lunedì 24 marzo 2014

"Donna... sensualità senza tempo", le fotografie di Sonia Calzà in mostra

Il progetto fotografico "Donna... sensualità senza tempo" di Sonia Calzà esposto presso il Palazzo Panni di Arco (TN), nato per gioco o, forse, per una semplice casualità delle cose, cela al proprio interno un’idea importante, legata ad un costante retro pensiero che accompagna l’esperienza esistenziale di ciascuno di noi: il tempo che scorre e il modo in cui esso leviga, riplasmandoli, i corpi femminili. Un rapporto, quello con il trascorre del tempo, che non è legato solamente ad una trasformazione fisica della propria corporeità, ma anche al modo in cui esso si riflette nella percezione del sé, sotto il profilo psicologico e sociale. Sonia Calzà, con la creativa complicità della sua “modella”, vive da tempo, con impegno ed ottimi risultati espressivi, la passione per la fotografia e, rapita da una folgorazione creativa, si è ritrovata a riprendere, prima per divertimento, e poi molto seriamente, una dimensione femminile intrigante e spiazzante.  

Sono state prodotte riprese spontanee, la cui realizzazione si è accompagnata, quasi interattivamente, con una forte concettualizzazione sul risultato ed i suoi possibili significati. Ne è nato un racconto intenso e partecipato, tutt’altro che banale, sia sotto il profilo stilistico, sia nella chiave di lettura che le immagini, tutte calligraficamente a colori, riescono ad offrire. Il tema, pur prestandosi a molteplici piani di lettura, indaga un’ipotesi semplice, figlia di una riflessione. Quella di capire se il lavorio degli anni è capace di lasciare, comunque sia, spazio per una piccola e divertente provocazione: quella di poter essere piacenti oltre l’illusorietà del “bello” a tutti i costi. Per paradosso, ed estremizzando il ragionamento, ricordo un lavoro che è rimasto indelebilmente impresso nella mia memoria visiva: quello di Nathalie Luyer, pubblicato sulla rivista d’arte fotografica francese “Vis a Vis international” ancora alla fine degli anni ’80. Quello studio, basato su riprese b/w in puro stile fine-art, restituiva la nuda deformità di un corpo femminile sul quale il tempo, e la decadenza di una devastante obesità, avevano reso drammaticamente spoglie le illusioni (maschili, ma non solo) di un’identità femminile troppo spesso legata allo stereotipo di una donna sempre piacente, sensuale, perfetta, spesso “one-way” e “… attaccapanni delle vanaglorie maschili …”, come ha scritto, in una celebre poesia, Dacia Maraini riferendosi alle donne impellicciate… Le fotografia di Sonia non si spingono a questo estremo, sia perché il soggetto rimane ritratto, con grande garbo e stile entro una fotografia che abbozza al “glamour”, sia perché la modella non è certamente confrontabile con “l’orrifica visione” della protagonista femminile delle – comunque geniali – immagini di Nathalie Luyer.

Come si diceva, fotografa e modella, basandosi su una specifica linearità di intenti, hanno fatto emergere dal telaio narrativo delle loro immagini, il significato che possiamo attribuire al valore del “tempo”, e di quello biologico in particolare. Un tempo che inesorabilmente trascorre e plasma la nostra corporeità e con essa la nostra percezione del sé e quella, tutta sociale, di come siamo considerati da coloro che con noi si relazionano e che osservano le nostre “mutazioni” fisiche ed estetiche. Le immagini di questa autrice, al pari di un taumaturgico talismano, sembrano volersi contrapporre a questa fondante evidenza esistenziale: è possibile fermare il tempo e lasciare che il nostro sguardo indugi, attraverso le relazioni chiaroscurali e grazie a ciò che si vede e ciò che si immagina sul corpo della modella, sull’idea di un’identità femminile scevra da gratuiti o scontati preconcetti. Questa delicata magia accade, non tanto, o non solo, per la prevedibile suadenza delle allusioni che gli scatti evocano sulla sensualità femminile, quanto piuttosto per una sottile ed eterea “atmosfera”, intima ed equilibrata, che avvolge, come un morbido drappeggio, tutto il set di immagini. L’intrigo è cosi svelato: le protagoniste, fotografa e modella, si rincorrono in un incessante gioco di specchi dentro i quali, ciascuna delle due, offrendosi a chi ritrae, o ritraendo chi si offre, ritrova un segnale forte della propria identità femminile e dei correlati valori esistenziali sul tema delle donne. Una riflessione acuta, attraverso una ricerca non facile da gestire e ancora più da proporre, che contempera quanto sia ancora ampio lo spettro di soluzioni che la fotografia è in grado di offrire ai temi della nostra contemporaneità sotto il profilo psicologico e sociale.

recensione a cura di Luca Chistè

(la mostra è visitabile fino al 30 marzo, dalle 10 alle 18)

mercoledì 12 marzo 2014

Dalla tragedia, un premio letterario dedicato al nome e al ricordo di Alfredino

A 32 anni dalla morte del piccolo Alfredo Rampi, che tutti ricordano come Alfredino, un concorso letterario per opere inedite porterà il suo nome. La tragedia del bambino in fondo al pozzo è entrata nella storia collettiva per avere, per la prima volta, tenuto il pubblico televisivo incollato alle dirette per seguire i soccorsi all'opera per il suo salvataggio, poi fallito.

Ora l'idea dei promotori del premio è mettere al centro "il valore e la tutela della vita umana" utilizzando la narrativa. La selezione è aperta ad opere che si rivolgono o si ritengono adatte alle letture di bambini o ragazzi. Il campo è quindi vasto e può essere affrontato in molti modi: storie di infanzia ed adolescenza, avventure (reali o di fantasia), romanzi di formazione, ambientati in qualsiasi epoca ed in qualsiasi paese.

Il Centro dedicato ad Alfredino si occupa da anni di tutela e salute dell'infanzia, della protezione civile, della legalità, della salvaguardia ambientale, e l'idea è tradurre questi temi in forma letteraria. Il premio è bandito dal Centro Alfredo Rampi, nato per volontà di Franca Rampi, dopo l'invito dell'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. Sarà - è l'intento dei promotori - "un evento culturale che possa toccare gli animi e la sensibilità di molti": dalla morte di Alfredino, infatti, "sono nati anche inaspettati cambiamenti socio-culturali, dei quali siamo testimoni, e crediamo importante promuovere un movimento ideale che agevoli l'elaborazione collettiva del trauma che colpì l'intero Paese"...

fonte & leggi altro su Ansa

venerdì 7 marzo 2014

Medaglia d'argento del Consiglio regionale toscano a Marco Malvaldi

Medaglia d'argento del Consiglio regionale della Toscana allo scrittore pisano Marco Malvaldi e omaggio in musica, immagini e parole all'attore Carlo Monni. Venerdì 7 marzo, alle ore 11, a Firenze, nella Sala Gonfalone di palazzo Panciatichi (via Cavour, 4), viene consegnato il massimo riconoscimento dell'assemblea legislativa allo scrittore che, con i suoi romanzi ambientati sul litorale tra Pisa e Livorno, ha conquistato lettori in Italia e all'estero.

La medaglia a Marco Malvaldi sarà conferita per il grande prestigio che lo scrittore pisano sta portando alla Toscana. I suoi libri, ultimo in ordine di tempo ''Argento vivo'' (edizioni Sellerio), sono in testa alle classifiche e da poco ne è stata tratta una serie tv trasmessa da Sky. Negli ultimi quattro anni ha pubblicato quattro libri con Sellerio, scalato le classifiche di vendita (oltre 400 mila copie finora), è stato finalista al Bancarella due anni fa e vincitore del Premio Elba quest'anno.

