lunedì 19 settembre 2016

La verde Irlanda ospite d’onore alla 14a edizione del Pisa Book Festival

Mentre Torino e Milano si contendono i riflettori, Pisa ribadisce il suo impegno per gli editori indipendenti e per la promozione della lettura. Dall’11 al 13 novembre il Pisa Book Festival tornerà al Palazzo dei Congressi della città, forte dei suoi 160 editori e delle loro nuove proposte editoriali.

Tante le novità presentate dagli editori più attivi, tra gli altri Iperborea, Sellerio, Il Sirente, Nottetempo, Fazi, Minimum Fax, Add, Marcos y Marcos, Lef, Sur, Sinnos, Emons, Clichy, Voland, Ediciclo, Giuntina, 66thand2nd, Lapis e Pacini.

Nata nel 2003 per promuovere il progetto Slow Book di Alfredo Salsano, la fiera è rimasta sempre fedele al suo ruolo di vetrina privilegiata per la circolazione del libro, acquistando poi negli anni anche un importante profilo di festival letterario grazie ad un programma sempre più ricco e diversificato, con ospiti nazionali e internazionali.

“L’organizzazione impeccabile degli eventi, l’accoglienza calorosa agli ospiti, quel mix di rigore e di bravura scanzonata tipico dei toscani che non si prendono mai sul serio, insieme al rapporto costante e proficuo col territorio, questo il segreto del successo della manifestazione”, dichiara la direttrice Lucia Della Porta, che anche quest’anno sarà affiancata da una squadra di giovani collaboratori con grande esperienza e tanta passione. Il Pisa Book Festival prepara la sua 14a edizione e lancia una sfida: se i contenuti sono validi e c’è l’interesse degli editori, col sostegno delle Istituzioni locali, si riesce a fare una manifestazione di successo, capace di promuovere il libro, la lettura e la città che la ospita. Quest’anno il Festival aprirà una finestra sul panorama culturale dell’Irlanda, ospitando diversi scrittori già affermati in patria e anche nel mondo, il fior fiore della letteratura irlandese. Il programma irlandese, curato in collaborazione con l’anglista Enrico Terrinoni, noto traduttore di James Joyce, presenta numerosi scrittori, tra cui Barry McCrea, John McCourt, Cormac Millar e Conor Fitzgerald. Presenti al Festival con i loro libri anche Julian Gough, tradotto in Italia da Sagoma, e Eimear McBride, il cui romanzo Una ragazza lasciata a metà esce in Italia per l’editore Safarà. Non mancheranno gli esordienti, come Caitriona Lally, caso letterario in Irlanda e nel Regno Unito, che presenta in anteprima nazionale il romanzo Eggshells, definito dal Guardian “un debutto coraggioso”.

Madrina eccezionale del Festival sarà Catherine Dunne, la scrittrice irlandese più letta in Italia, che terrà il discorso di apertura. Ritorneranno gli incontri del Translation Centre, curati da Ilide Carmignani (premio nazionale MIBAC per la traduzione), mentre spegne cinque candeline Repubblica Caffé e festeggia con gli autori scelti e intervistati da Laura Montanari, Fabio Galati e Gianluca Monastra. Torna anche la sezione Made in Tuscany, inaugurata lo scorso anno e guidata dallo scrittore fiorentino Vanni Santoni. Confermata la collaborazione con il Festival Trame di Lamezia Terme, dedicato ai libri contro le mafie, che svilupperà a Pisa il tema della legalità. Prosegue anche il rapporto privilegiato che il Festival ha instaurato con le scuole, attraverso il progetto Io leggo in biblioteca, che coinvolge gli istituti cittadini, le biblioteche e i docenti iscritti. Si rinnova anche l’atteso appuntamento con l’illustrazione per bambini a Palazzo Blu, dove saranno in mostra le tavole dell’artista cinese Chen Jianghong. Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia dalla casa editrice Babalibri, presente al Festival. Anche quest’anno è previsto un biglietto di ingresso il sabato e la domenica, mentre la giornata di venerdì resta gratuita per tutti, e i ragazzi sotto i 18 anni entrano sempre gratis. La grafica del Festival numero 14 è un omaggio alla verde Irlanda e alla Natura, uno dei temi più vicini alla filosofia del Festival.

Info e programma: http://www.pisabookfestival.com/

Risultati immagini per pisa book festival 2016

venerdì 9 settembre 2016

"Il rosso vivo del rabarbaro", quasi come uno scampolo di sogno

Quasi come in uno scampolo di sogno, rimasto sospeso negli occhi tra il buio della notte e la luce del giorno, Audur Ava Olafsdottir porta ad accarezzare il cielo azzurro, l'oceano in tempesta, il gelo del fiordo, il sapore e i profumi dei piatti tipici di una terra dimenticata dalla vita, l'Islanda.

Risultati immagini per il rosso vivo del rabarbaroE quasi come nel rumore assordante di un silenzio, urlato e graffiato per troppo tempo sulla pelle matura, "Il rosso vivo del rabarbaro" prende per mano, con inaspettata dolcezza, ed accosta all'orecchio una conchiglia. In cui il mondo, sussurra parole nuove.

domenica 4 settembre 2016

Le 20 candeline di Festivaletteratura di Mantova

Festivaletteratura di Mantova arriva quest'anno alla sua ventesima edizione. Il corteo festoso con cui si è pensato di accompagnare questa speciale ricorrenza si è avviato già da febbraio di quest'anno: scrittori e artisti da tutto il mondo sono scesi a Mantova - insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2016 - per colorare di Festival già i mesi invernali e primaverili di questo felice compleanno. Tra questi incontri fuori stagione, in particolare i Fantafestival, in cui alcuni dei più fedeli amici della manifestazione - Lella Costa, Bruno Gambarotta, Beppe Severgnini, Luca Molinari, Beppe Finessi - si sono divertiti a cucire insieme voci e interventi da diverse edizioni del Festival, hanno posto le migliori premesse per provare a rispondere a una domanda fondamentale: come siamo arrivati a questo traguado?

Nell’anno della sua ventesima edizione, Festivaletteratura esce infatti dagli argini dei cinque giorni classici della kermesse - in programma dal 7 all'11 settembre - per invadere la città insieme ai suoi autori con una serie di appuntamenti, partiti ancora in primavera, che si protrarranno fino all'autunno. Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno: incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Da 20 anni vi partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme. I volontari sono il corpo e l'anima di Festivaletteratura. Fin dalla prima edizione, centinaia di persone - in gran parte giovani e giovanissimi - vengono da tutta Italia per dar vita al festival e partecipare da protagonisti all'evento.

Come negli anni passati, intenso e concentrato sarà il programma della cinque-giorni di manifestazione: impossibile citare in un sol colpo gli appuntamenti. Ecco perché, per quanti interessati, rimando alla pagina ufficiale del festival per tutte le informazioni: http://www.festivaletteratura.it/it

Risultati immagini per festivaletteratura mantova 2016

mercoledì 31 agosto 2016

I giusti secondo Borges


Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un'etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore ed una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragionegli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

- J. L. Borges

martedì 30 agosto 2016

In Sicilia la seconda edizione del festival dei libri di fotografia

Sicily photobook è un festival dedicato ai libri di fotografia, ed è alla sua seconda edizione. La manifestazione, che si svolge dal 9 all’11 settembre a Punta Secca, in provincia di Ragusa, è l’occasione per vedere mostre, incontrare professionisti del settore e partecipare a dibattiti con editori, curatori e fotografi.

Saranno presentati progetti editoriali inediti e non, realizzati negli ultimi anni. Olivia Arthur dell’agenzia Magnum racconterà la sua carriera di fotografa, ma anche la sua esperienza come cofondatrice della casa editrice indipendente Fishbar. Il fotografo austriaco Klaus Pichler illustrerà alcuni dei suoi principali lavori, per spiegare quali sono i confini tra i vari linguaggi fotografici che ha usato, dalla fotografia documentaria a quella personale, dai lavori commissionati a quelli commerciali. E Martin Parr, attuale presidente dell’agenzia Magnum, chiuderà la programmazione con una retrospettiva sui suoi libri più famosi, tra cui Last resort e Common sense.

