venerdì 8 novembre 2013

"Emersioni - Isole di giovani racconti" di D. Pivetti

"Ad una persona che s'accinge a leggere un libro non si augura buona lettura, ma buon viaggio..."
E' con questa citazione che ho deciso - due sere fa, nel contesto della rassegna letteraria dedicata agli autori gardesani “Sillabe, sorsi, sapori” promossa da Livio Parisi nello spazio del “Pescatore” di Castelletto di Brenzone (VR) - di iniziare la mia presentazione dell'antologia del collega Davide Pivetti “Emersioni-Isole di giovani racconti” (Studio Eventi Edizioni, 128 pagine). Sì, perché i libri - lo sappiamo benissimo - hanno il potere di farci viaggiare, con la fantasia, pur rimanendo sprofondati comodamente nella nostra poltrona. E questa piccola preziosa raccolta di brevi racconti ha la capacità di interpretare perfettamente la metafora del viaggio. Non solo immaginario ma anche reale.
 
Isole accoglienti e arcipelaghi dimenticati, coste frastagliate e spiagge bruciate dal sole, fondali bassi e ricchi di vita, porti irraggiungibili, paesi abbarbicati su rocce antiche e fari ormai abbandonati, scogli levigati dalle onde che emergono da un orizzonte infinito e case dall'intonaco bianco che resistono al tempo e alle tempeste. E il mare. Tutt'attorno. Calmo o in burrasca, invitante o pericoloso. Ma sempre e comunque mare. Profondo e blu. Sono tredici le storie dal sapore salmastro raccolte in questa antologia - data alle stampe recentemente, dopo un decennio di decantazione - ambientate sulle più belle isole italiane, da Lampedusa a Linosa, da Stromboli a Ustica, da Salina a Favignana, e su alcuni particolarissimi approdi mediterranei, come la croata Cres e le Kerkennah, arcipelago dimenticato tra Italia e Tunisia. E poi Portixeddu, in Sardegna, e Palermo. Tutte mete di viaggi messi a punto nel corso degli anni - soprattutto quelli spensierati e giovanili - in lungo e largo per il Mediterraneo e che hanno ispirato il giornalista caposervizio (pure mio) della redazione rivana de l'Adige in modo tale da spingerlo a narrare di incontri con uomini e donne divisi dal mondo per via di quelle isole, del loro mare, raccontandolo con gli occhi di chi - per vacanza o per lavoro - giorno dopo giorno lo vive a bordo di una barca, di un traghetto, di una motonave. O da chi invece su una barca, un traghetto, una motonave non ha mai messo piede. Vorrebbe, ma non lo fa. Oppure l'ha fatto, ma poi ci ha ripensato ed è tornato indietro. Perché le isole non sono mai terre scontante. Il mare non è mai identico a se stesso. E la gente di quei luoghi non è mai banale.

Fotografo, appassionato di barca a vela e viaggi, nel corso degli anni Pivetti ha firmato anche un centinaio di reportages a testimonianza del suo amore per la scrittura descrittiva, oltre che per quella giornalistica. Il passo per la narrazione è stato breve, meno quello della pubblicazione dell'opera prima, che arriva volutamente a distanza, quando agli slanci dei vent'anni subentra la consapevolezza dei quaranta. E' così che, un po' per caso e un po' per scelta, in “Emersioni” le isole visitate sono diventate quindi teatro di dialoghi, figli di incontri reali e di ricami fantasiosi, dove i protagonisti non vengono impersonati solo da donne e uomini ospitali e orgogliosi, da vecchi solitari con i visi scavati e da giovani con sogni da realizzare, dai carapaci e dagli uccelli, dai profumi e dai colori, ma dal mare, sfondo infinito. E dalle isole, fatte per pensare. E dalle onde, fatte per portare lontano, soddisfare la voglia di andare via, dare un taglio con il passato, racchiuso in un orizzonte di pochi centimetri, misurato in pochi passi lenti. E dai tramonti, struggenti, che poi spingono a tornare. Sì, perché se al mal d'Africa si può tentar di resistere, alla lontananza dal mare e dalla terra che lo accarezza e accoglie, onda dopo onda, è praticamente impossibile. Lui, l'infinito piatto e blu dai confini indefiniti, è come la montagna: se ce l'hai nel sangue, nel dna, non c'è nulla da fare. Non c'è rimedio. Se non quello di lasciarsi sopraffare dalla nostalgia che accarezza l'anima finché il desiderio del ritorno non vince. E il viaggio, il prossimo viaggio, torna là. Ancora una volta.

«Sono luoghi che mi sono rimasti nel cuore - racconta l'autore - dove sono tornato più volte o dove volentieri tornerei. Luoghi che negli anni giovanili mi hanno ispirato storie divenute racconti e immagini divenute reportage. Era il tempo in cui scrivere era ancora una necessità e una passione. Oggi, i tempi, i modi, la velocità della cronaca, hanno assorbito gran parte di quella energia che ognuno di noi tira fuori quando inizia a riempire un foglio bianco col desiderio di ricordare.
Ho riaperto teche polverose, scovato files dispersi, forzato vecchi floppy quasi inservibili. Recuperando quegli scritti giovanili per farne una raccolta». Un'antologia tematica, limpida come l'acqua di Sardegna, calda come il sole africano, coinvolgente come il vento di Scirocco, graffiante come la sabbia, che fa sognare. O partire. La prefazione di Cornelio Galas e l'introduzione dell'autore fanno da preludio, ma poi è il mare a governare ogni capoverso, a tenere il timone della lettura, a spiegare le vele e le pagine per incitare il lettore a salpare, alla scoperta di tredici piccole perle, una diversa dall'altra, ognuna preziosa. A modo suo.

E al lettore che s'appresta a leggere "Emersioni" non mi resta ovviamente che augurare: buon viaggio!
 
 

Al via la XXI edizione della rassegna editoriale "Pagine del Garda"


Con oltre 120 case editrici e più di 2.000 titoli apre i battenti sabato 16 novembre nel Salone delle feste del Casinò municipale di Arco (TN) la XXI edizione della mostra del libro «Pagine del Garda». Il tradizionale appuntamento che ogni anno riesce a raggruppare in un'unica località l'intero panorama dell'editoria gardesana, tanto atteso dagli estimatori della carta stampata e della cultura, promette essere ricco nei contenuti e si connota per gli eventi - anche collaterali - particolarmente interessanti, inseriti nel programma della settimana di rassegna.
 
Trentino Alto Adige ma anche Veneto e Lombardia le regioni che porteranno ad Arco e Riva nomi più o meno conosciuti di autori di ogni genere letterario nonché editori, noti o di nicchia, legati tra loro dalle territorialità coinvolte e dalle pubblicazioni presenti in mostra, che ancora una volta ben testimoniano il grande fermento editoriale che ruota attorno al lago di Garda. Storia, natura, tradizioni, territorio, cucina, arte, gli argomenti trattati, cui si aggiungono tanti romanzi e libri per bambini: questi i generi più ricercati dai visitatori della mostra, per una rassegna trasversale ma soprattutto di pregio che ogni anno richiama non solo i fautori del sapere ma anche tanti curiosi, raggiunti grazie ad una grande opera di comunicazione e divulgazione.