Per l'occasione, in ricordo di Carlo Monni, l'attore di Campi Bisenzio scomparso lo scorso 19 maggio, il Consiglio regionale ospita Pupi e Fresedde, la Compagnia del Teatro di Rifredi, ultima residenza artistica di Monni che interpreterà alcuni brani da ''La carta più alta''. Sempre in omaggio al grande cantastorie toscano, ci sarà la proiezione di un video realizzato da Ettore Del Bene e l'esibizione musicale dei Tolomei's Brothers. Alla cerimonia intervengono i consiglieri regionali Pier Paolo Tognocchi ed Enzo Brogi e l'assessore regionale alla cultura Sara Nocentini.

fonte: AdnKronos

giovedì 6 marzo 2014

Alla città di Bra il premio Gutenberg 2013


La città di Bra (TO) ha vinto il premio nazionale Gutenberg 2013. Ad assegnarlo alla cittadina piemontese è stata dell'Associazione Italiana del Libro, riconoscendo a Bra le migliori iniziative di promozione del libro e della lettura organizzate tra i Comuni italiani.

Ad essere premiato, insieme ad altri cinquanta progetti su scala nazionale, è l'evento "Salone del Libro per Ragazzi", che da più di quindici anni propone il meglio dell'editoria per ragazzi.

fonte: Ansa

lunedì 24 febbraio 2014

Arriverà...


Arriverà,

sì arriverà

la nostalgia,

il ricordo

spazzato

dal tempo,

assieme

a quelle rose,

che hai scelto

di lasciar appassire

quando

ancora in boccio...

sabato 8 febbraio 2014

Malinconico haiku...

 
 
Acquazzone:
 
guarda fuori sola
 
una donna...
 
 
(haiku di Takarai Kikaku)
 
 
 

giovedì 6 febbraio 2014

L'arte di stare sdraiati. A letto e non solo...

Tutto quello che si può fare sdraiati, a letto e non solo, è scritto nel libro di Bernd Brunner, "L'arte di stare sdraiati. Manuale di vita orizzontale", edito da Raffaello Cortina.

Forse una provocazione per i maniaci del lavoro ma, tra aneddoti, approfondimenti su usi e costumi di altri popoli, specifiche su letti, divani e posture, l'autore spiega perché non bisogna sentirsi in colpa se parte della nostra vita è vissuta in orizzontale. Stare sdraiati è insomma "un'arte multiforme".

fonte: Ansa

venerdì 31 gennaio 2014

"Footlights", l'inedito di Charlie Chaplin

Nell'anno delle celebrazioni per il centenario della nascita del personaggio di Charlot, arriva in libreria un romanzo breve inedito scritto da Charlie Chaplin nel 1948 "Footlights", da cui lui ha poi tratto uno dei suoi capolavori, "Luci della ribalta" (1952).

A curare la pubblicazione, in lingua inglese, con l'approvazione della famiglia dell'attore e regista, è la Cineteca di Bologna, a cui è stato affidato l'intero archivio Chaplin e che ha ritrovato il dattiloscritto.
fonte: Ansa

giovedì 30 gennaio 2014

Haiku d'inverno

 
C'ero soltanto.

C'ero. Intorno

cadeva la neve...


(haiku di Kobayashi Issa)

 
foto di Vassilis Tangoulis

Libri e mobili antichi in esposizione a Gorizia

Venerdì 31 gennaio si inaugura l'esposizione di "Libri e mobili antichi dalla patria del Friuli alla Repubblica di Venezia tra il XV eil  XVIII secolo" che si terrà presso gli spazi di Libreria Editrice Goriziana Antiqua - in Corso Verdi 73 a Gorizia. L'evento ospiterà arredi di grande pregio, quali, solo per citarne alcuni, cassettoni, cassepanche e credenze, realizzati con la sapiente maestria degli artigiani veneti e friulani nell'arte dell'intaglio del legno.

Un cenno a parte spetta a un orologio eseguito nel tardo Settecento dal goriziano Gaetano Endres. Alla mostra dei mobili si affiancherà un'esposizione di libri antichi. Si tratta di volumi, compresi in un arco cronologico tra il XV e il XIX secolo. Le opere ricoprono diverse aree tematiche e annoverano titoli celebri. Nell'ambito degli atlanti sarà, per esempio, possibile trovare la Geografia di Tolomeo a cura di Giovanni Antonio Magini, nell'edizione Galignani di Venezia del 1597, oppure il famoso Le Theatre du Monde di Johan e Willem Blaeu (Amsterdam 1645). Non mancano, inoltre, le preziose raccolte di vedutistica veneziana, come l'Urbis Venetiarum prospectus celebriores ex Antonio Canal... di Antonio Visentini (Venezia 1742), i testi scientifici, quali i Discorsi di Pietro Andrea Mattioli, nella prima edizione di Venezia a grandi figure (1568) ed alcuni dei più importanti volumi sulla storia della Patria del Friuli, come le Notizie di Gemona antica città del Friuli di Gian Giuseppe Liruti.

L'esposizione sarà visitabile per tutto il mese di febbraio, con i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Per ulteriori informazioni si veda: http://www.leg.it/index.php/eventi-leg

sabato 25 gennaio 2014

"Curricula ridicula", per due risate in barba alla crisi

I curricula dei candidati, lo sanno bene tutti quelli che per lavoro ne ricevono a decine o centinaia al mese, sono spesso pasticciati, esagerati, pieni di ingenuità e di strafalcioni esilaranti. Raccolti in un libro, che negli ultimi anni ha raggiunto il successo, dal titolo "La mia azienda sta stirando le cuoia - mille curricula ridicula dell'Italia che cerca lavoro". L'editore è Sperling & Kupfer mentre l'autore si nasconde dietro lo pseudonimo di Consul Enza, sicuramente è un professionista della selezione del personale: uno di quelli che, nel gergo aziendale, vengono chiamati "cacciatori di teste". Per anni ha diligentemente raccolto, tra le migliaia di risposte alle inserzioni di ricerca del personale, i curriculum più spiritosi e divertenti. Tutti rigorosamente autentici. Obiettivo: farne un best-seller della risata, sempre valido.

Ne riporto alcuni estratti, liberamente interpretati.

L'ESORDIO
L'alfabeto? - Sono un laureato in economia e commercio, vi scrivo perché voglio diventare un manager con la A maiuscola.
Col binocolo - Ho visualizzato la Vs. inserzione leggendola sul giornale.
Poliziesco - Allego alla presente il mio identikid.
Infiltrati - Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca dati.
Aiuto! - Prendo sputo dalla vostra inserzione.
Station wagon - In risposta al Vostro annuncio premetto che dispongo di un ampio bagagliaio d'esperienza.
Lacrime amare - Mi sono impelagato in un lavoro che fa piangere.
Saldi - Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto.
Non vale un gran che - Allego un breve straccio del mio curriculum.
Curricula forati - Se nel mio curriculum trovate due buchi è perché ho avuto due figlie .
Just in retard - Spero di essere ancora "just in time" per inviarvi un curriculum, anche se sono passati 32 giorni dall'inserzione.
L'africano - Mi è giunto il tam-tam della vostra ricerca.
Avrà sonno - Vi farò una breve ricapitolazione del mio bedground .
Barbiere di Siviglia - Volete un venditore coi baffi, pelo e contropelo?
Fiaba - C'era una volta un laureato in filosofia al primo impiego che cercava lavoro.
Demenziale - Vi ringrazio del Vs. invito, ma siccome ci ho ripensato, non accetto inviti da sconosciuti .
Superalcolica - La vostra offerta mi inebria .
Magellano - Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali .
Modesto - La mia può sembrare un'Odissea, ma Ulisse in confronto non è nessuno, ho viaggiato per tutta la vita.
Tascabile - Il mio curriculum è breve e potrebbe stare nel palmo di una mano:sono monoaziendale.
Salomè - Non ho segreti, vi scrivo senza veli .
San Giovanni - Ecco la mia testa su un piatto d'argento .
La piovra - La vostra inserzione è tentacolare .
Coerente - Sono perito agrario ancora in erba.