Tra le mostre, Olivia Artur è presente con Stranger, in cui immagina un sopravvissuto di un’incidente in nave, avvenuto nel 1961 fuori del porto di Dubai, ritornare nel luogo dove l’imbarcazione è affondata. E ancora i lavori di fotografi emergenti come Pietro Firrincieli, Valentino Bellini & Eileen Quinn, Clémentine Schneidermann, Esa Ylijaasko e Václav Tvarůžka. Nel programma sono previsti anche workshop e letture portfolio.

Info: http://gazebook.it/

fonte: Internazionale.it



mercoledì 24 agosto 2016

Milano la città che legge di più: la classifica Amazon

Per il quarto anno consecutivo Milano è la città italiana che legge di più, sia in formato cartaceo che digitale. Padova sale al secondo posto, Verona torna al terzo. Roma scende dall'ottavo posto al nono, mentre il Sud resta in ritardo.

E' la classifica che Amazon ha stilato in base al numero di titoli in formato cartaceo ed eBook acquistati dagli italiani su proprio sito nell'ultimo anno (da luglio 2015 a luglio 2016) su base pro capite, in città con più di 100 mila abitanti.

Questa la Top 10:
 
1) Milano;
2) Padova;
3) Verona;
4) Trieste;
5) Trento;
6) Bologna;
7) Bergamo;
8) Firenze;
9) Roma;
10) Vicenza.

E ancora. Milano, Trento e Verona restano le regine indiscusse del formato digitale, seguite da Trieste, Padova, Bologna, Udine, Bolzano, Vicenza e Bergamo. Milano in testa pure per quanto riguarda i generi non-fiction e salute. A Pescara si prediligono invece i libri di cucina, a Sassari la fantascienza, a Ferrara, Ravenna, Bologna e Modena i libri sui viaggi. Non sale il Sud: Salerno è al 36° posto, seguita da Napoli, Bari, Messina, Taranto e Siracusa.

fonte: Ansa

Macchine da scrivere: la storia dietro ad un tasto

Perché nel 1873 la macchina per scrivere adottò la tastiera QWERTY? Quando venne introdotta la "chiocciola" @? Quando il tasto shift e perché? Sono alcune delle domande che trovano risposta nel libro "Macchine per scrivere: uomini, storie e invenzioni dalle origini ai giorni nostri" scritto dal giornalista cesenate Cristiano Riciputi e da Domenico Scarzello, presidente nazionale dell'Associazione Collezionisti macchine per ufficio d'epoca. La stampa è stata eseguita presso la Stilgraf di Cesena, mentre la parte grafica è stata affidata alla Mark&Thing di Torino.

Caso unico e senza precedenti nell'editoria italiana e internazionale, questo percorso tematico prende avvio dalla mostra di macchine che nel 2013 Riciputi ha allestito a Sarsina, nel forlivese il cui successo di visite (800 in 5 giorni) ha stimolato la volontà di mettere per iscritto le curiosità che il pubblico chiedeva. Si tratta del primo libro in lingua italiana sulla storia delle macchine per scrivere, dai pionieri (viene svelato chi è il vero inventore della macchina per scrivere) fino alla Sholes&Glidden e ai principali costruttori compresa l'italianissima e rarissima Fontana Baby. Ampio spazio alla Olivetti, al primo computer desktop del mondo (che è italiano e non americano, il P101 Olivetti).

sabato 9 luglio 2016

"La donna dal taccuino rosso" di A. Laurain: effetti collaterali

La donna dal taccuino rosso
L'ho letto in una sera, in un'alba, in un pomeriggio.

E una volta finito, m'è venuta voglia sia di scrivere un diario che di leggere qualcosa di Patrick Modiano.

Effetti collaterali, di una lettura coinvolgente.

sabato 2 luglio 2016

Il ritorno a Pineta, con "La battaglia navale" di M.Malvaldi

"Un lavoro d'indagine vero, sul campo, è molto più simile a La battaglia navale. All'inizio spari alla cieca, e non cogli niente, ma è fondamentale che tu ti ricordi dove hai sparato, perché anche il fatto che lì tu non abbia trovato nulla è una informazione". Non lontano dalla casa di Nonno Ampelio, uno dei quattro vecchietti investigatori del BarLume, ci sono i Sassi Amari, il litorale di Pineta. Abbandonato lì, viene trovato il cadavere di una bella ragazza con un particolare tatuaggio. Lei viene presto identificata, dal figlio dell'anziana presso cui lavorava, come la badante ucraina della madre. Le colleghe connazionali si affrettano ad accusare il marito della ragazza, un balordo che la tormentava. E il caso sembra avviato a una veloce conclusione. Tra i Vecchietti serpeggia la delusione. Visto anche che l'indagine è affidata a un altro commissariato, e non all'amica vicequestore, la fidanzata di Massimo il Barrista. Ma è l'ostinazione senile che fornisce alla Squadra Investigativa del BarLume l'intuizione decisiva. E grazie anche all'intermediazione di un altro squinternato, il compagno Mastrapasqua che delle ucraine conosce usi e costumi, il vicequestore Alice Martelli può raddrizzare un'inchiesta cominciata con il piede sbagliato..."

E poi niente. Entrare al BarLume - con Marco Malvaldi - è sempre uno spasso.

La battaglia navale

lunedì 27 giugno 2016

Nulla accade per caso. Nemmeno "Il giardino segreto" di B. Yoshimoto

Un giardino, una storia d'amore, degli amici sinceri. E la presa di coscienza che le cose possono cambiare, che una rinascita non può che dipendere da noi stessi. Che nulla accade mai per caso. Come un libro, come questo libro...

Banana Yoshimoto è un'autrice che in realtà non è mai riuscita a stuzzicare granché il mio interesse, tranne forse in un paio di occasioni, con un paio di romanzi. E' semplicemente successo che qualche giorno fa sono entrata in biblioteca, alla ricerca di un libro che - almeno per qualche ora - mi portasse fuori dalla quotidianità, che mi spingesse a guardarmi dentro, a riflettere su alcune cose, molte cose importanti, della mia vita. Senza alcun titolo preciso da cercare. Ho lasciato fare "al caso", asssecondandolo e permettendo che i suoi fili nascosti mi attirassero a quel qualcosa. Qualunque cosa fosse. Così è stato. Dopo una prima e dubbia occhiata al nome dell'autrice, lo sguardo si è fermato sul titolo e sulla copertina de "Il giardino segreto". Con un po' di scetticismo, l'ho portato a casa.

E lasciandomi prendere per mano dalla protagonista, ho iniziato il mio viaggio...

domenica 12 giugno 2016

martedì 7 giugno 2016

Barbery: gli Elfi son potenti, ma mai quanto il Riccio

Ripresentarsi al pubblico dopo un successo straordinario e inatteso come quello de "L’eleganza del riccio" (e sulla sua scia, il prequel "Estasi culinarie") avrebbe fatto tremare chiunque. Muriel Barbery ha tuttavia lasciato passare nove anni, durante i quali, in silenzio e lontano dai riflettori dei grandi scaffali delle librerie di tutto il mondo, ha scritto "Vita degli elfi", una storia ambientata in vaghi tempi lontani tra animali parlanti e temibili "consigli elfici ristretti". Un romanzo molto diverso da quello di nove anni fa, quasi spiazzante, ricco di personaggi evanescenti, dalla trama lirica, sulla ricerca di ciò che è in grado di incantare in un mondo che sembra aver dimenticato l’esistenza stessa dell’incanto, che racchiude in sé una meditazione poetica sull’arte, la natura, i sogni e il ruolo dell’immaginazione.