Ma «Pagine del Garda» non è solo mostra. «Una settimana intera è dedicata all'anteprima - ha ricordato Romano Turrini, patron della manifestazione - con cinque appuntamenti, tra concerti, dibattiti, presentazioni di libri, per un evento culturale completo e diversificato, che va incontro a interessi molteplici e comunitari. Il via già questa sera, con la presentazione del volume pubblicato in occasione dei 400 anni di vita della chiesa parrocchiale di Arco “La fabbrica della Collegiata”. Domani sera sarà la volta invece dell'impianto idroelettrico del Ponale e la presentazione - presso il Museo di Riva - de “Le acque dei paesi conquistati”. Domenica 10 a Palazzo Panni si terrà la proiezione del documentario su fra' Silvio Bottes, un personaggio che ha dato molto alla comunità dal punto di vista sia religioso che artistico, mentre giovedì 14 novembre toccherà al filmato “Old cinema”, ossia nostalgia e memoria delle sale cinematografiche perdute del Trentino. Chiuderà l'anteprima “Echi dell'Ottocento”, all'Auditorium di Riva venerdì 15, con la presentazione del libro ed un concerto».

“Arco nel romanzo mai scritto di Vasco Pratolini”, “Gustav Klimt a Malcesine e il mistero di un quadro scomparso”, “Storie del Monte Velo”, “Econarrazioni per raccontare la terra”, “Francesca Alberti Lutti”, “Le Dolomiti di Brenta” e “I canzonieri di Giacomo Floriani”: sono infine sette gli eventi a corollario della XXI edizione della mostra «Pagine del Garda», curata dai volontari dell'associazione culturale “IlSommolago”. Ciliegina sulla torta sarà tuttavia la presentazione -stasera alle 20.45 all'Oratorio S.Gabriele - del libro sulla nascita della Collegiata, il lavoro di ricerca condotto dagli storici grazie a fonti sia ceche che italiane, che negli ultimi tempi ha portato a galla informazioni nuove e interessanti su personaggi poco noti, protagonisti ad Arco e presso la corte imperiale.
fonte: Paola Malcotti - l'Adige di ieri, giovedì 7 novembre 2013

martedì 5 novembre 2013

"Sillabe, sorsi e sapori", torna la rassegna letteraria di Parisi a Brenzone

Puntuale come l’autunno arriva la rassegna letteraria organizzata da Livio Parisi a Brenzone, nello spazio del “Pescatore” di Castelletto (VR). Ogni anno, a novembre, il professore rivano cura nella sua osteria «Sillabe, sorsi, sapori», incontri dedicati agli autori gardesani in tre mercoledì del mese.

Si inizia domani sera alle 20 e protagonisti saranno due colleghi de l’Adige, il giornalista rivano Davide Pivetti, che presenta il suo volume «Emersioni - Isole di giovani racconti», e la corrispondente ledrense Paola Malcotti, cronista e blogger che presenterà il libro assieme all’autore. Si tratta di una raccolta di storie isolane ambientate in una decina di “terre emerse” mediterranee: da Lampedusa alle Kerkennah, dalla croata Cres agli arcipelaghi di Eolie ed Egadi, passando per Ustica, Linosa, la Portixeddu sarda. La serata sarà allietata dal pianoforte di Raffaele Zaninelli.

Secondo appuntamento mercoledì 13 con Stefano Lorenzetto che presenta «Hic sunt leones», venticinque storie di veneti notevoli, con l’introduzione di Stefano Filippi e le note di Lucio Bonometti. Terzo ed ultimo incontro il 20 novembre con Paola Olzer e «Il mio pezzettino di cielo», presentato da Diego Andreatta, con il flauto di Federico De Cassan.

La rassegna veronese accosta la letteratura alla musica ma anche alla buona cucina di lago, aspetto del quale si occupano Livio e Rosaria Parisi con la collaborazione, ogni volta, di una diversa cantina dell’area gardesana. Quest’anno si alterneranno la bresciana «Zamichele » e le veronesi «Tamburino sardo» e «Cà Rugate», con gli extravergine di «Cà Rainene ». Informazioni allo 045- 7430702.

fonte: l'Adige di oggi, martedì 5 novembre 2013

domenica 3 novembre 2013

Il naufragio, raccontato da una giovane migrante

"Prof, sogno ogni notte la mamma che mi chiede aiuto e non riesco mai a tirala fuori dall'acqua, scompare sempre tra le onde...ma se imparo a nuotare, un giorno riuscirò a salvarla".

E' un passo del racconto di Kerene Fuamba, 17 anni, immigrata in Libia con la famiglia per sfuggire alla guerra civile e poi in Italia, nel 2011, su uno dei maledetti barconi della morte, per un viaggio da cui la mamma non tornerà.

Il racconto fa parte di "Lingua madre 2013. Racconti di donne straniere in Italia".


fonte: Ansa

sabato 2 novembre 2013

"La carta più alta" di M. Malvaldi

«Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo», sbotta disperato Massimo il barrista (sì, con la doppia erre, volutamente!). Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del BarLume, adepti della pensione, una di quelle tradizioni italiche d'altri tempi, destinate a sparire".

E già con una spassosa premessa di questo tipo, "La carta più alta" - il giallo di Marco Malvaldi - non può che lasciare intendere un proseguo altrettanto irriverente.

Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati - investigatori per amor di paesana maldicenza, oltre che titolari di sano buontempo - sono arrivati a dedurre l’omicidio del vecchio proprietario, morto ufficialmente di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista (sì, rivolutamente con la doppia erre!), ormai in balìa dei vecchietti che stanno abbarbicati tutto il giorno al tavolino sotto l’olmo del suo bar nel paese immaginario e tipico di Pineta, trasforma controvoglia quel fiume di malignità e di battute in un'indagine. Il suo lavoro d’intelletto investigativo si risolve grazie a un’intuizione che permette di ristrutturare le informazioni durante un noioso ricovero ospedaliero, proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo.

E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell’intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti e fresche innovazioni che vi aggiunge di volta in volta Marco Malvaldi. La situazione comica dei quattro temibili vecchietti che sprecano allegramente le giornate tra battute diatribe e calunnie, diventa base informativa e controcanto farsesco di fondamentale importanza al mistero. La rappresentazione, umoristica e irriverente insieme, della realtà della provincia italiana nel suo localismo, nel suo vitalismo e nel suo eccentrico civismo, si ritrova così incarnata in un paesino balneare della costa toscana, da dove passano e ripassano i personaggi di un'italica commedia in forma di giallo.