COME SI PRESENTANO
Capelluto puntuale - Non sono calvo e ho il fisic du rolex .
Pinocchio - Sono un tipo piuttosto longiligneo.
I nostri eroi - Mio padre è stato ufficiale della Guardia di Finanza, che salva più vite umane degli stessi medici e a rischio della propria.
Gerarchie - Stato di famiglia: padre, madre, fratello inferiore.
Per le mamme siamo sempre bambini - Ho due bambini piccoli di 12 e 18 anni.
Parentado colto - Circa trenta dei miei parenti sono laureati, come il fratello di mia madre. Circa venti dei miei parenti sono diplomati alle scuole medie superiori.
Vocazione familiare - Sono sposato ragioniere, mia moglie è ragioniera, i miei figli ragionieri .
Parenti d'acciaio - Il marito di una cugina di mio padre da parte di mio nonno paterno era ingegnere.
Tira e molla - Mi sono separato, poi divorziato, poi risposato poi ancora separato, adesso non ci casco più .
Culturista - Alto: 1.83; pesante: 60 kg. Miei punti di forza: bicipite 40 cm intrazione, torace 140 cm, capacità inspiratoria 10 litri.
Bidonato - Ho sposato un'ereditiera che però non ha mai ereditato .
Sa anche contare! - Se prima eravamo in due, adesso col bambino siamo in tre .
Scoppia di salute - Di salute sto più che bene, e posso migliorare dopo quattro piccoli interventi chirurgici .
Buongustaio - Qui ora c'è la parte più appetitosa del mio curriculum.
Figlio di calcolatrice - Ritengo di essere di natura contabile.
L'arcobaleno - Come potete vedere il mio è un curriculum variopinto...

Insomma, un'esilarante antologia dell'errore umano nel quale si scopre come gli sbagli tradiscano una estrema fantasia, varietà e sovversività. Un libro che si pone come un vero e proprio manuale di sopravvivenza nella giungla rappresentata dal mondo del lavoro.

Per farsi due risate. Sincere.

venerdì 17 gennaio 2014

"Il fidanzamento del signor Hire"

Villejuif è l'estrema periferia di Parigi: oltre, non c'è che la campagna bianca di brina. È qui che la polizia ha rinvenuto il cadavere di una prostituta. Solo un mostro può avere commesso un simile delitto. E chi altri può essere, il Mostro, se non il signor Hire, che tutti scansano con un brivido? Il signor Hire è piccolo, grasso, come se non fosse fatto né di carne né di ossa. Sul suo viso cereo spiccano baffetti che sembrano disegnati con la china. Tutti i suoi gesti hanno la rigida precisione di un cerimoniale. E' davvero lui il colpevole? Solo nell'epilogo ogni interrogativo troverà risposta, un epilogo nel quale tutto converge come per un disegno fatale, un epilogo preparato, momento per momento, eppure indicibilmente atroce.

In "Il fidanzamento del signor Hire", la ragnatela del destino si stringe intorno all'innocente protagonista, sospettato a torto di un sanguinoso delitto, e nessuna presenza amica, carica di umanità e di ruvida comprensione, viene ad alleviare la sua solitudine. Un sovrappiù di crudeltà simenoniana introduce nel destino di Hire un momento, particolarmente straziante, di illusione amorosa; ma il "fidanzamento" dell'ometto con la florida lattaia, che sembra offrirsi a lui con insperata accondiscendenza, non è che l'ultima trappola di una vita grottesca votata allo scacco, all'insegna della disperazione.
Una trama ben orchestrata è quella di Georges Simenon che converge verso un finale imprevedibile eppure quasi inevitabile. Il signor Hire è un personaggio che non si fa dimenticare, è forse l'incarnazione del capro espiatorio perfetto. Non si può che fare il tifo per lui, anche se in parte lo si guarda con un misto di repulsione e disapprovazione.
Simenon, unico e originale, riesce a trasportare in questo romanzo una vita di solitudine, una passione vissuta attraverso lo sguardo da una finestra.
Lento, malinconico, triste, un libro bello ma sconsigliato a chi è giù d'animo...

"Impresa impossibile", otto storie anticrisi all'italiana


«Sono tante le facce di italiani perbene che mi tornano in mente. Facce stravolte, voci strozzate, gesti duri.
I tartassati dalla crisi, quelli presi a calci dalle istituzioni e dalle banche.
I piccoli e medi imprenditori onesti sono i nuovi eroi italiani. Mai avrei pensato di arrivare a scriverlo. E dedicare loro il mio primo libro. Raccontando otto imprese eccezionali nel cuore della recessione.
Al di là della retorica del padroncino spolpato da Equitalia, nel crac italiano di questi mesi c'è anche molta improvvisazione, tanta cialtroneria. L'incapacità di reggere la competizione. La crisi sta facendo selezione, liberandoci di chi è inadeguato a stare sul mercato, dei mille furbetti che sono rimasti immeritatamente a galla nella grande palude. La crisi inghiotte le nostre imprese a ritmi impressionanti, e nel caos muoiono i sani e i malati. Ma se vogliamo raccontare cosa c'è domani, non possiamo fermarci ai defunti. Non lo scrivo per buonismo o spirito di patria: per come siamo messi oggi, il pessimismo è un sentimento onesto. E non è con l'ottimismo elettorale che ci caveremo fuori dai guai.
Però limitarsi a raccontare chi è caduto e chi cadrà non basta più. Io ho due figlie e sto tentando di capire se l'Italia è ancora un Paese per loro. Perciò ho preso la macchina e percorso il nostro Paese da Nord a Sud.
Imbattendomi nell'Italia che ci crede, nonostante il vento cattivo che soffia contro.
Le persone che conoscerete in queste pagine sono generose, creative, orgogliose ed egocentriche. Ho cercato prodotti speciali, visioni curiose, intenti maniacali.
Ho trovato imprenditori geniali. Incazzati, disillusi e un po' folli, però mai stanchi di provarci. C'è un filo che lega tutte le storie: il talento incredibile delle donne e degli uomini che hanno portato al successo le loro imprese. Per opporsi al declino, hanno sviluppato la fantasia e il senso di comunità. Riuscendo a moltiplicare i fatturati in situazioni disperate. E dimostrando che in Italia la crisi si può ancora vincere.
Che il made in Italy è la memoria di ciò che eravamo e rischiamo di non essere più. Che solo coinvolgendo i giovani nelle aziende si possono tenere accesi sogni e desideri. Perché non può esserci impresa impossibile senza umanità.»