La trama
Maria vive in uno sperduto villaggio in Borgogna, dove scopre di avere il dono di saper comunicare con la natura. Centinaia di chilometri più lontano, in Italia, Clara scopre di possedere uno sbalorditivo genio musicale e viene spedita dalla campagna a Roma per sviluppare queste sue portentose abilità. "Vita degli elfi" racconta la storia di due ragazzine in contatto con mondi magici e forze maligne grazie ai loro straordinari talenti. Se, a dispetto di tutti gli ostacoli, riusciranno a unire i loro destini, questo incontro potrebbe cambiare il corso della storia.

A lasciare perplessi non è la trama in sé (la letteratura sul piccolo popolo è vasta, gli amanti del genere a loro volta lo sono) quanto il fatto che, dopo un Riccio a impianto filosofico centrato su problematiche antropo-sociologiche ritenuto così attuale da suscitare l’entusiasmo che tutti ricordiamo, l’autrice abbia scelto di rovesciare la sua scrittura in maniera tanto radicale. Da qui, il passo ad amare o riporre sulla mensola "Vita degli elfi" è dunque fin troppo breve.

Per quel che mi riguarda, il nuovo romanzo di Barbery all'inizio non può che incuriosire ma poi tende a soffocare la trama in un mare di parole di un'enfasi quasi manieristica. Il racconto risulta pertanto opulento, quasi sempre criptico, a volte oscuro, a volte con parvenze di poesia, spesso allusivo. Certamente un lavoro da certosino (il linguaggio usato dall'autrice rimane irraggiungibile ai comuni mortali) ma difficile da classificare; poetico e onirico quanto si vuole, però quanta fatica arrivare alla fine!

martedì 26 aprile 2016

Libri in ripresa grazie ai giovani

La vendita di libri in Italia si sta riprendendo, soprattutto tra i giovani che leggono di più e un maggior numero di e-book rispetto alla media della popolazione adulta. Lo afferma l'Aie che su questo tema terrà un convegno al Salone del Libro, il 13 maggio, dal titolo "Sarà tutta un'altra storia. Il nuovo inizio del XXI secolo".

"La tempesta perfetta che ha messo a dura prova il mercato del libro si è placata - spiega l'Aie - ma l'intero mondo del libro è cambiato, occorre imparare a leggerlo e affrontarlo". Il mercato in 5 anni ha perso 246 milioni di euro e 2,4 milioni di lettori. Ora sembra cominciare una lenta inversione, protagonisti soprattutto i giovani. Si sono spesi 320 milioni per dispositivi di lettura (e-reader), segno che l'attività del leggere libri (anche se e-book) resta centrale per una parte importante della popolazione. Buoni, in particolare, i dati dell'editoria infantile, nonostante il tasso di natalità vicino allo 0, che è arrivata a rappresentare il 17,4% del mercato.

fonte: Ansa

lunedì 4 aprile 2016

La Fiera del libro per ragazzi di Bologna dedicata a Roald Dahl

Lettori, piccini e non, siete avvisati: la più grande libreria del mondo per bambini torna a Bologna, che si trasforma per alcuni giorni nella capitale internazionale del libro per ragazzi con la 53ª edizione della Bologna Children's book fair da oggi a giovedì 7 aprile e con il primo Premio Strega per i più piccoli.

In un momento in cui il mercato del libro degli adulti è in affanno, è proprio l'editoria per i più giovani a crescere (+7,9%) e a trainare tutto il comparto librario verso i primi segnali positivi (+0,2%) come emerge dal «Rapporto sull'editoria per ragazzi 2016», a cura dell'Aie, l'Associazione italiana editori, che verrà presentato in fiera. Saranno quindi 1.200 gli espositori da oltre 70 Paesi che mostreranno migliaia di libri alla fiera internazionale del libro per ragazzi, a BolognaFiere. Un appuntamento che verrà reso ancora più importante dal conferimento del Premio Strega ragazze e ragazzi, rivolto a due categorie di lettori, dai 6 ai 10 anni e dagli 11 ai 15: l'annuncio ufficiale dei vincitori della prima edizione del concorso (che potranno essere italiani o anche stranieri) sarà mercoledì 6 aprile. La fiera dedicata agli addetti ai lavori avrà poi un seguito dall'8 al 10 aprile, con l'apertura al pubblico dei padiglioni, arricchiti da incontri, laboratori, mostre e una ricca libreria internazionale. I due appuntamenti si inseriscono nell'ambito di «Bologna città del libro per ragazzi», che coinvolge dall'1 al 10 aprile non solo la Fiera, ma tutta la città e le istituzioni. Quest'anno inoltre ricorre il 50° anniversario della Mostra illustratori, che sarà celebrata con una mostra unica in cui saranno esposte le tavole originali di 50 illustratori tra i più importanti al mondo che hanno esordito o comunque partecipato all'iniziativa nel corso degli anni, come Altan, Munari, Luzzati e Shaun Tan.

Il Paese ospite di questa edizione sarà la Germania, che presenterà una serie di iniziative, anche grazie alla collaborazione della Fiera del libro di Francoforte e del Goethe-Institut e verrà reso omaggio a Roald Dahl , nel centenario della nascita, il grande scrittore che ha dato il meglio di sé nella letteratura per ragazzi e che tuttora resta imperituro con «La fabbrica di cioccolato», da cui è stato tratto il film con Johnny Depp. Con l'occasione, Salani ripubblica tutte le opere dell'autore. Che diceva: «Se i vostri pensieri sono gentili, vi illumineranno il viso come raggi di sole e apparirete sempre belli». Salani lo celebrerà dunque con una nuova collana «Gl'Istrici Dahl» della quale usciranno i primi sette titoli, in formato cartonato, per la fiera di Bologna: con una nuova grafica, un'immagine coordinata in tutto il mondo con le nuove illustrazioni di Quentin Blake, un nuovo logo universalmente riconoscibile, un aeroplano di carta che richiama il passato da pilota di Dahl, saranno pubblicati 21 libri nel corso dell'anno. Tra i primi titoli, ovviamente «La fabbrica di cioccolato».



venerdì 1 aprile 2016

"Storie di donne", la premiazione

Delle 90 partecipanti, la maggior parte è della provincia di Trento e delle regioni confinanti, ma alcuni racconti sono stati spediti dal centro Italia e da gran parte del nord. Come tradizione, la vincitrice del concorso «Storie di donne», indetto dall'assessorato alla cultura del Comune e dalla biblioteca civica «Bruno Emmert» e aperto a racconti brevi inediti in lingua italiana e ad autrici di tutte le nazionalità, si conoscerà nel corso di una cerimonia di premiazione, che quest'anno si terrà sabato 2 aprile con inizio alle ore 14.30 a Palazzo dei Panni.

Saranno premiate la vincitrice, la seconda e la terza classificata (con buoni acquisto rispettivamente di 300, 200 e 100 euro) sia della sezione generale, sia della speciale dedicata all'alcolismo femminile, realizzata in collaborazione con la funzione di Riabilitazione alcologica dell’ospedale San Pancrazio. Tre i racconti che, pur non piazzandosi ai primi tre posti, hanno meritato una segnalazione: due per la sezione generale, una per la «no alcol». La cerimonia di premiazione, con intermezzi musicali al piano del maestro Paolo Orlandi, chiuderà come tradizione «Dedicato alla donna», il cartellone di iniziative che per un mese ha celebrato la Giornata internazionale della donna.

90 storie di donne che si raccontano, che svelano i loro sogni e le loro ambizioni, le piccole e grandi “evasioni”, ma anche storie di donne che ce la fanno, che superano le difficoltà ed escono da vari e diversi tunnel. Compreso quello estremamente buio e lungo dell’alcolismo (15 dei 90 racconti hanno scelto questo tema), fenomeno in preoccupante crescita. Si ricorda che in biblioteca sono disponibili le pubblicazioni realizzate con i racconti vincitori e segnalati delle edizioni precedenti.