Dopo la felice digressione ottocentesca - con tanto di Pellegrino Artusi tra i personaggi principali, alle prese con un delitto - di "Odore di chiuso", Malvaldi torna al languore balneare e un po’ indolente di Pineta. Questa volta gli investigatori - fautori della nobile arte del "farsi i fattacci altrui" - sono Ampelio, Aldo il ristoratore, Il Rimediotti e il Del Tacca del Comune. Questi quattro ineffabili gourmet di semolino stanno sulla pagina con la disinvolta allure di un A-Team di ottuagenari, pronti ad ogni piè sospinto a rivendicare il loro diritto a mangiare – ché mangiare gli garba parecchio – a “giocà” a carte o biliardo e fumare qualche sigaretta: arrivati al punto in cui sono arrivati, l’invulnerabilità è a un passo.
A fare da contrappunto al loro incessante borbottìo, che sparge fiele sulle cose del mondo facendo nel contempo piegare in due il lettore dalle risate, c’è Massimo, che ha da poco cambiato casa, divorziato, perso la sua banconista preferita, la "bona" e giovane Tiziana, e acquisito - oltre alla squadra paesan-investigativa più veritiera di questa parte id mondo - una vicina di casa che frigge dalla mattina alla sera alimenti non meglio precisati in oli non meglio precisati, impestando l’aria e guastando al nostro barrista l’umore. Massimo farebbe volentieri a meno di cacciare il naso in una storia vecchia di vent’anni, e della quale non è affatto convinto. Ma il caso ci mette lo zampino - oltre che una radice sporgente - e una catena di eventi scalda i motori per mettersi in moto come un diesel: lenta ma inesorabile.
"La carta più alta" riesce in una di quelle alchimie cui il chimico (ché chimico nella vita l'autore lo è per davvero!) Malvaldi ci ha abituati, imbastendo un intreccio spassosissimo (azz, sei esse!) e ben strutturato che viaggia in parallelo alla splendida caratterizzazione dei personaggi e ai loro esilaranti dialoghi.
Un giallo che va giù come té freddo al limone, tracannato alle due di pomeriggio, sotto la canicola di pieno luglio, che consiglio vivamente: perché con Malvaldi, ancora una volta si ride, ci si immedesima e si vuol bene a Massimo il barrista (sì, ri-rivolutamente con la doppia erre!) e ai suoi fantastici vecchietti: chi non vorrebbe avere personaggi del genere nel proprio paese?

giovedì 24 ottobre 2013

Alice Munro torna sui suoi passi: "amo scrivere"

Fragile di salute, debole nelle ossa, sopravvissuta al cancro e al mal di cuore, ma ancora con una vita di storie dentro, tutte da raccontare.

Dopo l'annuncio di avere smesso di scrivere che di pochi mesi aveva preceduto il Nobel per la Letteratura, la "maestra del narrar breve" Alice Munro è tornata sui suoi passi: intervistata dal Wall Street Journal, la scrittrice ha rivelato che la decisione presa la scorsa estate di mettere per sempre la penna nel cassetto le ha provocato dubbi e lacerazioni interne...

fonte: Ansa

martedì 22 ottobre 2013

"Storia di Irene": il nuovo libro di Erri De Luca

Salvata dai delfini, Irene appartiene al mare e solo nell'acqua riesce ad esprimersi, ad essere se stessa.

E' lei, ragazzina, orfana su un'isola greca, raccolta su una spiaggia dopo una burrasca, già incinta a 14 anni, la protagonista del racconto che apre il nuovo libro di Erri De Luca, "Storia di Irene" (Feltrinelli), che include altre due avventure di mare.

fonte: Ansa

sabato 19 ottobre 2013

Nei libri la forza per ripartire

Quando ci si interroga, angosciosamente, da dove possa scaturire la scintilla che accenda lo scatto d'orgoglio che oggi manca al Paese, si immaginano le risposte più disparate; tante, tranne una, la più dimenticata, la più lontana dal pensiero dominante: studiare, leggere. Studiare tutti, a tutti i livelli. Leggere di più, tutti, vecchi e giovani, al Nord e al Sud. L'Associazione italiana editori calcolò qualche tempo fa che se gli indici di lettura del Mezzogiorno fossero stati in media con quelli del Centro Nord, nel periodo 1883-2006 la produttività del capitale umano sarebbe cresciuta di circa il 25%. Ma gli indici di lettura italiani sono bassi anche al Nord.

L'Italia ha gli indici di lettura più bassi d'Europa. Solo il 46,7% degli italiani legge almeno un libro l'anno, contro il 59% della Spagna in crisi, il 70% della Francia, l'83% della Germania. All'interno dell'Italia mentre il Nord registra un livello di lettura del 54%, il Sud precipita al 34%. Come fa un Paese che legge così pochi libri, che si informa così poco, che pone così poca centralità al valore sociale e di promozione individuale della lettura, a risalire la china di una crisi strutturale gravissima? All'81° congresso mondiale della Società Dante Alighieri, a Cagliari, il 20 e 21 settembre, ci siamo posti questo interrogativo e abbiamo immaginato qualche risposta concreta. Intanto i giovani leggono più degli adulti. Dal 1995 al 2012 la percentuale dei ragazzi (fino a 17 anni) lettori di almeno un libro non scolastico l'anno è salita dal 46 al 58%, mentre l'indice generale è cresciuto dal 39 al 46,7%. Tra i giovani, i lettori sono maggioranza, anche se leggono molto meno dei coetanei spagnoli e francesi. È quindi dai giovani che bisogna partire. Non esiste alternativa all'impiego della ecosfera digitale per coinvolgere i giovani in un movimento di massa a favore della lettura. L'azione che serve al Paese non può che essere comunitaria, partecipativa, e non artificiale quali risultano anche le migliori e pur meritorie campagne di comunicazione. Dobbiamo proporre qualcosa di diverso da una serie di spot.

Intanto tornare con coraggio a proporre i classici. La maratona su Twitter della Dante Alighieri «il Decameron in 100 tweet» (con lo hashtag #14000DB) ha suscitato interesse, talvolta entusiasmo, e qualche ironia. Ogni giorno la Dante ha twittato una sintesi in due twoosh giornalieri (tweet di 140 caratteri esatti) di ogni novella del Decameron, una in prosa, l'altra in rima, ottonari ed endecasillabi. Questa azione ha aperto una sfida alla rete dei seguaci che si sono scervellati per proporre dei tweet più brillanti e divertenti...

fonte & read more: Paolo Peluffo - Il Sole 24 Ore online

sabato 12 ottobre 2013

Food & Book, ovvero la cultura del buongusto

Il cibo incontra la letteratura: dall’8 al 10 novembre a Montecatini Terme, un festival celebra questa unione fatale. Si tratta di Food & Book, un momento di festa che vede protagonisti scrittori e chef stellati. Una manifestazione da non perdere per gli amanti del genere, ma anche per i curiosi e i golosi. A partire dal concetto che il cibo è cultura e che come tale va raccontato, il format di Food & Book prevede 3 giorni di attività a ritmo serrato, organizzate dalla casa editrice Agra e dal mensile Leggere:tutti, insieme alle istituzioni locali.

Ricette e romanzi, connubio da sempre vincente, sono gli ingredienti base degli oltre 100 eventi che si svilupperanno nella cittadina toscana, fra il centro, l'antico mercato e lo stabilimento termale. Cene a tema e reading, interviste e showcooking, incontri mangerecci con chef e autori, degustazioni di vini e grappe, assaggi di specialità alimentari dei produttori 'chilometri zero' di Slow Food, visite ai musei locali, mostre d’arte, lezioni di cucina, laboratori artistici per grandi e piccoli. E naturalmente vendita di libri, a tema e non. Molti eventi sono a pagamento e su prenotazione.