Sono otto le storie di imprenditori raccolte in "Impresa Impossibile" (Mondadori Strade Blu) di Corrado Formigli - giornalista e conduttore di Piazzapulita - per un viaggio nell'economia italiana, dall'Emilia alla Puglia che, nel cuore della recessione, sono riusciti a fare lievitare i loro profitti a mantenere l'occupazione nelle rispettive aziende. E che tra le pagine raccontano la loro esperienza.

venerdì 10 gennaio 2014

A sud del confine, a ovest del sole

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai li dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà .

Tutto ha un inizio, un centro e una fine, l’esistenza di ciascuno di noi è destinata a seguire inesorabilmente questa parabola. Ce lo ripetono da sempre gli storici, i filosofi e, a partire da una certa data, anche i romanzieri. A ben guardare anche Haruki Murakami in "A sud del confine, a ovest del sole" si serve dello spazio del romanzo per tratteggiare l’arco temporale di un’esistenza - quella di Hajime - scandita metaforicamente da questi tre momenti. Eppure lo scrittore giapponese ancora una volta va oltre, e sembra dirci che, indipendentemente dalla possibilità che l’inizio e la fine possano ricongiungersi, ciò che davvero conta è il centro, lo spazio di tensione/estensione massima che la vita raggiunge e l'accumulo di esperienze che permette a ciascuno di riconfigurare la propria esistenza e attribuirle un significato diverso, nuovo, maturo.

Ripubblicato con una traduzione completamente rivista, "A sud del confine, a ovest del sole" è uno dei romanzi più amati di Murakami, un'opera intensa, delicata, malinconica e romantica, realista al punto da risultare talvolta tagliente, ma proprio per questo di una raffinata bellezza che non può essere ignorata. Perché l'esplorazione dei movimenti dell'anima - in cui lo scrittore giapponese riesce sempre perfettamente - descrive ancora una volta l'universale, umanissimo conflitto tra necessità e desiderio, destino e libertà.

mercoledì 8 gennaio 2014

Racconta le tue storie con #TwitterFiction

Sei un appassionato di letteratura e ti piace scrivere per far conoscere le tue storie? Twitter è lo strumento che fa per te: iscriviti entro il 5 febbraio al sito #TwitterFiction festival e sottoponi il tuo testo narrativo, sotto forma di in una serie di tweet, anche in italiano avendo cura di inserire l'hashtag #TwitterFiction. Una speciale giuria valuterà se potrai entrare a far parte del programma ufficiale del TwitterFiction festival, che si terrà dal 12 al 16 marzo prossimo.

Oggi, infatti, la Association of American Publishers (@AmericanPublish) insieme a Penguin Random House (@PenguinRH_News), in collaborazione con Twitter, ha annunciato la seconda edizione del #TwitterFiction festival, che si svolgerà dal 12 al 16 marzo. Straordinario evento di digital storytelling, il festival avrà una doppia valenza: da un lato darà la possibilità ad autori di ogni genere di dar vita alla propria storia attraverso Twitter, dall’altro, permetterà ai lettori di vivere la narrativa in una maniera del tutto nuova.
 
Il #TwitterFiction festival offrirà a chiunque l’opportunità di diventare un ‘featured storyteller’ attraverso la creazione di ‘raffiche’ di fiction da 140 caratteri a fianco di autori sia affermati che emergenti. Si potranno creare video su Vine, aprire più account utili al proprio testo narrativo, servirsi del crowd-sourcing o di qualsiasi altro strumento su Twitter utile a sviluppare la propria storia.
 
I partecipanti da tutto il mondo avranno tempo fino al 5 febbraio per iscriversi sul sito del festival (http://www.twitterfictionfestival.com/submit/) e potranno scrivere in qualsiasi lingua. Saranno successivamente valutati da una giuria di esperti provenienti dalle aziende appartenenti a @AmericanPublish che valuterà in base al talento narrativo o agli utilizzi più originai di Twitter chi potrà diventare ‘featured storyteller’ ed entrare a far parte del programma ufficiale.

Per maggiori informazioni, http://twitterfictionfestival.com e in italiano sul blog https://blog.twitter.com/it/italia

sabato 4 gennaio 2014

"Follia"

Un viaggio nella psiche complicata e contorta di due persone intrappolate in un amore forte e feroce. Il tutto guidato dal burattinaio-psichiatra che per curiosità professionale o ossessione personale guida in qualche modo tutta la loro storia, triste e disperata, ma con momenti unici che rendono il loro amore infinito.

"Follia" di Patrick McGrath è una grande storia di amore e di passione, malata, tra due persone condannate dalla vita, e nel contempo di morte, e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, donna bella e silenziosa, che porta dentro di sé un vuoto profondo, alimentato da anni di insoddisfazione e sogni romantici, ed Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio dalla personalità forte e conturbante. Quando la donna incontrerà colui che diventerà poi il suo amante, il suo precario equilibrio si sfalderà piano piano e la porterà a sacrificare tutto ciò che desidera. Prevedibile la trama, che tuttavia tiene lì, attaccati alle pagine, perché - piaccia o meno - va a toccare le corde più profonde, affascinanti e terribili; un po' meno prevedibile è invece il finale, in cui il lettore si trova a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che lo racconta.

Un romanzo impegnativo, per certi versi difficile, che ricorda molto una più moderna, disinibita e sessualmente "affamata" Madame Bovary, dai risvolti ancor più crudeli, al quale non sarei mai arrivata se non per "l'imposizione" data dal gruppo di lettura della biblioteca che frequento ed al "compito" mensile cui sono sottoposti gli iscritti. Io tra questi.

"Follia" è insomma un racconto che turba, che può non piacere oppure l'esatto opposto, piacere moltissimo, uno di quei libri che - volenti o nolenti - una volta iniziati non si può non finire e che, arrivati alla fine, rimangono dentro.


 

mercoledì 1 gennaio 2014

Sorprendimi!


- Regole 2014:

raccogliere i cocci
riassemblare
inventare nuove forme

- Svolgimento:

alla cazzo,
come sempre

- Epilogo:

perfettamente imperfetto

Vediamo di cosa sei capace,

Anno Nuovo: sorprendimi!!!




venerdì 20 dicembre 2013

Non posso...

Non posso amarti
come vorrei.
Troppo forte
il desiderio
di abbracciare
la tua anima.
E di tenerla tra le mani,
come si fa
quando nel buio
anche un cerino

basta per guardare.

Non posso baciarti
perché ho l’alito
bruciato
da troppe sigarette
fumate
mentre ti aspettavo.

E tu non arrivavi.
Non c'eri.

Non posso
far l’amore con te,
perché vorrei

quel calore speciale
quella complicità
i tuoi occhi su di me
anche

dopo la morte.

Che è già qui,
dentro la mia anima.

by C.G.

martedì 17 dicembre 2013

Senza rancore...


Lacrime dalle palpebre,
dolori dei dolenti,
dolori che non contano
e lacrime incolori.

Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand’è libero.
È un tempo tetro,
è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco.

I forti siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri,
insulti imputridiscono nella bocca dei muti
e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla!

Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un’ombra…
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda.

(Paul Eluard)

sabato 14 dicembre 2013

Lettera di Abramo Lincoln all'insegnante di suo figlio - 1830

“Il mio figlioletto inizia oggi la scuola:
per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’
e desidero che sia trattato con delicatezza.
È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti,
un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore.
Vivere questa vita richiederà Fede, Amore e Coraggio.