Due le commissioni giudicatrici, presiedute entrambe da Cristina Bronzini, ideatrice e curatrice del concorso: quella della sezione generale è composta inoltre da Chiara Turrini, giornalista; da Antonia Dalpiaz, scrittrice, autrice e critica teatrale e giornalista; e da Giovanna Chiarani, professoressa, tutti membri di consolidata preparazione in ambito letterario; quella della sezione speciale è composta ancora da Chiara Turrini, affiancata da Laura Liberto, responsabile della Riabilitazione alcologica del San Pancrazio, e da Stefano Parisi, medico alla Riabilitazione alcologica dello stesso ospedale. “Storie di donne continua a rappresentare un’occasione stimolante per le nostre pazienti e per i loro familiari – dice Laura Liberto, responsabile della Riabilitazione alcologica al San Pancrazio – e i racconti che ci sono pervenuti sono una conferma delle problematiche che riscontriamo quotidianamente nel nostro lavoro di riabilitazione.

Il valore di queste testimonianze è molto importante perché rappresentano storie di vita, con messaggi profondi”. La partecipazione del San Pancrazio al concorso letterario “Storie di donne” è frutto sia della decennale esperienza e della professionalità della struttura nella riabilitazione alcologica, sia del fatto che al San Pancrazio viene da tempo praticata un’attività terapeutica legata al laboratorio di scrittura. “Un progetto – dice Laura Liberto – che sta facendo registrare risultati sempre più positivi”.

mercoledì 16 marzo 2016

Ad Antonio Ballerini il 6° premio "Mario Rigoni Stern"

Antonio Ballerini, con il romanzo «Cristalli di memoria - Incontri di vite nei riflessi del tempo» (Alpinia) ha vinto la 6a edizione del premio «Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi». Menzioni speciali sono andate a Renzo Caramaschi con «Di gelo e di sangue» (Mursia), a Fabio Chiocchetti con «Guant. L’abbigliamento tradizionale in Val di Fassa» (Istitut Cultural Ladin di Fassa), a Pino Loperfido con «La scelta di Cesare» (Curcu & Genovese) e a Matteo Righetto con «Apri gli occhi» (TEA). La premiazione si terrà a Riva del Garda sabato 2 aprile al Palazzo dei Congressi con inizio alle ore 17.

La giuria, composta da Ilvo Diamanti, Paola Maria Filippi, Mario Isnenghi, Daniele Jalla e Paolo Rumiz, e coordinata da Margherita Detomasche, si è riunita lunedì 14 marzo al Muse, il Museo delle scienze di Trento. Sia per tipo di opere in lizza che per valutazione della giuria, la Prima guerra mondiale è uscita in forte evidenza nell'edizione 2016 del Premio Mario Rigoni Stern. Non solo il vincitore, ma anche due dei quattro segnalati hanno toccato - da angolature diverse ma complementari - questo dramma ancora profondamente vivo nella memoria dei popoli d'Europa. Antonio Ballerini con «Cristalli di Memoria. Incontri di vite nei riflessi del tempo» rivive originalmente la Grande Guerra in alta montagna filtrando la letteratura di guerra nella luce della memoria oggi. Al centro di una vita quotidiana di piccolo gruppo in condizioni d'eccezione sta la figura, finemente recuperata, di un giovane e umanissimo comandante, il capitano Arnaldo Berni, che reinvera i sentimenti e lo stile di Pierre Jahier, in «Con me e con gli alpini».

Nato per favorire lo sviluppo del contesto culturale poliglotta che fa riferimento all’arco alpino, promuovendo un concorso di merito tra opere di narrativa e di saggistica dedicate alle Alpi, al loro paesaggio e alle loro genti, ed istituito con l’intento di onorare la memoria di Mario Rigoni Stern e della sua opera, il premio «Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi» intende perpetuarne i valori di fratellanza tra i popoli, di rispetto dell’ambiente, di umanità alpina. Il Premio, aperto a tutte le lingue dell’Arco Alpino, viene promosso e sostenuto da Ars Venandi, della famiglia Rigoni Stern, dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione Veneto, dai Comuni di Asiago e di Riva del Garda, da Riva del Garda Fierecongressi, dal Museo degli usi a costumi della gente trentina, da Federcaccia, della Banca di Trento e Bolzano e dalla Cassa di Risparmio del Veneto, a voler sottolineare, nel nome di Mario Rigoni Stern, la fratellanza ideale tra le montagne e le popolazioni del Veneto e del Trentino, con un gemellaggio culturale imperniato ai valori del rispetto dell’ambiente e di chi lo abita. Il premio è consegnato nel corso di una cerimonia che si tiene ad Asiago negli anni dispari e a Riva del Garda negli anni pari.

Le segnalazioni (in ordine alfabetico) “Di gelo e di sangue” (Mursia) di Renzo Caramaschi narra con lingua levigata e dialoghi forti la storia di uno dei centoventicinquemila trentini, triestini, istriani e dalmati che, in divisa austroungarica, sul fronte sterminato di Galizia hanno combattuto la Prima guerra mondiale con un anno di anticipo e per una bandiera diversa rispetto agli altri italiani, trovandosi al centro dei maggiori sommovimenti del secolo. “Guant. L’ abbigliamento tradizionale in Val di Fassa” (Istitut Cultural Ladin di Fassa) a cura di Fabio Chiocchetti, esito della ricerca sistematica, presentata in forma divulgativa, sull’abbigliamento tradizionale della Val di Fassa, si distingue per la varietà delle fonti utilizzate con rigore etnografico e per la interdisciplinarietà dell’approccio al tema. Pino Loperfido “La scelta di Cesare” (Curcu & Genovese). Che cosa pensare oggi di Cesare Battisti? In Trentino, in Sudtirolo, in Italia. Il romanzo propone una realistica dialettica di posizioni fra i pregiudizi di un padre trentino, abituato da sempre a pensar male di Battisti, e un figlio - ragazzo assolutamente dei nostri tempi - che una tesi di laurea in Geografia porta, lui stesso e il padre, a riscoprire, al di là di miti e contromiti, la complessità del personaggio e la verità delle cose. Matteo Righetto “Apri gli occhi” (TEA) viene segnalato per la narrazione accattivante che coniuga una storia famigliare, intima, con un’ idea particolare, moderna di montagna. Alcuni quadri proposti in rapida successione delineano un dramma personale che troverà finalmente la sua composizione in un contesto alpino dove l’ immobilità delle rocce, e il fascino verticale che le definisce, aiuteranno i protagonisti a trovare una sorta di pacificazione nell’accettazione dell’irreversibile. www.premiomariorigonistern.it

sabato 5 marzo 2016

Dolce come un ricordo "La custode del miele e delle api" di Cristina Carboni

E' bello, e allo stesso tempo piacevolmente disarmante, come alle volte le nostre mani passando sopra le copertine dei libri, sfiorandole appena, si soffermino su una di loro. Così, senza alcun motivo. E all'improvviso, come se il destino, la vita, il cammino avesse già da un po' fissato quel momento, ecco dal nulla materializzarsi ciò di cui avevamo bisogno, quel preciso bisogno, colto e restituito da un filo sottile ed invisibile, ma denso di significati.

Così, allo stesso modo, in un pomeriggio di fine inverno la mia mano ha avuto l'accortezza di sfiorare, di soffermarsi sul secondo romanzo di Cristina Caboni. E la sorpresa è stata bella, disarmante, piacevole, perché tra le pagine  di questo libro - a mia insaputa - si celava un'ancora, una mano che mi stava venendo tesa in un momento di fragilità, un aiuto silenzioso ed intenso che si stava palesando sotto i miei occhi, sotto le mie mani, dentro le mie emozioni, in forma di fascino per le antiche tradizioni, per le terre lontane, laddove la vita è ancora strettamente radicata alle origini dell'uomo e alle usanze tramandate da molte generazioni.