Tanti gli ospiti, che racconteranno dei loro libri e dei collegamenti fra letteratura e cucina. Ci saranno i giallisti Andrea Vitali, Marco Malvaldi e Valerio Varesi, ma anche Matteucci, Roberto Perrone, Mattia Torre, Bruno Gambacorta, Gaetano Cappelli, la giornalista culinaria Licia Granello, Mario Liberto, Daniele Tirelli. Nutrita anche la squadra degli chef: Fabio Campoli, Alessandro Cecere, Chicco Cerea, Pino Cuttaia, Igles Corelli, Fabrizio Girasoli, Velia De Angelis, Nino Di Costanzo, Marcello Leoni, Gianfranco Pascucci, Pierantonio Pirozzi, la giovane spagnola Alba Esteve Ruiz, e la star barcellonese Quim Marquez Duran.
Per l'occasione il giorno 9 il treno Italo porterà da Napoli a Firenze (seguirà collegamento regionale verso Montecatini) un gruppo di scrittori e chef (fra cui Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, il finalista allo Strega Franco Matteucci e l'attore-chef Andy Luotto) che animeranno il viaggio e i passeggeri con reading e anticipazioni sui libri in uscita.

fonte: Panorama.it



domenica 6 ottobre 2013

Portici di Carta: un successo

Grande successo a Torino per "Portici di Carta". La kermesse promossa dal Comune e organizzata dalla Fondazione per il Libro, col sostegno della Regione Piemonte, per due giorni ha visto sotto i portici del centro la più lunga libreria al mondo: due chilometri di bancarelle tematiche, di libri usati, storici, rari, di libri per tutti, che sono state prese d'assalto da migliaia di lettori e curiosi. Torino si conferma quindi ancora una volta "capitale del libro".

Nobel per la letteratura: Murakami favorito

Torna - e a questo punto si guadagna il titolo di "eterno" favorito - il nome dello scrittore giapponese Haruki Murakami come probabile vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2013, che sarà annunciato la prossima settimana.

L'autore di "Tokyo blues" e "Norwegian Wood" secondo la società di scommesse britannica Ladbrokes è quotato 3 a 1.


Fra gli italiani è candidato a sorpresa, Roberto Vecchioni. Il suo nome è accanto a Leonard Cohen e Bob Dylan, anche lui da anni favorito fra le polemiche.

fonte: Ansa

giovedì 3 ottobre 2013

Hikikomori

Hikikomori (ひきこもり/引き篭りletteralmente “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura. Tra questi, la particolarità del contesto familiare in Giappone, caratterizzato dalla mancanza di una figura paterna e da un'eccessiva protettività materna, la grande pressione della società giapponese verso autorealizzazione e successo personale, cui l'individuo viene sottoposto fin dall'adolescenza. Il termine hikikomori si riferisce sia al fenomeno sociale in generale, sia a coloro che appartengono a questo gruppo sociale.

Il percorso terapeutico, che può durare da pochi mesi a diversi anni, consiste nel trattare la condizione come un disturbo mentale (con sedute di psicoterapia e assunzione di psicofarmaci) oppure come problema di socializzazione, stabilendo un contatto con i soggetti colpiti e cercando di migliorarne la capacità di interagire. Il fenomeno, già presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa.

fonte: Wikipedia

lunedì 30 settembre 2013

Piove, dalle nuvole sparse...

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

"La pioggia nel pineto" (G. D'Annunzio)

giovedì 26 settembre 2013

Arriva il libro segreto della Rowling

La rivelazione dell’anno è senz’altro questa: dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith si nasconde l'autrice più famosa al mondo, J.K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter.

Salani, l’editore di Harry Potter, ha annunciato che sarà tra i primi al mondo a pubblicare anche il romanzo segreto, il 4 novembre. Si intitolerà "Il richiamo del cuculo", primo assoluto in classifica in Inghilterra e in USA, La Repubblica stima che abbia venduto 7 milioni e mezzo di copie in una mattinata!

martedì 24 settembre 2013

Diario di nonni e nipoti

Mercoledì 25 settembre alle 18.30 nella sala multimediale della Biblioteca civica "G. Tartarotti" di Rovereto di terrà la serata di presentazione del laboratorio "Diario di nonni e nipoti".

Un diario fatto di ricordi anche molto diversi, dedicato ad una delle coppie più affiatate che si conosca, quella tra nonno o nonna e nipote, una relazione in cui si chiude reciprocamente un occhio sulle difficoltà dovute all’età (troppo avanzata o troppo acerba) e ci si gode il piacere di stare insieme senza troppi obblighi e aspettative… divertendosi di solito moltissimo! In un’epoca in cui la rincorsa tecnologica ci ha abituati alla rapida obsolescenza di ogni cosa, dagli abiti al cellulare al libro di testo, che vengono sostituiti rapidamente dall’ultimo modello appena prodotto, si vuole proporre uno strumento che possa valorizzare sia le persone che hanno attraversato questi cambiamenti (insostituibili nella unicità della propria esperienza e memoria) che i loro giovanissimi eredi, attraverso le pagine di un diario in cui far scivolare qualche episodio autobiografico vissuto in un passato lontanissimo, o almeno così sembra a noi, e in un presente contemporaneo osservato da chi, per ora, non ne è il responsabile autore.

Nonni e nipoti creano quindi insieme le pagine di un diario multisensoriale, in cui si incontrano parole e immagini, suoni, sapori e odori e qualità della memoria, stimolati da parole chiave che da sole possono aprire mondi interi di ricordi, e in cui le parole Vecchio e Nuovo perdono il significato di attribuzione di valore, per riacquistare quello di indicatore temporale. Ricordi che potranno essere brevi e immediati, o complessi e lontani ma tutti ugualmente ricchi di valore autobiografico per chi li ha vissuti in prima persona e quindi degni di essere ammessi tra le pagine di un libro di famiglia, in cui dare dignità e valore anche a chi non è necessariamente “cool”… In ogni pagina sarà rievocato un tema o un episodio attraverso brevi testi, immagini raffigurate al momento e soprattutto i reperti autobiografici forniti dai partecipanti, evocativi attraverso molte modalità di sensazioni, emozioni e ricordi… Al termine del laboratorio le pagine, nei più svariati materiali, verranno assemblate in modo personalizzato per creare un diario poco tradizionale e che va più nella direzione del libro oggetto come proposto da Marinetti e del libro d’artista, originale nella sua ideazione oltre che nei contenuti e le cui pagine potranno essere tessute, cucite, arrotolate, inchiodate…a seconda del progetto di ciascuna coppia.