Quindi, maestro caro, la prego di prenderlo per mano
e di insegnargli le cose che dovrà conoscere.
Gli trasferisca l’insegnamento, ma con dolcezza, se può.
Gli insegni che, per ogni nemico c’è un amico.
Dovrà sapere che non tutti gli uomini sono giusti,
che non tutti gli uomini sono sinceri.

Gli faccia però anche comprendere che, per ogni farabutto c’è un eroe,
 che per ogni politico disonesto, c’è un capo pieno di dedizione.
Gli insegni, se può, che 10 centesimi guadagnati valgono molto di più di un dollaro trovato;
a scuola, o maestro, è di gran lunga più onorevole essere bocciato che barare.

Gli faccia imparare a perdere con eleganza
e, quando vince, a godersi la vittoria.
Gli insegni a esser garbato con le persone garbate
e duro con le persone dure.
Gli faccia apprendere anzitutto che i prepotenti sono i più facili da vincere.

Lo conduca lontano, se può, dall’invidia,
e gli insegni il segreto della pacifica risata.
Gli insegni, se possibile, a ridere quando è triste,
a comprendere che non c’è vergogna nel pianto,
e che può esserci grandezza nell’insuccesso e disperazione nel successo.

Gli insegni a farsi beffe dei cinici.
Gli insegni, se possibile, quanto i libri siano meravigliosi,
ma gli conceda anche il tempo di riflettere sull’eterno mistero degli uccelli nel cielo,
delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni ad aver fede nelle sue idee, anche se tutti gli dicono che sbaglia.

Cerchi di infondere in mio figlio la forza di non seguire la folla quando tutti gli altri lo fanno.
Lo guidi ad ascoltare tutti, ma anche a filtrare quello che ode con lo schermo della verità
e a prendere solo il buono che ne fuoriesce.
Gli insegni a vendere talenti e cervello al miglior offerente,
ma a non mettersi mai il cartellino del prezzo sul cuore e sull’anima.

Gli faccia avere il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere suprema fede nel genere umano e in Dio.
Si tratta di un compito impegnativo, maestro, ma veda che cosa può fare.
È un bimbetto così grazioso, ed è mio figlio.”

lunedì 9 dicembre 2013

Curarsi con i libri

Dallo stress al mal d'amore, c'è un rimedio letterario per ogni problema. I libri curano tutto? Pare proprio di sì. Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontë e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il Marcovaldo di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l’Italia da Fabio Stassi, autore de L’ultimo ballo di Charlot.

Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l’anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.

fonte: AdnKronos

mercoledì 4 dicembre 2013

Libri: viaggi nel tempo e nello spazio

"... Quando ci mettiamo davanti a un libro con un po' di tempo di fronte viviamo qualcosa di diverso. Solo i romanzi ci possono regalare un sogno, la possibilità di metterci nelle scarpe dei protagonisti e vivere storie meravigliosamente diverse dalle nostre. Con i libri possiamo viaggiare nel tempo e nello spazio e vedere il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro, vivere una vita diversa.

Le storie ci fanno comprendere il mondo, possono essere più potenti di qualsiasi tecnologia, le impastiamo con la nostra esperienza nella nostra mente e anche se le ha scritte un altro diventano nostre..."


di Stefano Mauri - GeMS

domenica 1 dicembre 2013

"A occhi aperti": un viaggio nelle fotografie della Storia di M. Calabresi

"Ci sono pezzi di storia, che esistono solo perché c'è una fotografia che li racconta".
Mario Calabresi, direttore de La Stampa, negli ultimi anni ha raccolto una serie di interviste ai più grandi fotografi della scena internazionale. Il risultato dei suoi incontri è "A occhi aperti", un tuffo nella storia attraverso le immagini e le parole di grandi testimoni che hanno immortalato e vissuto alcuni dei momenti più intensi e drammatici del nostro passato, un libro in grado di restituire le emozioni dei protagonisti. Paul Fusco, Josef Koudelka, Steve McCurry, Don McCullin, Elliott Erwitt, Alex Webb, Gabriele Basilico, Abbas, Paolo Pellegrin e Sebastião Salgado
raccontano infatti i momenti in cui la Storia si è fermata in una foto. In una loro foto.

Nel suo libro Calabresi - in dialogo con Domenico Quirico - porta il lettore in un viaggio nel tempo, offrendogli contemporaneamente una prospettiva incredibilmente privilegiata, vista dagli occhi di fotoreporter che hanno creato la memoria comune.

"Questo non è un libro sulla fotografia ma sul giornalismo, sull’essenza del giornalismo: andare a vedere, capire e testimoniare".

venerdì 29 novembre 2013

"Argento vivo" di M. Malvaldi

Dunque, iniziamo dalla terza di copertina.

C'è una rapina nella casa di uno scrittore molto noto; col bottino sparisce anche il computer in cui è salvato il suo ultimo romanzo non ancora consegnato alla casa editrice e incautamente non conservato in altro modo. Da questo momento il racconto comincia a scivolare come argento vivo sul piano accidentato della sua avventura, e si insinua, imprendibile e vivificante come il metallo liquido degli alchimisti, nel tran tran quotidiano dei tanti e diversi protagonisti. Ognuno dei quali sarebbe per sorte lontanissimo dagli altri, ma si trova suo malgrado coinvolto...

Grande varietà di personaggi che come gocce di mercurio liquido si incontrano-scontrano-separano-incrociano, con i loro pezzi di quotidianità: è questo che mette in campo Marco Malvaldi nel suo "Argento vivo", e che fa muovere intorno alle eventualità aperte dallo svolgersi dell'inchiesta di Polizia, su cui a loro volta gli individui incidono inconsapevoli con le scelte che fanno, creando una commedia dai toni gialli sugli incroci del destino.

E' ogni volta un piacere leggere Malvaldi, ironico e dissacrante come sempre con il suo linguaggio frizzante e fluido, anche se - devo ammettere - in "Argento vivo" c'è la sensazione che manchi qualcosa, forse un guizzo di originalità, o un finale (che in realtà sono più di uno) meno scontato.

Lo consiglio tuttavia a chi vuol godersi i frutti sorprendenti di azioni, reazioni e interazioni umane, a chi vuol bersi senza tante pretese un giallo brillante, dai dialoghi effervescenti e dalle limpide - anche se a volte un po' forzate - vicissitudini.

mercoledì 27 novembre 2013

"Pagine del Garda" 2013: bilancio molto positivo

Si è svolta dal 7 al 24 novembre la 21ª edizione di «Pagine del Garda», la rassegna dell’editoria gardesana che nel salone delle feste del Casinò municipale di Arco (TN) ha proposto oltre duemila titoli per 120 editori trentini e delle vicine province di Brescia e Verona: un'opportunità unica per conoscere le pubblicazioni (anche di nicchia) dedicate al territorio che ha nel lago di Garda il proprio elemento d'identità, della quale hanno approfittato più di tremila visitatori.

Come sempre, la settimana di mostra al Casinò è stata preceduta da una settimana di presentazioni librarie, in vari luoghi di Arco e di Riva del Garda, e affiancata da un cartellone di appuntamenti di sicuro interesse. La mostra del libro nel salone delle feste del Casinò di Arco ha visto un incremento di presenze (considerato anche che mancava quest’anno la tradizionale mostra di approfondimento al piano superiore): rispetto agli anni precedenti, inoltre, si è notata una tendenza più spiccata dei visitatori a tornare in rassegna più volte, presumibilmente per consultare con il tempo necessario la corposa esposizione. Picco di presenze, come prassi, nelle due domeniche (il 17 e il 24 novembre), in cui il salone delle feste per gran parte della giornata si è presentato stracolmo di visitatori. Per quanto riguarda le vendite (a cura dell’associazione «Il Sommolago») si conferma più o meno il volume complessivo di attività dell'anno scorso, che è stato un anno soddisfacente. Da notare quindi che l'aumento di visitatori rispetto all'anno precedente non ha portato con sé anche un incremento delle vendite; d’altronde in una congiuntura economica come l'attuale, aver confermato il dato del 2012 è valutato come un risultato molto positivo.