Sì, perché "La custode del miele e delle api" è una vera e propria sorpresa, un'immersione nella leggerezza della natura e nella sua bellezza, troppe volte sottovalutata, è il ritrovare il piacere di soffermarsi ad osservare, anche un'ape su un fiore o la danza delle lucciole in una sera d'estate, è il sentire l'aroma del pane appena sfornato e assaporare, anche se solo con l'immaginazione, i colori, i profumi, i sapori del miele, e l'aria calda, i paesaggi, i silenzi di quella terra meravigliosa e straordinariamente aspra e generosa qual è la Sardegna. Un romanzo che dunque, oltre ad appassionare, porta a riflettere sull'importanza del preservare luoghi ed equilibri naturali dalla contaminazione, a volte eccessiva, dell'uomo, che aiuta a guardarsi dentro e a guardarsi attorno, a fare tesoro delle cose più semplici, ma più sincere e vere.

Ne consiglio la lettura a chi sente il bisogno di una mano tesa, di un attimo di silenzio, perché proprio come il miele anche questo romanzo più contribuire a ritrovare la dolcezza della vita.

mercoledì 24 febbraio 2016

L'elegante e pericolosa arte degli scacchi nell'Europa nazista, ovvero la "Teoria delle ombre" di Paolo Maurensig

"Non è possibile definire l'arte. La si può tuttavia riconoscere; e uno degli indicatori dell'arte è il rischio. Senza rischio non c'è alcuna creazione..."

La mattina del 24 marzo 1946 Alexandre Alekhine, detentore del titolo di campione del mondo di scacchi, venne trovato privo di vita nella sua stanza d'albergo, a Estoril. L'esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe - escludendo qualsiasi altra ipotesi. La stampa portoghese pubblicò la versione ufficiale, e il caso fu rapidamente archiviato. Da allora, però, sulle cause di quella morte si sono moltiplicati sospetti e illazioni. Qualcuno ha insinuato che le foto del cadavere facevano pensare a una messinscena; qualcun altro si è chiesto come mai Alekhine stesse cenando nella sua stanza indossando un pesante cappotto - senza contare che il defunto aveva un passato di collaborazionista, e che i sovietici lo giudicavano un traditore della patria... Con il fiuto e il passo del narratore di razza, e con la sua profonda conoscenza del mondo degli scacchi ("lo sport più violento che esista", ha detto uno che se ne intendeva, Garri Kasparov), Paolo Maurensig indaga sulla morte di Alekhine cercando di scoprire, come dice Kundera citando Hermann Broch, "ciò che solo il romanzo può scoprire".

L'autore non delude mai. Nemmeno andando a toccare - con il suo nuovo romanzo "Teoria delle ombre" - il tema del nazismo, del collaborazionismo, gli anni bui della propaganda antisemitista, per riportare alla luce - sottoforma di narrazione - l'enigma mai verificato fino in fondo e quindi mai risolto relativo alla morte, improvvisa e dubbia, del campione del mondo di scacchi di origini russe Aleksandr Aleksandrovič Alechin. Un lbro che sicuramente merita, che si lascia leggere tutto d'un fiato, intrigante, scivolando via - pagina dopo pagina - senza mai risultare banale, scontato, noioso.

giovedì 11 febbraio 2016

Harry Potter: la saga continua con l'ottavo volume

La saga di Harry Potter non si ferma al capitolo 7 e vede un maghetto adulto. Il 31 luglio 2016 uscirà l'ottavo volume 'Harry Potter and the Cursed Child' (Harry Potter e il bambino maledetto), sceneggiatura dell'omonimo spettacolo teatrale scritto dalla Rowling con Jack Thorne, che debutterà a Londra il 30 luglio per la regia di John Tiffany.

La pubblicazione del sequel, in due tomi, è stata annunciata dalla casa editrice americana Scholastic: "sarà nelle librerie alla mezzanotte del prossimo 31 luglio per il compleanno di Harry Potter e di JK Rowling" che compie gli anni lo stesso giorno del maghetto. Negli Stati Uniti e in Canada uscirà per Scholastic e nel Regno Unito per Little Brown. L'editore italiano della Rowling è Salani che al momento non ha ancora annunciato la data d'arrivo nelle nostre librerie. La versione digitale uscirà in contemporanea sul sito Pottermore.

fonte: Ansa

martedì 9 febbraio 2016

Dopo nove anni, la Barbery torna a stupire con "Vita degli elfi"

Il commovente e sentitissimo omaggio al potere della natura e dell’arte di una delle autrici più amate al mondo. Nove anni dopo la pubblicazione del bestseller "L'eleganza del riccio" la scrittrice francese Muriel Barbery ci sorprende ancora, sconfinando nel fantasy con "Vita degli elfi", un romanzo onirico che è una riflessione sull'incanto della bellezza minacciata dalle miserie umane e una meditazione affabulatoria sulla potenza della narrazione, l'unico fattore, sostiene uno dei personaggi, in grado di cambiare il reale.

Un romanzo molto diverso, lirico, sulla ricerca di ciò che è in grado di incantare in un mondo che sembra aver dimenticato l’esistenza stessa dell’incanto. Ricco di personaggi indimenticabili, "Vita degli elfi" è una meditazione poetica sull’arte, la natura, i sogni e il ruolo dell’immaginazione.

Maria vive in uno sperduto villaggio in Borgogna, dove scopre di avere il dono di saper comunicare con la natura. Centinaia di chilometri più lontano, in Italia, Clara scopre di possedere uno sbalorditivo genio musicale e viene spedita dalla campagna a Roma per sviluppare queste sue portentose abilità. Il libro racconta la storia di due ragazzine in contatto con mondi magici e forze maligne grazie ai loro straordinari talenti. Se, a dispetto di tutti gli ostacoli, riusciranno a unire i loro destini, questo incontro potrebbe cambiare il corso della storia.