Materiali: colori ad acqua, colla e materiali di recupero, legno, latta, stoffa, ago e filo… oltre ai reperti autobiografici forniti dai partecipanti, come fotografie, biglietti, piccoli oggetti, odori suoni e sapori che verranno inclusi nelle pagine del diario. Gestisce il laboratorio: dott.ssa Patrizia Garberi (www.artimagery.it) MSc in Psicologia Neuroscienze e MA dell’Accademia di Belle Arti. Possiede una vasta esperienza di insegnamento e nella conduzione di gruppi. Promuove esperienze per il benessere personale e percorsi di formazione e sostegno a mediazione artistica nella salute e nella cura, diretti a gruppi e persone di ogni età. Con preghiera di pubblicazione. L'occasione è gradita per porgere cordiali saluti. Comune di Rovereto - Servizio Biblioteca corso A. Bettini, 43 I-38068 Rovereto TN P.IVA 00125390229 tel (+39)0464452500 fax (+39)0464452344 bibliotecacivica@comune.rovereto.tn.it
www.bibliotecacivica.comune.rovereto.tn.it

Il laboratorio è articolato in 8 incontri di 2 ore e culminerà nella mostra finale dei lavori (dicembre), che sarà allestita dai partecipanti stessi negli spazi rinnovati della Biblioteca civica. Partecipanti: massimo 12 coppie composte da 1 nonno/a e 1 nipote Incontro di presentazione del progetto mercoledì 25/09/2013 ore 18.30 nella sala multimediale della biblioteca. 8 incontri il mercoledì dalle 16,30 alle 18,30 presso il Laboratorio arte grafica della Biblioteca civica di Rovereto (corso Bettini 43) con inizio il 9 ottobre 2013 Incontro extra mercoledì 4 dicembre (nello stesso orario) per l’assemblaggio del libro e l’allestimento della mostra, che inaugurerà il sabato 7 dicembre. Dato che i posti sono limitati, si raccomanda a chi decide di iscriversi al laboratorio a partecipare a tutti gli incontri presso l a Biblioteca civica al numero 0464 452500 Memorie da condividere per raccontare insieme, e riconoscere il valore e la dignità della storia personale attraverso le trasformazioni sociali e culturali.

c.s. a cura dell'Ufficio stampa della Biblioteca Tartarotti

domenica 22 settembre 2013

Anche Falcones a Pordenonelegge

All'interno di Pordenonelegge, il Festival del libro in corso a Pordenone, c'è un appuntamento imperdibile per chi ama il romanzo storico. Sarà infatti ospite speciale Ildefonso Falcones, l'avvocato catalano diventato scrittore a tempo pieno dopo il travolgente successo con il suo primo libro. Sabato 21 settembre alle 16 in piazzetta San Marco presenterà in anteprima il suo nuovo romanzo, "La regina scalza", che sarà in libreria l'11 novembre.

Molti di voi ricorderanno Falcones e i casi editoriali che l'hanno reso celebre in Italia e all'estero: "La Cattedrale del mare" e "La Mano di Fatima" libri che hanno venduto sette milioni di copie nel mondo, di cui oltre un milione solo in Italia.

A Pordenone ci sarà l'occasione di incontrare lo scrittore di persona e di leggere in esclusiva il primo capitolo del nuovo, attesissimo romanzo "La regina scalza", una storia di amicizia, passione e vendetta nella Spagna assolutista del XVIII secolo, che ha al suo centro due straordinarie figure di donne, perché, come ha dichiarato Falcones stesso: "Il coraggio delle donne è il modo più affascinante che io conosca per raccontare la Storia". Se volete perdervi nella storia e nell'avventura, in un impetuoso affresco storico popolato da personaggi fieri e indomiti, non perdetevi l'incontro con un maestro del genere.

Ma Pordenonelegge ha appuntamenti per tutti i lettori e tutte le passioni letterarie. Ecco altri eventi da non perdere...


fonte & leggi altro @ Il Libraio online

domenica 15 settembre 2013

La casa di Beatrix Potter diventa monumento nazionale

La casa che ha ispirato gran parte delle opere della scrittrice inglese Beatrix Potter (1866-1943), compreso il suo capolavoro ''Peter Coniglio'', è salva dal degrado che la minaccia da tempo: l'edificio è stato infatti inserito nella lista dei monumenti nazionali del Regno Unito.

La dimora nella quale la romanziera e illustratrice trascorse molte delle sue estati sarà dunque protetta e presto partirà anche un progetto di restauro e salvaguardia.

fonte: AdnKronos

giovedì 12 settembre 2013

I 10 anni di Artelibro-Festival del Libro d'Arte di Bologna

Dieci anni. È il traguardo di Artelibro Festival del Libro d’Arte che dal 19 al 22 settembre 2013 festeggerà la sua decima edizione dal tema "Musica per gli occhi - Collezionismo all’Opera" nella sede storica di Palazzo Re Enzo e del Podestà a Bologna.

La decima edizione di Artelibro inaugura giovedì 19 settembre 2013 alle 17.30 nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio con il saluto del Sindaco di Bologna Virginio Merola e del Presidente di Artelibro Ricardo Franco Levi. Nell’ambito delle celebrazioni del Bicentenario Verdiano, il Soprintendente del Teatro Comunale di Bologna Francesco Ernani illustrerà al pubblico una selezione di arie verdiane eseguite dal vivo dal Soprano Felicia Bongiovanni, commentandone le principali caratteristiche tecnico-melodiche e l’importanza per la formazione di un gusto e di un’estetica musicale tutta nuova nell’Italia dell’Ottocento e oltre.

Si apriranno dunque le porte della mostra-mercato di Palazzo Re Enzo e del Podestà, immancabile appuntamento di bibliofili, studiosi, esperti, professionisti del settore e di un vasto pubblico di appassionati. Si potranno ammirare e acquistare libri e documenti antichi presentati dai librai antiquari A.L.A.I., tradizionali partner di Artelibro, libri d’artista del ‘900 e contemporanei, alcuni dei quali esposti dalle gallerie d’arte presenti, edizioni facsimilari e di pregio con preziosi esempi di Ars Illuminandi, una ricca selezione di riviste specializzate italiane e straniere.

Artelibro 2013 ospita anche la seconda edizione di "Fruit. Focus on contemporary art": un’ampia indagine sull’editoria d’arte self-publishing condotta dall’Associazione Crudo con il sostegno di Artelibro.

Novità di quest’anno la sezione dedicata all’editoria d’arte digitale dove i visitatori potranno testare su appositi iPad gli e-book e le app più interessanti a livello internazionale, come quelle della Tate Modern di Londra e del MoMA di New York.

Gli editori d’arte tra cui numerosi iscritti AIE-Associazione Italiana Editori esporranno invece le proprie pubblicazioni nella Libreria dell’Arte di Piazza Nettuno, aperta fino alle 22.00 dal 7 al 22 settembre 2013...

more info & programm @ Artelibro Festival

mercoledì 11 settembre 2013

Christiane F., la ragazza dello Zoo di Berlino, torna in libreria

Al mondo è nota per aver raccontato la tragedia dei ragazzi dello zoo di Berlino, vite sconvolte da droga, delinquenza e prostituzione. Oggi, Christiane F. torna a far parlare di sé, con "La mia seconda vita", autobiografia che sarà presentata l'11 ottobre alla Fiera del libro di Francoforte.

"Quasi nessuno aveva pensato che sarei arrivata a 51 anni. Eppure guardatemi, eccomi qui'', scrive sulla pagina internet che presenta la nuova fatica letteraria, scritta a quattro mani con Sonja Vukovic.


fonte: Ansa

domenica 1 settembre 2013

Perduta...

I. La danza nella sabbia e nel mare
Dunque eccoci qui, o meglio, eccomi qui, tutta sola;
sto rivedendo cose già condivise in precedenza, tanto tempo fa;
i miei ricordi spaziano talmente che ne rimango stordita.
Sai bene che mi ricordo
quanto ci divertivamo allora e quanto ridevo.
I tempi sono cambiati, ora sei molto lontano, non ho diritto di lamentarmene -
ho avuto tutte le mie opportunità, eppure mi sono scivolate tra le dita
come sabbia;
so che non danzerò mai più com'ero solita fare una volta.