Da segnalare che tutti e tredici gli appuntamenti proposti hanno avuto un notevole successo, compresi quelli infrasettimanali; tra tutti spiccano i veri e propri eventi popolari che sono stati la presentazione del volume «La fabbrica della Collegiata» (ed. Comune di Arco e Il Sommolago, 2013), giovedì 7 novembre all’oratorio San Gabriele ad Arco, con 200 presenze; del docufilm «Fra’ Silvio Bottes modellatore di fede», domenica 10 novembre a Palazzo dei Panni ad Arco, con 130 spettatori; e del volume «Storie di Velo» (ed. associazione Monte Velo, 2013), giovedì 21 novembre al Casinò municipale di Arco, con un centinaio di presenti. Buon riscontro anche alle presentazioni dei libri «Arco nel romanzo mai scritto di Vasco Pratolini» (ed. Il Sommolago, MAG, Grafica 5, 2013), sabato 16 novembre; «Gustav Klimt a Malcesine» (ed. Il Sommolago, 2013), domenica 17 novembre, e «I Canzonieri di Giacomo Floriani» (riedizione a cura della biblioteca civica di Riva del Garda), domenica 24 novembre, tutti e tre con circa un’ottantina di presenze. «Pagine del Garda» è organizzata dall'associazione culturale «Il Sommolago» con il sostegno di Alto Garda Cultura, il Servizio di Attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva

14 milioni di dollari per il libro più costoso al mondo


Il primo libro scritto e stampato sul territorio che sarebbe diventato gli Stati Uniti d'America è stato venduto all'asta per 14,2 milioni di dollari da Sotheby's a New York. La rara edizione del 'Bay Psalm Book', stampata nel 1640 nella colonia della baia del Massachusetts, è diventata così il libro più caro al mondo.

fonte: Ansa

lunedì 25 novembre 2013

"Esposizione" e "Composizione" di M. Freeman

Sviluppare il nostro occhio fotografico per riconoscere e sfruttare al meglio le splendide scene che ci circondano. Dimentichiamoci la modalità Auto e assumiamo il totale controllo creativo delle nostre immagini grazie a "Esposizione", una guida completa ai principi dell'esposizione fotografica.

Mettendo a disposizione la sua pluriennale esperienza, Michael Freeman insegna tutte le tecniche professionali necessarie a ottenere un'esposizione ottimale già al momento dello scatto, in qualsiasi condizione. Si scopre così ogni dettaglio relativo a tempo di scatto, diaframma e ISO, si studia come questi parametri interagiscono in ogni esposizione e li si padroneggia per concretizzare la visione creativa, indipendentemente dalle condizioni di luce e dalle caratteristiche del soggetto. Si sbircia nel corpo macchina per capire come funzionano le modalità di lettura esposimetrica e per trovare le impostazioni più adatte a ogni scena. Infine, si studiano gli scenari più difficili, da una sposa su uno sfondo scuro alle insegne al neon di un notturno urbano, presentati con tecniche e metodi consolidati per ottenere risultati sorprendenti.

Concetto fondamentale per il quale non esiste alcuna modalità automatica, una composizione di qualità è invece quanto distingue un'istantanea da un capolavoro. In "Composizione" si impara a sviluppare l'occhio fotografico non solo cercando soggetti interessanti, ma soprattutto studiando punto di ripresa e illuminazione per ottenere il massimo impatto. Andando oltre le semplici regole base, Michael Freeman rivela perché determinate immagini abbiano successo, demistificando un'estetica astratta in favore di soluzioni pratiche. Presentati in modo semplice e immediato, i principi della composizione diventeranno quindi naturali e donano la libertà di andare in cerca di nuovi ed emozionanti scatti. Si sviluppano così nuove competenze che permettono di affrontare un'ampia varietà di soggetti (dai ritratti ai paesaggi, a tutto ciò che si trova nel mezzo), per presentarli in composizioni potenti e coinvolgenti.

Due volumi tecnici, ma molto semplici e di facile lettura ed intrepretazione, che assieme a "L'occhio del fotografo" e "Fotografare in bianco e nero" rappresentano i must per qualsiasi fotoamatore.

giovedì 21 novembre 2013

"Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza" di L. Sepulveda

Il grande scrittore latino-americano esce in libreria con una nuova storia, che si preannuncia già essere un capolavoro. Negli anni Luis Sepulveda ha saputo infatti creare storie che hanno la grazia delle fiabe e la forza delle parabole, storie apparentemente semplici che trattano temi importanti con un linguaggio e dei personaggi capaci di coinvolgere i lettori più piccoli e di parlare al cuore e alla mente anche di quelli più grandi.
Così è stato per "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", che ha raccontato l'amore per la natura, la generosità disinteressata e la solidarietà, anche fra "diversi" e per la sua seconda favola, "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico", un'altra commovente e tenera storia di amicizia nella differenza.

Ora, con "Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza", un nuovo "animale" entra nella galleria personale del grande scrittore cileno: si tratta di una lumaca viaggiatrice e ribelle che in una società dominata dall'ansia e dalla velocità ci fa riscoprire il valore della lentezza in un mondo che ha perso la dimensione del tempo, in una società dominata dalla velocità e dall'ansia, e che insegnerà a riscoprire il valore della lentezza, a ristabilire uno spazio per la riflessione, a creare la dimensione in cui apprezzare nuovamente le persone e le cose che ci stanno attorno.

Ideale compagno dei precedenti libri, "Storia di una lumaca" - racconta Sepulveda - è nato per dare una risposta a mio nipote Daniel che qualche anno fa, mentre era in giardino, si mise a osservare attentamente una lumaca. All'improvviso voltò lo sguardo verso di me e mi fece una domanda molto difficile: 'Perchè è così lenta la lumaca?'. Gli dissi che in quel momento non avevo una risposta, ma gli promisi che un giorno, non sapevo quando, gliel'avrei data. Siccome è un punto d'onore per me mantenere la parola, questa storia cerca di rispondere alla sua domanda. Il libro - conclude lo scrittore che vive in Spagna, nelle Asturie - naturalmente è dedicato ai miei nipoti Daniel e Gabriel, alle mie nipotine Camila, Aurora e Valentina, e alle lente lumache del giardino. Consapevoli di essere lente e silenziose..."

lunedì 18 novembre 2013

Anche la biblioteca digitale alla mostra del libro di "Pagine del Garda"

C'è anche lo stand della biblioteca digitale MLOL del Sistema Bibliotecario Trentino alla mostra del libro che si svolge al Casinò municipale di Arco (TN) fino al fino al 24 novembre, evento centrale della XXI edizione di «Pagine del Garda», la rassegna dell’editoria gardesana organizzata dall'associazione culturale «Il Sommolago» con il sostegno di Alto Garda Cultura, il Servizio di Attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda.

