dovuto all’invecchiamento istantaneo dei suoi strumenti: pare che l’ansia da obsolescenza sia il segno distintivo del nuovo millennio. Allora i vecchi libri risultano immortali e rassicuranti. Così ne parla lo scrittore Robin Sloan in "Mr Penumbra’s 24 hours Bookstore", appena uscito negli Stati Uniti (Farrar, Strass & Giroux, 304 pagine, 25 dollari): una lettera d’amore ai libri, una riflessione sulla tecnologia, un thriller e un requiem insieme. Ovvero, un’istantanea sull’oggi, analogicamente digitale.

fonte: Panorama.it

lunedì 21 gennaio 2013

"Gli adulti sono bambini andati a male"

E' un saggio che analizza tutti quegli aspetti dell'istituzione scolastica che influiscono negativamente sugli studenti, uno strumento che fornisce tante proposte per approcciarsi con i ragazzi, imparare ad ascoltarli, capirli e creare il giusto legame con loro in modo da facilitarne l'apprendimento. Si tratta di "Gli adulti sono bambini andati a male" di Maurizio Parodi, autore di alcuni libri e numerosi articoli su temi pedagogici e didattici che con Sonda ha già pubblicato "Basta compiti! Non è così che si impara".

I bambini possono essere guastati in tanti modi: gli adulti, il sistema, gli apparati hanno escogitato e praticano, spesso senza averne consapevolezza, infinite forme di corruzione, precoci, sottili, insistite, alle quali la pur eroica capacità di resistenza della vitalità primitiva non riesce a opporsi. Si pretende dal bambino che faccia ciò che non è in grado di fare, esponendolo a un sicuro insuccesso che assume i connotati del fallimento. Oppure sono i modi di essere della scuola (metodi, valori, regole) a sconfiggere l'alunno, dal quale si pretende che sia ciò che non può essere.

Il risultato non cambia: lo studente meno adattato (meno "adatto"), il più bisognoso (di cure, attenzioni, gratificazioni, rassicurazioni) non regge il ritmo della classe, "rimane indietro" rispetto ai compagni che si allontanano e, come l'insegnante, lo allontanano. Seguono l'umiliazione della ripetenza e l'abbandono. Una denuncia degli aspetti più dannosi dell'istituzione scolastica, un grido di allarme per evitare che gli adulti di domani siano "bambini andati a male oggi".

fonte: AdnKronos