Mi limiterò ad aspettare che il giorno sorga sulla terraferma e sul mare,
sperando di riuscire ad afferrare tutti i ricordi;
poi dovrò strisciare via sulla mia strada, con tutta me stessa
tesa ad ascoltare le ultime parole.
Ma non ce ne sono; l'alba chiama, ho indugiato a lungo
troppo chiusa in me stessa per poter essere confortata, e non capisco bene perché
ho voglia di piangere -
so che non danzeremo mai più come eravamo soliti fare una volta.

Alzo lo sguardo, e vengo quasi accecata
dal calore di ciò che sento dentro
e dal sapore che è nella mia anima,
ma sono morta dentro ora che sto da sola.

II. La danza nel gelo
Indossavo i miei stati d'animo come altrettanti abiti diversi
ma quello giusto non era mai a portata di mano
e quando te ne andasti sentii il mio corpo risuonare
e la mia mente cominciò a gemere.
Era davvero troppo tardi per meditare sul significato di tutto questo;
sai che ho bisogno di te, ma per qualche motivo
credo che tu non veda affatto il mio amore.

Ad un certo punto ti ho perso, non capisco bene come sia successo;
il paese delle meraviglie giaceva sotto una coltre di bianca, fredda brina
mi sono guardata intorno e ho scoperto di essermi davvero perduta...
senza la tua mano nella mia, io sono morta.
La realtà è irreale ed i giochi in cui mi sono cimentata non sono più la stessa cosa:
senza il tuo sorriso non c'è alcun luogo in cui nascondersi
e nel profondo
so di non aver mai pianto tanto quanto sto per fare...

Se solo sapessi articolare le tue parole
capaci di far bruciare il tuo fuoco
tutta quest'acqua che adesso è intorno a me sarebbe invece l'amore
di cui dovrei essere circondata.

Mentre cerco di guardare attraverso le lacrime che mi accecano
il mio cuore sanguina sperando che tu possa trovarmi...
o almeno che io possa
dimenticare ed essere insensibile,
ma non riesco a smettere, le parole continuano ad affiorare:
                                                                    I LOVE YOU

(Van der Graaf Generator)

sabato 24 agosto 2013

"Fotografare in bianco e nero" di M. Freeman

L'immortale arte della fotografia in bianco e nero, dagli albori fino all'era digitale, raccontata attraverso le opere dei grandi maestri e le immagini e le parole di un acclamato autore e fotografo della contemporaneità: Michael Freeman.

La tecnologia digitale ha reso più accessibile che mai la raffinatezza del black&white. Attraverso un'interessante analisi delle opere dei grandi maestri, nel suo libro "Fotografare in bianco e nero" Freeman spiega come tradurre il mondo del colore digitale in monocromia con risultati emozionanti e coinvolgenti.

L'autore passa in rassegna le fondamentali tecniche di post-produzione: i metodi più appropriati per controllare la conversione del colore in bianco e nero, la creazione di stampe nitide ed eleganti, la riproduzione dell'aspetto e delle atmosfere delle carte fotografiche più classiche. Svela inoltre le molte opzioni creative a disposizione della fotografia in bianco e nero: dall'introduzione di una tinta alla simulazione di un effetto d'epoca, dalla stampa di qualità artistica all'ottimizzazione dei file destinati alla pubblicazione via Internet.

Un'altra pubblicazione di spessore che, assieme a "L'occhio del fotografo" rappresenta un must sia per il professionista sia per l'amatore. Da avere assolutamente!

giovedì 22 agosto 2013

In arrivo in Occidente il nuovo libro di Murakami

Mentre non ha ancora smesso di vendere cifre da record in Giappone, l’ultimo romanzo di Haruki Murakami, "Shikisaiwo Motanai Tazaki Tsukuru to Kareno Junreino Toshi" (traducibile in italiano come "L'incolore Tsukuru Tasaki e i suoi anni di pellegrinaggio"), vedrà pronta la sua traduzione inglese per la fine del 2013, e quindi la pubblicazione nel corso del 2014.

Per l’Italia intanto non c’è ancora una data precisa, anche se Einaudi sembra sia già pronta e scattante per seguire a ruota i colleghi anglosassoni. Gli spagnoli non hanno invece perso tempo, programmando l’uscita del romanzo per il prossimo 15 ottobre...

fonte: Andrea Bressa & read more @ Panorama.it

domenica 18 agosto 2013

I 22 autori di Pordenonelegge

Ventidue grandi autori italiani e stranieri hanno scelto Pordenonelegge 2013 per presentare le loro novità: Jussi Adler-Olsen, Martin Amis, Natalino Balasso, John Banville, Adrian Bravi, Pierluigi Cappello, Sveva Casati Modignani, Antonio Caprarica, Ildefonso Falcones, Maylis De Kerangal, Claudia Durastanti, Angelo Floramo, Ibrahim Kane Annour, Yan Lianke, Diogo Mainardi, Vito Mancuso, Dina Nayeri, Aleksej Nikitin, Antonio Pascale, Arturo Perez-Reverte, Andrea Segrè, Lorenza Stroppa&Flavia Pecorari, e saranno alla 14esima edizione di Pordenonelegge - Festa del Libro con gli Autori, in programma dal 18 al 22 settembre, curato da Gian Mario Villalta (direttore Artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Il programma è on line sul sito www.pordenononelegge.it

Con "Lionel Asbo. Lo stato dell'Inghilterra" (Einaudi) si presenterà in prima nazionale a Pordenonelegge Martin Amis, insignito dal festival del premio FriulAdria ''La storia in un romanzo'' 2013. Sabato 21 settembre (ore 18, Teatro Verdi) l'autore incontrerà il pubblico e racconterà la sua ultima fatica letteraria. Sempre per Einaudi usciranno in settembre il nuovo libro di Antonio Pascale, ''Le attenuanti sentimentali'':, al festival domenica 22 settembre e l'ultima fatica letteraria di Diogo Mainardi, scrittore e giornalista brasiliano:,''La caduta'', che sarà presentato al festival in forma di reading con letture a cura di Tiziano Scarpa. ''Il tango della vecchia guardia'' titola il nuovo romanzo dello scrittore Arturo Perez-Reverte, che entra ufficialmente nel catalogo Rizzoli e si presenta in anteprima a Pordenonelegge in dialogo con Luca Crovi. Sempre per Rizzoli uscirà anche il romanzo del poeta friulano Pierluigi Cappello, ''Questa libertà'', un itinerario della memoria che sarà raccontato con letture dell'attore Giuseppe Battiston.