sabato 30 gennaio 2016

"Parole per strada": il bando della 6a edizione

BANDO VI EDIZIONE
 
Articolo 1
“Parole per strada” è un concorso letterario internazionale ad invito per racconti brevis-simi. È aperto a tutti i generi e a tutte le forme della narrativa e si propone di promuove-re e favorire l’interesse e la passione per la lettura in ogni luogo e in ogni momento.
Articolo 2
Possono partecipare gli autori invitati dall’Associazione “Il Furore dei Libri” di Rove-reto, proponente, e dalle entità culturali che collaborano all’organizzazione o esistenti sul territorio. Gli autori invitati possono a loro volta estendere l’invito alla partecipazione a colleghi, dei quali garantiscano la professionalità. Per l’iscrizione al concorso è necessario essere soci dell’Associazione, tramite il paga-mento della quota sociale per l’anno 2016, pari ad euro 30,00 (trenta), o in maniera ri-dotta tramite la quota di socio simpatizzante pari ad euro 10,00 (dieci). In quest’ultimo caso la quota prevede la sola partecipazione al concorso1. L’iscrizione all’Associazione avviene tramite l’apposito modulo, da compilarsi in tutte le sue parti, e con il pagamento tramite bonifico bancario della quota prevista in base alla scelta se associarsi come socio ordinario o simpatizzante. Gli estremi per il pagamento sono indicati nel modulo d’iscrizione.
Articolo 3
Si partecipa con un solo racconto breve, inedito, della lunghezza massima di 1.500 (mil-lecinquecento) battute, spazi compresi. Gli elaborati potranno essere redatti in qualsiasi lingua, nazionale o minoritaria, e/o dialetto riconosciuto, nonché con qualsiasi carattere (caratteri non latini compresi), purché sia allegata una traduzione a fronte in lingua italiana. (La quota di socio ordinario dà diritto al ricevimento della rivista dell’Associazione e di tutte le pubblicazioni edite dalla stessa nel corso dell’anno. La quota di socio simpatizzante garantisce la sola partecipazione al concorso di “Parole per Strada. Fammi ridere”).
Articolo 4
Il tema previsto per la VI Edizione di “Parole per strada” è: “Fammi ridere”.
Articolo 5
Gli elaborati, in formato elettronico Word compatibile, dovranno tassativamente pervenire quali allegati e-mail entro lunedì 28 marzo 2016 all’indirizzo: segreteria@ilfuroredeilibri.org Dovranno contenere, pena la non ammissione: - nome dell’autore o eventuale pseudonimo, - titolo del racconto (deve essere diverso dal tema e non superare le 36 battute), - racconto con eventuale traduzione in lingua italiana, - breve bio-bibliografia dell’autore (massimo 500 battute), - indirizzo postale dell’autore con CAP, - la scheda “Concessione di licenza” che comprende anche la liberatoria e dichiara-zione di inedicità. Inoltre per chi non fosse socio dell’Associazione per l’anno 2016: - il modulo d’iscrizione all’Associazione, - ricevuta del pagamento tramite bonifico bancario. I diritti commerciali dei racconti rimangono di proprietà dell’Autore.
Articolo 6
Una Giuria valuterà in forma anonima e con decisione insindacabile tutti i racconti pervenuti e selezionerà un massimo di 99 racconti, che saranno esposti in luoghi di interesse e di visibilità nella città di Rovereto ed eventualmente nei comuni limitrofi. Tutti i racconti giunti pervenuti entro la data indicata nel bando e che rispetteranno le caratteristiche indicate formeranno l’antologia: “Parole per strada – Fammi ridere”. La Giuria sceglierà inoltre tra questi i dieci racconti che saranno stampati in serigrafia su pannelli ed esposti in mostra al pubblico, in luoghi adatti per visibilità e per fruibilità, a partire dall’autunno 2016. La mostra dei dieci racconti prescelti diventerà anche una mostra itinerante che interes-serà vari centri culturali italiani ed esteri. La Giuria avrà inoltre la facoltà di selezionare racconti in soprannumero rispetto ai dieci per particolare interesse, pregevole scrittura o altri motivi particolari.
Articolo 7
I racconti selezionati e le bio-bibliografie degli autori confluiranno in un’antologia dal titolo “Parole per strada –Fammi ridere”, che sarà edita nell’autunno 2016, inviata agli autori e distribuita ai visitatori della mostra, nonché inviata alle Biblioteche del Tren-tino-Alto Adige, alle entità e agli operatori culturali collaboranti, ad altre realtà cultu-rali nazionali ed estere, agli organi di informazione locali e nazionali e a quanti ospite-ranno la mostra itinerante. I racconti potranno essere pubblicati anche in altri media e formati come riviste, e-book, web, poster, volantini, ecc. Rimarranno esclusi dalla pubblicazione, a giudizio insindacabile dell’organizzazione, i racconti non corrispondenti a quanto richiesto negli articoli precedenti nonché le opere con contenuto ingiurioso o offensivo.
Articolo 8
Gli autori partecipanti accettano le norme del presente bando, autorizzando la pub-blicazione a titolo gratuito in tutte le forme previste agli articoli 6 e 7.
Articolo 9
In data da stabilire, verso autunno 2016, si terrà una serata di inaugurazione della mo-stra e di premiazione dei dieci racconti selezionati alla quale saranno invitati gli autori partecipanti e tutte le entità collaboranti alla realizzazione del concorso.
Articolo 10
L’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali plagi o dichiarazioni non conformi a verità.
Articolo 11
L’organizzazione, in considerazione dell’andamento della congiuntura economica, si riserva di adeguare alla stessa le iniziative previste dandone tempestiva comunicazione a tutti gli interessati.


IL FURORE DEI LIBRI

È un’associazione culturale di promozione sociale, nata nella Biblioteca Civica di Rovereto (Trento) nell’ottobre del 2004, aperta a tutti gli appassionati del libro. Tra i suoi scopi c’è anche quello di promuovere la diffusione del libro e della lettura favorendo e incrementando le relazioni culturali tra autori e lettori di ogni provenienza letteraria e geografica. Molte le attività riservate ai soci e ai simpatizzanti: ricerche, pubblicazioni e ristampe bibliofile e i molto apprezzati gruppi di lettura di narrativa, di poesia, di filosofia e di psicanalisi. Per il pubblico organizza serate di presentazioni di libri e autori e festival tematici (Rovereto in Giallonoir, Trilogia d’Estate, ecc.). Il Furore dei Libri pubblica anche una rivista quadrimestrale che, nata per i soci e fatta dai soci, vuole proporsi a tutti i bibliofili e a chi ama leggere di libri e sui libri. Il Furore dei Libri organizza la manifestazione letteraria “Parole per strada”, un evento articolato in vari momenti: concorso, mostra, antologia, serate pubbliche e mostre itineranti, arrivata al suo primo lustro.

PAROLE PER STRADA

All’origine l’evento è un concorso a tema per racconti brevissimi (massimo 1.500 battute) al quale sono invitati dall’organizzazione, oltre ai soci dell’Associazione, autori professionisti ed emergenti sia italiani che migranti. Alle edizioni precedenti hanno partecipato scrittori, sia provenienti da tutt’Italia che migranti, con testi in arabo, serbo, polacco, spagnolo, inglese, rumeno, somalo… e in lingue minoritarie, con traduzione italiana a fianco. Questo ha fatto sì che il Furore si sia trasformato sempre più in un sodalizio di autori che offrono gratuitamente il loro racconto al fine di promuovere una lettura senza frontiere varcando i confini del proprio Paese. Una giuria, scelta da Il Furore dei Libri tra operatori del settore librario, classi di Liceo, direttori di festival letterari, seleziona in forma anonima i dieci racconti per l’esposizione pubblica. La mostra a Rovereto Caratteristica originale e unica dell’evento “Parole per strada” è l’esposizione dei dieci racconti selezionati: un’autentica mostra di… scrittura, nella quale le parole escono dai libri per andare incontro al lettore. Le edizioni precedenti si sono tenute all’aperto nel Viale del Polo Culturale e Museale di Rovereto, accesso al prestigioso MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, permettendone la visibilità ad un grande e variegato pubblico. L’antologia I racconti delle varie edizioni son stati pubblicati nelle antologie: La pace nasce dal rispetto e tolleranza tra i Popoli; Il libro perduto; Camminando con…; Terra mia. Le mostre itineranti e i Salotti con gli Autori Le versioni adattate su pannelli e totem delle mostre di Parole per strada sono state esposte in numerose località italiane e in collaborazione con le istituzioni ospitanti sono stati promossi Salotti letterari. Dal 2013 la mostra assume carattere internazionale iniziando una serie di viaggi all’estero con la sua partecipazione alla Settimana della Cultura italiana tenutasi nel maggio 2014 in Moldavia.

Info: www.ilfuroredeilibri.org

venerdì 29 gennaio 2016

"Biblionotte di Carnevale": bimbi in pigiama tra i libri

Quando la città dorme, la biblioteca si sveglia e parla attraverso i libri che contiene. «Biblionotte di Carnevale» è un’iniziativa organizzata dalla biblioteca civica «Bruno Emmert» rivolta ai bambini delle scuole elementari dalla seconda alla quarta classe: sabato 6 febbraio inizia una lunga, elettrizzante notte in biblioteca in compagnia di Elisabetta Parisi (educatrice e lettrice) e a Ilaria e Barbara di Passpartù, lettrici esperte di letteratura per l'infanzia. Servono il pigiama e le ciabatte, il sacco a pelo e il materasso con coperta e cuscino, una torcia (con batterie cariche) e (perché no?) il peluche preferito, ma soprattutto tanta voglia di divertirsi. S'inizia alle ore 20.30. Il numero di posti è limitato, per questo è richiesta la prenotazione (di persona in biblioteca o al numero 0464 516115).

Il programma: alle ore 20:30 l'accoglienza dei bambini e la sistemazione del sacco a pelo, per prepararsi a trascorrere una magica notte tra laboratori, letture e brindisi. Quindi le proposte sono un laboratorio creativo dedicato alla costruzione del “barattolo del tuono”, le letture animate, l'esplorazione delle sale della biblioteca. A mezzanotte circa il “brindisi” con una calda tazza di tisana. Per chi lo desidera, “Racconti del cuscino”, storie della buonanotte tra il cuscino e il sacco a pelo. Alle ore 7:30 del mattino di domenica, tutti svegli e pronti per la colazione. Dalle 8:15 alle 8:30 l'arrivo dei genitori e i saluti.

martedì 5 gennaio 2016

"Storie di donne": il bando del concorso letterario edizione 2016

Torna lo spazio aperto alle voci femminili che raccontano di sé, della loro vita e delle loro esperienze; di ciò che è reale e quotidiano, ma anche dei sogni e delle ambizioni, delle piccole e grandi «evasioni».