In Trentino la biblioteca digitale, che ha debuttato nel 2011 proprio nell'Alto Garda e Ledro, è cresciuta e rappresenta una realtà consolidata grazie ad una rete di 50 biblioteche, coordinate dall'Ufficio per il Sistema bibliotecario Trentino, che offre ai propri utenti uno dei servizi più ricchi e completi d'Italia.

Ad oggi già 9.000 lettori trentini accedono gratuitamente, 24 ore su 24, a più di 100 mila documenti digitali: oltre 2.000 e-books, ma anche quotidiani, musica, audiolibri, video, films, immagini, corsi on-line (trentino.medialibrary.it). A «Pagine del Garda» le biblioteche trentine sono a disposizione con il loro stand per mostrare i nuovi servizi e per le iscrizioni. Lo stand della biblioteca digitale è aperto martedì 19 novembre dalle 16.30 alle 18.30, giovedì 21 novembre dalle 16.30 alle 18.30 e sabato 23 novembre dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30. La mostra del libro propone in esposizione oltre duemila titoli per 120 editori trentini e delle vicine province di Brescia e Verona: un'opportunità unica per conoscere le pubblicazioni (anche di nicchia) dedicate al territorio che ha nel lago di Garda il proprio elemento d'identità. La mostra è aperta con ingresso libero da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; sabato 23 novembre e le domeniche dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 19.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva

A Mattera e Pontoni il premio della 7a edizione di "Frontiere-Grenzen"

Frontiere - Grenzen, atto finale. Ieri, alla Sala Negrelli della Comunità di Primiero, a Tonadico di Primiero, la premiazione della 7a edizione del concorso letterario delle Alpi: 201 i partecipanti, 103 le donne. Due gli ospiti d'onore: il segretario generale della Convenzione delle Alpi, Markus Reiterer ("La Convenzione delle Alpi: attraversare i confini e superare i limiti”) e la scrittrice Kareen De Martin Pinter, autrice de"L'animo leggero", pubblicato da Mondadori.
Al termine dei loro interventi e del dialogo - sulla letteratura di confine ma anche sui temi, gli argomenti e le inquietudini che le centinaia di racconti hanno ancora una volta messo in luce - con il pubblico e con i membri della giuria (Pietro De Marchi, Joseph Zoderer, Lisa Ginzburg, Peter Oberdörfer e Carlo Martinelli) la premiazione delle due sezioni in cui dalla scorsa edizione è diviso il premio.

Nella sezione inediti il primo premio è andato a "Anna e i burattini" di Gianfranco Mattera, origini campane, da nove anni in Trentino dove lavora nel sociale. Un racconto che affronta un tema doloroso qual è quello della vita poco più che vegetativa di chi ha subito gravi lesioni cerebrali e lo fa con con delicatezza e stile asciutto e poetico. Al secondo posto Rocco Meloni, di Dro, con "Teneva gli occhi chiusi Armando" e al terzo Hanna Battisti, di Appiano, con il racconto in lingua tedesca "Ein Maulwurf bin ich" (Sono una talpa, sai). Nella sezione inediti sono poi stati segnalati tre racconti: "Rinascere" di Stefania Scartezzini, "Paletti bianchi" di Fabio Pasian e "Trasformazione notturna" di Elena Glorini.
Il vincitore della sezione editi è Marco Pontoni, giornalista e scrittore di origine bolzanina, che da anni vive a Trento. Si è imposto con "Sarajevo", un racconto ambientato nella città simbolo della guerra nell'ex Jugoslavia e percorso da attese, paure, ricordi, voglia di concedere ancora fiducia, malgrado tutto. "Sarajevo" è parte del volume di racconti "Vengo via con te" pubblicato - con lo pseudonimo di Henry J. Ginsberg - da Valentina Trentini editore e presenti anche nel blog Tempi & Modi. Significativa coincidenza: assieme al premio del concorso letterario delle Alpi per il libro di Pontoni è arrivata in questi giorni la proposta di una traduzione in inglese da parte di una casa editrice statunitense.
Il Premio speciale Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi è andato a Simone Cassol, di Feltre, con il racconto "San Lorenzo". A questa edizione del premio letterario delle Alpi hanno partecipato i residenti nelle province italiane di tutto l’arco alpino di frontiera (Imperia, Cuneo, Torino, Vercelli, Aosta, Verbania, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bolzano, Trento, Belluno, Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste), dei Cantoni Svizzeri confinanti (Canton Ticino e Canton Grigioni) e dei Länder austriaci confinanti (Tirolo, Carinzia e Salisburghese).

"La qualità dei racconti e dei partecipanti, come testimoniano anche le biografie dei vincitori - è stato detto durante la premiazione - è la conferma del ruolo culturale di confronto e di incontro di Frontiere - Grenzen, voluto con passione e ostinazione da una piccola associazione davvero di frontiera quale è “La Bottega dell’Arte”, in collaborazione con le biblioteche del Primiero e di Canal San Bovo e dell'Associazione Scrittori Sudtirolesi". Peraltro, la presenza del segretario generale della Convenzione delle Alpi testimonia della volontà degli organizzatori del premio di tessere ancor più quella rete di relazioni necessaria per far sì che Frontiere - Grenzen - che in Trentino ed Alto Adige continua a confermare numeri di assoluto rilievo - possa attirare analogo consenso anche nelle altre zone alpine. A questo si lavorerà - anche con nuove "alleanze" e nuove modalità di comunicazione - in vista della prossima edizione. E l'applaudito intervento di Markus Reiterer, con l'orgogliosa rivendicazione di uno spazio alpino libero e comune, anche sul fronte della cultura, è sembrato indicare nuovi spazi anche per Frontiere Grenzen.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento

venerdì 15 novembre 2013

"Pagine del Garda": al via la mostra del libro

Dopo la settimana d’anteprima di presentazioni librarie, entra nel vivo sabato 16 novembre la XXI edizione di «Pagine del Garda», la rassegna dell’editoria gardesana organizzata dall'associazione culturale «Il Sommolago» con il sostegno di Alto Garda Cultura, il Servizio di Attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda (TN): alle ore 16 si tiene la cerimonia d’inaugurazione della mostra del libro nel salone delle feste del Casinò municipale. L’ingresso a tutte le proposte è libero.

Esposti oltre duemila titoli per 120 editori trentini e delle vicine province di Brescia e Verona: un'opportunità unica per conoscere le pubblicazioni (anche di nicchia) dedicate al territorio che ha nel lago di Garda il proprio elemento d'identità. La mostra del libro è aperta dalle 14.30 alle 19 e prosegue poi fino al 24 novembre da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; sabato 23 novembre e le domeniche dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 19.

Dopo l’inaugurazione si presenta il libro di Marta Marri Tonelli «Arco nel romanzo non scritto di Vasco Pratolini» (ed. MAG, Il Sommolago, Grafica5, 2013), per la collana «Emersioni» del Museo Alto Garda, a cento anni dalla nascita di Pratolini. La presentazione, a cura dell'autrice, è accompagnata da alcune letture di Patrizia Perini. Presente alla mostra del libro anche la biblioteca digitale MLOL del Sistema Bibliotecario Trentino che coglie le trasformazioni della lettura e l’inarrestabile diffusione di e-books, e-readers, tablets, periodici digitali. In Trentino la biblioteca digitale, che ha debuttato nel 2011 proprio nell'Alto Garda e Ledro, è cresciuta e rappresenta una realtà consolidata grazie ad una rete di 50 biblioteche, coordinate dall'Ufficio per il Sistema bibliotecario Trentino, che offre ai propri utenti uno dei servizi più ricchi e completi d'Italia. Ad oggi già 9.000 lettori trentini accedono gratuitamente, 24 ore su 24, a più di 100 mila documenti digitali: oltre 2.000 e-books, ma anche quotidiani, musica, audiolibri, video, films, immagini, corsi on-line (trentino.medialibrary.it). A «Pagine del Garda» le biblioteche trentine sono a disposizione con il loro stand per mostrare i nuovi servizi.