fonte: AdnKronos

mercoledì 14 agosto 2013

"Il mistero della libertà" di M. Villone

Libertà. Così seducente e audace, vestita di infiniti significati, filosofici e pratici, da sempre inseguita e desiderata dall'essere umano. La storia dell’uomo spesso racconta di prevaricazioni e schiavitù, ma anche di ricerca spasmodica, a volte eclatante o profonda, dentro noi stessi. Ecco perché allora “Il mistero della libertà” - il libro pubblicato di recente di Mauro Villone, noto fotoreporter de La Stampa - più che dare risposte, suggerisce domande e riflessioni, ipotizza su quella che potrebbe essere una strada per la ricerca di una “libertà superiore”. Nella vita sociale, pratica e quotidiana, ma anche in quella interiore. Non ci sono ricette, né strade o segreti svelati: la libertà è e rimane un mistero, come lo sono la nascita, la vita e la morte. «La libertà ha però un prezzo che talvolta può essere molto alto - spiega l'autore - ma anche quando siamo schiacciati si possono trovare vie di uscita. Esiste per chiunque la possibilità di vedere le cose diversamente, in qualsiasi situazione ci si trovi, per quanto certi frangenti possano metterci con le spalle al muro. Anzi forse proprio queste situazioni sono quelle che ci permettono di tirare fuori la parte migliore di noi stessi e, quando la notte è più buia, iniziare a immaginare che sia possibile cambiare radicalmente. Ciò che abbiamo, desideriamo, crediamo o meglio ancora crediamo di credere, sono solo zavorre che ci impediscono di volare con la mente, il cuore e lo spirito. Basta iniziare a vedere le cose con un altro sguardo, per accorgersi che le strade da percorrere sono davvero infinite».

Ma il libro di cosa parla? «Si propone di sollevare questioni sopite - continua - sebbene della libertà si parli tutti i giorni. Il tema è complesso e la trattazione non è altro che una codifica delle esperienze da me vissute. Il libro è infatti un saggio che scaturisce da anni di ricerche personali e viaggi. Tale materiale è stato elaborato e sintetizzato per produrre un’analisi del tema e proporre strategie di comportamento. L’approccio razionale e analitico non esclude poi un atteggiamento spirituale di fronte agli interrogativi della vita. Il testo vuole quindi sollevare domande più che dare risposte, per questa ragione parlo di “mistero”. Parto da una lettura di quella che è la condizione dell’uomo negli ultimi 3.000 anni, dei suoi bisogni reali e fittizi e di quanto è rimasto nella nostra cultura. Studio il concetto di libertà in tutti gli aspetti della quotidianità, sia esteriore che interiore, mi avvalgo - per corroborare le mie tesi - di testi di varia natura oltre che di esperienze personali di viaggio, professionali e di volontariato, che mi hanno portato a una profonda condivisione della vita di altre persone, di emozioni, sentimenti, idee, visioni, molto vicine al significato di libertà».

Dopo l’introduzione, che cerca di coinvolgere sul piano emotivo, la prima parte del libro è un approfondimento che utilizza la scala dei bisogni di Maslow, ossia le necessità reali, spesso sommerse da quelle fittizie. «In sostanza, cerco di dimostrare come i bisogni siano pilotati da un sapiente mix di marketing, pubblicità, informazione deviata, condizionamenti sociopolitici e ideologici - continua Villone - fino ad arrivare alla quasi totale sottrazione della libertà di individui e gruppi. Ma non finisce qui. Quello che mi prefiggo di fare è infatti una decodifica dettagliata della quantità di condizionamenti che ci impediscono di vivere, anche sul piano strettamente umano e interiore. Sottolineo poi come i punti davvero cruciali della vita siano in fin dei conti solo la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte: le vere rese dei conti, quelle che ci mettono di fronte, ci piaccia o no, al cambiamento, i momenti nei quali è possibile trovarsi faccia a faccia con il proprio “io”. Passo quindi a suggerire delle strategie di comportamento utili a liberarsi dalla schiavitù e a continuare il cammino verso la libertà, vista più come un percorso senza fine che come uno status definitivo. Infine pongo l’accento sulla bellezza che ognuno di noi ha il diritto di percepire, sentire e fare propria. Una bellezza legata anche agli occhi di chi guarda, oltre che ai soggetti guardati, una visione profondamente positiva della vita, necessaria per imparare ad amarsi, senza condizioni. L’atteggiamento più corretto è forse un ringraziamento profondo. Nonostante tutto, sia il mondo che la vita sono splendidi: salvaguardarli, fermandosi una attimo a goderne, potrebbe essere il vero segreto della libertà».
fonte: Paola Malcotti - l'Adige di martedì 13 agosto 2013

I primi 100 anni del Pulitzer

100 anni fa Joseph Pulitzer certificava nel suo testamento la precedente donazione di 1 milione di dollari alla Columbia University per la creazione di una scuola di giornalismo e di un premio, il "Pulitzer", conferito per la prima volta nel 1917 a Herbert Bayard Swope e J.J. Jusserand.

Da allora l'onorificenza per il giornalismo e la letteratura è gestita dall'università di New York. Nel 2008 il premio è andato a Bob Dylan, nel 2010 per la prima volta a un sito internet, Propublica.org .

fonte: Ansa

lunedì 12 agosto 2013

"L'arte di cucinare desideri" di E. Bauermeister

La magia di un ristorante. Un ingrediente misterioso. Il segreto per tornare a sorridere. L'aria profuma dell'aroma inconfondibile delle spezie inebrianti, del cioccolato intenso, del pane appena sfornato.
Il ristorante di Lillian è un luogo speciale. Un luogo in cui tornare a sorridere e guardare al futuro con occhi diversi. Nella sua cucina la protagonista non prepara solo piatti prelibati, ma li arricchisce con un ingrediente segreto in grado di scacciare la malinconia e dare voce alle emozioni più profonde.
Un ingrediente che conosce fin da bambina perché l'ha aiutata a ritrovare l'affetto di sua madre. Intorno a lei, gli allievi della sua scuola di cucina e i suoi aiutanti ricercano quella stessa magia per dare una svolta alle loro vite.

Dopo il grande successo  internazionale che ha scalato le classifiche italiane del libro la "La casa dei destini intrecciati", l'insegnante di letteratura - Erica Bauermeister - torna nella cucina del ristorante della "Scuola degli ingredienti segreti" di Lillian: un luogo speciale, dove lei conosce il modo per curare tante anime con le sue ricette.

"L'arte di cucinare desideri" è una storia intensa, che ancora una volta va dritta al cuore. Ma soprattutto è quel libro che ti capita, per caso o per coincidenza, tra le mani - proprio quando hai bisogno di perderti tra le sue pagine. Come due anime che si stanno cercando. Senza saperlo...

domenica 11 agosto 2013

Strafalcioni, gaffe e strane domande dei clienti ai librai

Forse a qualcuno è capitato, girando tra gli scaffali di una libreria, di ascoltare qualche conversazione tra librai e clienti non proprio nel loro ambiente naturale. Più spesso di quanto si creda questo genere di dialoghi assumono risvolti davvero comici. Anzi, forse quasi tragicomici, se ci si mette nei panni del venditore di libri o se semplicemente si ha un po’ di familiarità con la letteratura.
Nel libro di Stefano Amato intitolato, in modo eloquente, "Avete il gabbiano Jonathan Listerine?" (Editrice Bibliografica), si trova un’esilarante raccolta di richieste assurde, equivoci linguistici e strafalcioni, come per esempio:
"Scusi c'è un errore. Mi hanno regalato il nuovo della Rowling, ma siccome non c'è Harry Potter vorrei cambiarlo."