È disponibile sul sito web del Comune di Arco, infatti, il bando dell'undicesima edizione del concorso letterario «Storie di donne», organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune e dalla biblioteca civica «Bruno Emmert», aperto a racconti brevi inediti in lingua italiana e ad autrici di tutte le nazionalità. Con la tradizione sezione speciale dedicata al tema dell'alcolismo femminile, in collaborazione con il gruppo Santo Stefano Riabilitazione dell'ospedale San Pancrazio. Consegna degli elaborati entro le ore 12 del 29 febbraio. La premiazione si terrà il 2 aprile.

La lunghezza dei racconti non deve superare cinque fogli, scritti su una sola facciata, formato A4, di trenta righe dattiloscritte ciascuna, con un massimo di 60 battute per riga. Alle prime tre opere classificate nelle due diverse sezioni va un premio che consiste in un buono-acquisti rispettivamente di 300, 200 e 100 euro. Non è richiesta quota d'iscrizione.

Informazioni si possono ottenere alla biblioteca civica «Emmert», al numero di telefono 0464 583657, oppure all’indirizzo email arco@biblio.infotn.it. I racconti devono pervenire in busta chiusa in tre copie cartacee e su supporto elettronico (cd-rom o dvd) all'indirizzo: «Storie di donne» (oppure «Storie di donne – Sezione speciale», alla c.a. dott. Alessandro Demartin, piazza Tre Novembre, 38062 Arco (TN). Le copie cartacee devono essere completamente anonime, senza firma o segni particolari che possano far riconoscere l’autrice; il nominativo con il recapito va allegato a parte, in una busta chiusa da inserire in quella dove si collocano i racconti. Gli elaborati saranno esaminati da una commissione giudicatrice composta da quattro membri di consolidata preparazione in àmbito letterario, giornalistico, medico, il cui giudizio sarà insindacabile. Si ricorda che in biblioteca sono disponibili le pubblicazioni realizzate con i racconti vincitori e segnalati delle edizioni precedenti.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva

giovedì 31 dicembre 2015

Quanto è strana la biblioteca di Murakami?

Lasciate ogni speranza oh voi che avete amato "Norvegian wood", "Kafka sulla spiaggia", "A sud del confine, a ovest del sole", "1q84", "L'arte di correre" ecc. Nulla di tutto questo, di tutto quanto finora apprezzato di Haruki Murakami, troverete in "La strana biblioteca". Strana, ma strana forte.

Taglierò corto, non mi dilungherò. Il mio giudizio è quindi presto detto ed in linea con la maggior parte delle recensioni: aspettative deluse, racconto fantasioso e privo di una trama convincente, pubblicazione di scarsa qualità letteraria non fosse altro per le illustrazioni originali e maggiormente evocative del testo stesso. Un fumettone che tuttavia non annoia e tiene incollato il lettore tra le sue pagine (ma forse perché di annoiarsi su questo libricino - inteso come libro di piccole dimensioni - non c'è proprio il tempo: si legge in un'ora!). 

La trama:

"Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po' strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità: la riscossione delle tasse nell'Impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l'aspetta un altro bibliotecario, ancora piú bizzarro della prima: «Aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt'intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio». È davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l'uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta..."

Una storia senza capo né coda, non si capisce bene se scritta per adulti o ragazzi, che fa parlare di sé solo per via della notorietà del suo autore. Ma allora, proprio perché di Murakami, dove sta il gap? In un suo tonfo a piedi uniti verso la mediocrità o nella nostra incapacità di cogliere il significato più profondo di questa narrazione, legata al potere evocativo dei libri? Ardua la sentenza...

lunedì 28 dicembre 2015

Nella mancanza di punti di riferimento il flop dei libri digitali

Quanti di voi preferiscono leggere su carta? Molti. E tanti hanno dato le motivazioni più disparate: l'odore delle pagine, l'attaccamento e l'affetto veri e propri verso il libro, la copertina, il fatto di possedere il libro che si sente appartenerci. Ebbene, GoodEReader ha cercato di mettere insieme le risposte che i neurolinguisti e gli psicologi hanno dato alla domanda fatidica: perché la carta? Perché al libro digitale manca un punto di riferimento.

Il formato digitale consente per natura di visualizzare non più di una pagina per volta, senza dare al lettore un'idea generale dell'avanzamento nella lettura: quello che vediamo è il modificarsi della percentuale di lettura e - a volte, ma non su tutti i dispositivi - il variare del numero delle pagine; quello che non vediamo è invece lo scorrere le pagine da destra a sinistra, l'occhio e il dito che scorrono dall'inizio di una pagina alla fine della successiva; non sentiamo il libro pesante prima nella mano destra, per poi sbilanciarsi sempre di più sulla sinistra; non abbiamo una netta percezione del "traguardo" raggiunto alla fine del capitolo; non abbiamo una chiara idea di dove finisca un capitolo e ne inizi un altro, semplicemente perché non vediamo mezza pagina bianca sulla sinistra e una chiara intestazione del capitolo dieci sulla destra.

E ancora: concentrarsi leggendo su uno schermo, o addirittura studiandovi, non consente al cervello di creare punti di riferimento né di utilizzare la memoria visiva. Studiando per il compito in classe di storia, quella volta in quarta superiore, siete tornati indietro di due pagine perché non vi ricordavate quella cavolo di data, e sapevate che l'avreste trovata lì. Questo non l'avreste fatto (non l'avremmo fatto) se il libro di storia fosse stato digitale, semplicemente perché le pagine su uno schermo appaiono un attimo e scompaiono subito dopo per lasciar posto a quelle successive.

L'eBook, in pratica, spinge i lettori ad andare avanti, sempre più avanti, senza mai fermarsi. Mette fretta, insomma, e lascia senza punti d'appoggio...

fonte & read more @ Linkiesta

sabato 12 dicembre 2015

Il noema della Fotografia è semplice: E' stato!. "La camera chiara" di Roland Barthes

Il noema della Fotografia è semplice, banale: E' stato.

"La camera chiara-Nota sulla fotografia" (nota nel senso di riflessioni, considerazioni, anche digressione), è stata scritta da Roland Barthes pochi mesi prima della morte e risulta il suo testo piú penetrante. La fotografia, «medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo», viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi, fotografie con le quali si stabilisce una speciale corrente determinata da «attrazione» e «avventura», in un raccordo con la cultura surrealista della foto-descrizione anni Trenta e con una riconsiderazione dell'immaginario sartriano anni Quaranta, e un oggi, un qui e ora, puntualmente vissuto e colto.

Passando poi a uno scavo autobiografico obiettivo - «dovevo penetrare maggiormente dentro di me per trovare l'evidenza della Fotografia» - in cui si ricrea, in una sorta di percorso proustiano, il sentire per affetti e sentimenti. Perché il discorso è interrogazione, è dialogo, ma è anche confessione; al «linguaggio espressivo» e al «linguaggio critico» se ne aggiunge un altro, piú ineffabile e rilevante, vera e propria premonizione: da qui scaturisce una considerazione della fotografia come «studium» e come «punctum» (i due termini usati da Barthes in un distinguo illuminante), ma soprattutto dello storico e dell'effimero in cui viviamo.

L'opera contiene digressioni e riflessioni sull'arte della Fotografia (si noti, nel volume, come il termine "Fotografia" sia sempre riportato con la F maiuscola, a sottolineare l'importanza dell'opera artistica e non dell'immagine!). L'autore prende in considerazione varie fotografie, scattate da diversi artisti tra cui Richard Avedon, Robert Mapplethorpe, Nadar e Niépce, e commentandole trae spunti di riflessione. Barthes distingue tre elementi fondamentali dell'arte fotografica: l'operator ovvero l'operatore, colui che fa la foto; lo spectator ossia il fruitore, lo spettatore; lo spectrum vale a dire il soggetto immortalato.