Domenica 17 novembre al Casinò municipale dalle ore 16 si presenta il libro di Paolo Boccafoglio «Gustav Klimt a Malcesine. La famiglia Zuckerkandl e il mistero di un quadro scomparso» (ed. Il Sommolago, 2013): la presentazione è a cura dell’autore e dello storico Mauro Grazioli. Arco nel romanzo non scritto di Vasco Pratolini Ed. Museo Alto Garda, in collaborazione con Il Sommolago e Grafica5, 2013 Autore: Marta Marri Tonelli Presentazione: sabato 16 novembre alle ore 16 al Casinò municipale di Arco Vasco Pratolini e Arco. La malattia al Villa delle Rose e al sanatorio Bellaria. Una vicenda puntualmente ricostruita da Marta Marri Tonelli seguendo le fasi di un percorso letterario che trova la sua importante maturazione proprio nella "città dei sanatori". È qui che il giovane scrittore toscano approda nel maggio del 1935, con un viaggio che lo separa dall'infanzia e dalle vagabonde notti giovanili. «Il treno avanza sul bordo della strada come una tranvia periferica... La locomotiva è di quelle antiche, piccola, a vapore col comignolo panciuto», scrive Pratolini. Poi la discesa e la vista del Garda scambiato per mare. La nebbia e la pioggia che sembrano evocare l'autunno, gli auguri della ragazza, ritrosa e fortuita compagna di viaggio, anch'essa malata, sono i prodromi di un anno romito. Nell'isola chiusa del sanatorio l'uomo fa i conti con se stesso, inizia a guardare all'esterno con occhi nuovi, per passare dall'«io al noi», dall'esperienza personale a quella collettiva (dall'introduzione al libro, a cura dello storico Mauro Grazioli, Il Sommolago).

Gustav Klimt a Malcesine. La famiglia Zuckerkandl e il mistero di un quadro scomparso Ed. Il Sommolago, 2013 Autore: Paolo Boccafoglio Presentazione: domenica 17 novembre alle ore 16 al Casinò municipale di Arco Tra il luglio ed il settembre del 1913 Gustav Klimt passò a Malcesine la sua sola, lunga vacanza estiva trascorsa all'estero. Frutto di questo soggiorno furono tre paesaggi, Malcesine am Gardasee, Kirche in Cassone e Italienische Gartenlandschaft, che sono gli unici da lui dipinti lontano dall'Attersee e da Vienna. Il testo ricostruisce quali profondi rapporti legassero l'artista ad alcuni membri della famiglia Zuckerkandl, tra cui Victor che acquistò i primi due quadri, e quale ruolo questa famiglia ebrea svolse all'interno degli ambienti culturali austriaci tra Ottocento e Novecento prima che con l'Anschluss e l'avvento del nazionalsocialismo venisse cacciata, deportata, espropriata. In particolare, seguendo il destino dei quadri, l'autore, sulla base di un'ampia documentazione, mette in dubbio che Malcesine am Gardasee, di cui attualmente sono disponibili soltanto delle riproduzioni a colori, sia effettivamente andato distrutto l'8 maggio 1945 nell'incendio del castello di Immendorf, come sostengono i più autorevoli storici dell'arte ed i più qualificati conoscitori delle opere di Klimt.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa dei Comuni di Arco e Riva del Garda

mercoledì 13 novembre 2013

A "Per mano mia" il Premio Francesco Gelmi di Caporiacco

Maurizio de Giovanni con il romanzo Per mano mia, edito da Einaudi, e Luca Occhi con l’opera inedita Tartare, sono i vincitori del Premio Francesco Gelmi di Caporiacco, dedicato, in questa ultima edizione, alle scritture noir.

Altri due lavori ritenuti degni di particolare segnalazione sono stati La notte alle mie spalle di Giampaolo Simi (Edizioni E/O, 2012) e il racconto inedito Giustizia sommaria di Gianroberto Viganò.
Giovedì 14 novembre ad ore 18, presso il Museo della Scienza a Trento, la contessa Marina Gelmi di Caporiacco accompagnata da alcuni componenti della Giuria, consegnerà i premi agli scrittori. La sesta edizione del Premio letterario dedicato alla memoria di Francesco Gelmi di Caporiacco (1937-1996), editore e figura centrale del processo di rinnovamento e sviluppo della testata giornalistica l’Adige negli anni Ottanta/Novanta del secolo scorso, è giunta alla sua conclusione. Come le precedenti anche quest’ultima edizione è stata promossa e sostenuta dall’Associazione culturale “Francesco Gelmi di Caporiacco”, dai giornali l’Adige, Corriere del Trentino, Corriere dell’Alto Adige e dalla rivista di studi storici Archivio trentino dell’Associazione Museo storico in Trento.

La giuria del Premio - presieduta dall’insigne filologo, storico e saggista Luciano Canfora e composta da Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianmario Baldi, direttore della Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto, Marzia Barbieri Berselli, animatrice del Comitato “Amici di Edmondo Berselli”, Franca Eller, bibliotecaria e critica letteraria, Paola Maria Filippi, docente di letteratura tedesca presso l’Università di Bologna, Enrico Franco, direttore del «Corriere del Trentino» e del «Corriere dell’Alto Adige» e Pierangelo Giovanetti, direttore dell’«Adige» - ha esaminato 86 opere di autori ed editori di rilievo nazionale, tutte dedicate al tema “Il noir racconta la società”.
Per la categoria “editi” il primo premio di 6.000 euro è stato assegnato allo scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, con il romanzo Per mano mia: il Natale del commissario Ricciardi (Einaudi, 2011). Per la sezione “inediti” l’opera indicata vincitrice dalla Giuria è stata invece Tartare di Luca Occhi, che si è aggiudicata il premio di 3.000 euro. Gli altri due premi previsti nella categoria inediti non sono stati assegnati. La Giuria ha pertanto stabilito di ripartire equamente la somma così avanzata del montepremi complessivo di 12.000 euro fra altre due opere ritenute degne di particolare segnalazione.
La cerimonia di premiazione è aperta al pubblico, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

fonte: comunicato a cura dell'Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento

sabato 9 novembre 2013

...

Ho perdonato errori quasi imperdonabili,
ho provato a sostituire persone insostituibili
e dimenticato persone indimenticabili.

Ho agito per impulso,
sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare,
ma anch’io ho deluso.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;
mi sono fatto amici per l’eternità.
Ho riso quando non era necessario,
ho amato e sono stato riamato,
ma sono stato anche respinto.

Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità,
ma mi sono bruciato il cuore tante volte!

Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto.
Ho telefonato solo per ascoltare una voce.
Mi sono di nuovo innamorato di un sorriso.
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e…
ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)

… ma sono sopravvissuto!
E vivo ancora!
E la vita, non mi stanca…
E anche tu non dovrai stancartene.
Vivi!

È veramente buono battersi con persuasione,
abbracciare la vita e vivere con passione,
perdere con classe e vincere osando,
perché il mondo appartiene a chi osa!

La Vita è troppo bella per essere insignificante!

Charlie Chaplin