L'autore distingue inoltre due modi che ha lo spectator di fruire una fotografia: lo studium è l'aspetto razionale e si manifesta quando il fruitore si pone delle domande sulle informazioni che la foto gli fornisce (costumi, usi, aspetti); il punctum, è invece l'aspetto emotivo, ove lo spettatore viene irrazionalmente colpito da un dettaglio particolare della foto. Il saggio La camera chiara è un testo fondamentale anche nell'indagine sul rapporto tra realtà e immagine, comunicazione e rappresentazione fotografica, che consiglio a chiunque desideri approcciarsi al meraviglioso mondo della Fotografia (con la F maiuscola!) in quanto arte e non mera rappresentazione digitale.



venerdì 6 novembre 2015

1.500 titoli e 95 editori alla 23a edizione di "Pagine del Garda"

95 editori per un totale di circa 1500 titoli, e un'attesa di 3.000 visitatori. La 23ª edizione di «Pagine del Garda», la rassegna dell’editoria gardesana organizzata dall'associazione culturale Il Sommolago e da Alto Garda Cultura (il Servizio di Attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda), conferma i numeri, il gradimento e le attese delle ultime edizioni, con anzi segni importanti di crescita. La formula rimane la stessa: una settimana di mostra del libro, nel salone delle feste del Casinò municipale di Arco dal 14 al 22 novembre, con un fitto calendario di presentazioni librarie e di eventi collaterali; e dal 7 al 13 novembre una settimana di anteprima, con presentazioni librarie che si svolgono ad Arco, a Riva del Garda e a Ledro. Oltre alle proposte legate al territorio, alcune di nicchia, anche ospiti di fama, come Carmine Abate – un gradito ritorno – e Isabella Bossi Fedrigotti, che interviene grazie alla collaborazione della biblioteca civica di Riva del Garda.

Una rassegna dedicata all'attività editoriale che ha come tema la valorizzazione del territorio gardesano; un appuntamento che ancora una volta costituisce una preziosa vetrina per le realtà editoriali delle tre province che si affacciano sul lago di Garda e dei territori limitrofi, e in cui è possibile trovare, tra le altre, proposte di nicchia, originali e accattivanti. Ma anche scrittori del livello di Carmine Abate e Isabella Bossi Fedrigotti.
La prima novità – fra le molte presentate – è data dall'ultimo degli appuntamenti in programma, che è dedicato alle famiglie e all'editoria a misura di bambino. Da tempo infatti si assiste ad un crescente interesse per i libri da parte dei bambini e, chiaramente, delle loro famiglie. Per questo motivo, la giornata conclusiva della rassegna ospiterà Silvia Conotter e la sua «Il Trentino dei bambini. La guida» (Curcu & Genovese), dedicata ad un segmento importante di lettori. L'appuntamento si fregia del marchio Family, un riconoscimento che il Comune di Arco ha ottenuto fra i primi a livello provinciale, proprio per la sua attenzione alle famiglie e all'infanzia.
Per quanto riguarda l'attività editoriale più legata al territorio altogardesano, sicuramente sono presenti dei volumi di grande interesse, a partire proprio dall'appuntamento di apertura. Si presenta infatti, prima delle anteprime (sabato 7 novembre), il nuovo libro di Romano Turrini «Pietra, acqua e arte» (Il Sommolago), un'opera che colma una lacuna notevole nella produzione libraria locale, giacché si propone di fare chiarezza in merito alle molte e frammentarie notizie che riguardano le cave di pietra oolite del Bosco Caproni, in località Vastré, ad oriente dell'abitato di Arco. Da questo sito antichissimo proviene la pregiata pietra statuaria di Arco, impiegata per realizzare splendide sculture, elementi architettonici e tubi e condutture per la costruzione dei primi acquedotti. Ma le cave non sono solo pietra, sono anche rifugio in tempo di guerra, testimonianza delle ere geologiche, luogo di grande suggestione. Romano Turrini riesce a dare organicità ad una serie di informazioni che già aveva provveduto a diffondere in conferenze e occasioni di divulgazione estemporanee, e a proporre alcune notizie assolutamente inedite, facendo luce su molti «si dice» che interessavano il territorio legato oggi al nome di un illustre arcense quale Gianni Caproni, pioniere dell'aviazione e grande benefattore della sua comunità.
L'altra opera che si va a presentare, per la fatica di Danilo Mussi e per l'edizione del Centro Studi Judicaria, è dedicata invece alla Valle di Ledro e sarà presentata domenica 8 novembre nel centro culturale di Concei, con la collaborazione del Comune di Ledro. Sono molte, del resto, le collaborazioni che si intrecciano in questo appuntamento che il Servizio Alto Garda Cultura, per i comuni di Arco e Riva del Garda, e Il Sommolago – anima e ideatore dell'evento – propongono ad ogni autunno.

L'associazione Lega Vita Serena si occupa del servizio custodia degli spazi della mostra del libro e offre due appuntamenti del giovedì, il 12 e il 19 novembre: la presentazione del volume di Mario Matteotti «Nat a l'ombra del castel», occasione per un divertente excursus nel dialetto trentino, lingua ormai quasi dimenticata, e del quaderno di informazione sulla sanità nella Prima Guerra Mondiale edito dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Grazie alla collaborazione con la Fraglia della Vela, a Riva del Garda si presenta il volume «Un piccolo mare di nome Garda» di Luca Tonghini , il portolano del Garda edito da Il Frangente; una splendida occasione per parlare di lago agli appassionati della lettura e del Benaco.

Di nuovo il Centro Studi Judicaria, in collaborazione con Grafica 5, collabora alla presentazione del volume «Quaderni trentini e altre poesie», ultima fatica di Max Floriani (venerdì 13 novembre).

Con sabato 14 si entra nel vivo con l'inaugurazione della mostra del libro: il salone delle feste del Casinò municipale ospita tutti i migliori prodotti dell'editoria del territorio, mentre la sala consiliare propone le presentazioni di novità librarie. S'inizia subito con una collaborazione tra Il Sommolago, Museo Alto Garda e Grafica 5 e il nuovo volume della collana Emersioni, dedicato allo storico autore Adalbert Stifter, con il romanzo «Due sorelle», curato da Paola Maria Filippi.

Domenica 15 novembre torna in rassegna Carmine Abate, altogardesano di adozione, con il nuovo romanzo «La felicità dell'attesa» (Mondadori). Martedì 17 è la volta di un docufilm dedicato al Sarca, «Ne è passata di acqua sotto i ponti», che ripercorre il corso del fiume narrando la storia del territorio che attraversa, dal punto di vista delle vicende occorse ai suoi ponti. Gli autori sono Mauro Zattera, Alessandro e Donato Riccadonna.

Giovedì 19 ospita il secondo appuntamento pomeridiano con Lega Vita Serena, mentre venerdì 20 si tiene un doppio appuntamento che vede la collaborazione di Mnemoteca del Basso Sarca e della Biblioteca della Fondazione Museo Storico di Trento, dedicato al mondo sanatoriale. Il pomeriggio sarà ospite la geofilosofa Luisa Bonesio, già autrice di uno studio di grande interesse sul villaggio sanatoriale di Sondalo, in Lombardia. La sera, invece, sarà proiettata la versione condensata del docufilm «Le case del sole» di Micol Cossali, dedicato a testimonianze della vita sanatoriale ad Arco.

Per concludere, infine, sabato 21 novembre è ospite di «Pagine del Garda» Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice roveretana, con il suo nuovo libro «Quando il mondo era in ordine», edito da Mondadori/Electa; e il giorno successivo «Il Trentino dei bambini» di Silvia Conotter (Curcu & Genovese), scelto come espressione dell'editoria per famiglie, per dare spazio anche ai piccoli lettori.