Oppure scambi come i seguenti:

Cliente: “Avete libri sullo yogurt?”
Libraio: “Ha guardato fra i libri di cucina? Lì dovrebbe esserci qualcosa.”
Cliente: “Che c’entrano i libri di cucina, scusi?”
Libraio: “Intendeva ‘yoga’, giusto?”
Cliente: “Perché io che ho detto?”

Cliente: “Mi consiglia un libro per una ragazza bloccata in casa con la gamba ingessata? Dev’essere bello lungo, però.”
Libraio: “Ok. Ha in mente un genere?”
Cliente: “No, so solo che lo vuole molto lungo. Almeno novanta pagine, tipo”...


fonte & read more @ Andrea Bressa Panorama.it

mercoledì 7 agosto 2013

"Benedetto tra le spie", Paloscia racconta una Vatileaks del 1900

Una Vatileaks agli inizi del Ventesimo secolo. Il 23 maggio 1915 l'Italia entra nel mattatoio della Prima guerra mondiale, un'informativa avverte il Viminale che la Capitale è la sede centrale dello spionaggio austro-ungarico. Mentre papa Benedetto XV protesta contro 'l'inutile strage', il suo cameriere segreto, monsignor Rudolph Gerlach, dirige dal Vaticano una potente rete di spionaggio al servizio dei Paesi in guerra contro l'Italia. Per la sua posizione, è in grado di carpire i più importanti segreti militari italiani.

''Racconto una delle più grandi spie del 1900: monsignor Rudolph Gerlach, cameriere segreto di Benedetto XV. Approfittando dell'affetto del Papa, passò informazioni ai servizi di intelligence austrici e tedechi'', spiega all'Adnkronos Annibale Paloscia, presentando il suo libro 'Benedetto tra le spie. 1914: l'anno fatale della Grande Guerra' (Mursia, pp. 205, euro 16). Il libro apparve per la prima volta nel 2007, stampato da editori Riuniti. La nuova edizione corretta e aggiornata, pubblicata ora da Mursia, racconta una storia avvincente e ancora sconosciuta sulle trame contro l'Italia.

''Per Benedetto XV e Papa Ratzinger c'è un cameriere che tradisce i segreti papali'', sottolinea l'autore. ''Gerlach era il prediletto del Papa -fa notare- un giovane barone figlio di famiglia nobiliare austriaca. Nella corte del Papa aveva i suoi canali, tutto passava per lui. Sulla stampa americana e francese, il monsignore compare come artefice dei sabotaggi con cui furono affondate le due piu' grandi corazzate italane''. Quando l'intrigo sarà scoperto, il monsignore sarà fatto fuggire e riceverà trionfali accoglienze alle corti tedesca e austriaca.

fonte: AdnKronos

domenica 4 agosto 2013

Giovani e disoccupati i volontari del Festivaletteratura di Mantova

Gli organizzatori del Festivaletteratura di Mantova, in programma dal 4 all’8 settembre, sono stati travolti da una valanga di richieste da parte di persone desiderose di entrare a far parte della squadra dei volontari, vera e propria spina dorsale su cui si regge la rassegna letteraria. 1200 in tutto, provenienti da tutta Italia e del resto d’Europa.

“Un record assoluto in diciassette anni di Festival – spiega Alessandro Della Casa, responsabile della gestione dei volontari –, credo anche a livello nazionale. Abbiamo ricontato più volte le schede per esserne certi. Purtroppo possiamo accettarme soltanto 650, massimo 700. Sarà doloroso dire no a tutti gli altri, ma non possiamo fare altrimenti”.

Negli anni scorsi il numero delle domande non ha mai varcato la soglia delle 900. Ma quest’anno cosa è successo? Una spiegazione prova a darla Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore del Festivaletteratura: “Crediamo che l’impennata di richieste sia legata all’aumento delle persone disoccupate. Soprattutto giovani tra i 25 e i 35 anni, molto presenti fra le magliette blu (così sono chiamati i volontari del Festival, dal colore della polo di riconoscimento che indossano, ndr)”. A questo si aggiunge un altro fattore: “Fare il volontario qui – prosegue Nicolini – fa curriculum e, in alcuni casi, è tenuto in considerazione perché visto dalle aziende come un percorso di formazione”. Le magliette blu, infatti, fanno proprio di tutto: biglietteria, logistica, trasporto di materiale, accompagnamento degli autori, gestione della mensa, giornalisti e fotografi per la estemporanea redazione che aggiorna on line la rassegna stampa. E le aziende vedono questa capacità di adattarsi a svolgere diverse mansioni come una dote positiva. I criteri con cui i volontari sono scelti non sono meritocratici, per cui un ‘no’ non equivale a una bocciatura definitiva, e l’anno prossimo si può ritentare.

“Ogni anno – spiega Della Casa – cerchiamo di garantire un 30% di nuovi ingressi, mentre per la provenienza territoriale facciamo in modo che due terzi siano mantovani. Del terzo rimanente...

fonte & read more @ Terza Pagina de il Fatto Quotidiano

giovedì 1 agosto 2013

Fahrenheit 451

“Fahrenheit 451” è ambientato in un futuro indefinito, ed è la storia di Guy Montag, pompiere di professione. Nel futuro descritto da Ray Bradbury però, i pompieri non sono quelli che spengono gli incendi, ma coloro che li appiccano, incendiando i libri.
I pompieri di “Fahrenheit 451” hanno infatti il compito di incendiare tutti i libri rimasti negli Stati Uniti, perché questi sono stati dichiarati illegali. Uno strano autoritarismo silenzioso tiene sotto controllo le normali attività, e la televisione viene dichiarato l’unico mezzo di comunicazione attraverso il quale è possibile ricevere notizie.
Una sera, tornando a casa dal lavoro, Guy incontra Clarisse, una ragazzina che vive vicino casa sua. Clarisse è un personaggio un po’ bizzarro, una tipa strana, incline alla farneticazione. Ciò nonostante Guy ne rimane affascinato e prova istintivamente simpatia per i suoi discorsi stralunati.
Così come Clarisse sembra arrivata dal nulla, allo stesso modo svanisce dalla vita del pompiere, non prima però di aver insidiato in Guy lo strano desiderio di infrangere le regole, proprio come faceva la sua strampalata amica.
Da questo momento in poi Guy sarà assalito da una serie di dubbi e riflessioni, che gli offriranno una visione molto diversa della realtà che crede di vivere e che lo spingerà ad agire come mai avrebbe immaginato.

La fantascienza di “Fahrenheit 451” è estremamente visionaria, e se si considera che il libro fu pubblicato negli anni cinquanta, appare molto all’avanguardia per i suoi tempi.
La scrittura è serrata e coinvolgente, i fatti si svolgono nel giro di poche settimane e Bradbury riesce a tenere il lettore incollato alle pagine fino all’ultimo, nonostante in alcuni casi l’azione sia interrotta da lunghi discorsi che spiegano il funzionamento dell’immaginaria società in cui è ambientato il romanzo.

mercoledì 24 luglio 2013

"Le Beatrici" di S. Benni

"Chi sto aspettando? Un amante, un marito, un figlio, una figlia o... forse uno sconosciuto"

Otto monologhi al femminile. Una suora assatanata, una donna ansiosa e una donna in carriera, una vecchia bisbetica e una vecchia sognante, una giovane irrequieta, un'adolescente crudele e una donna-lupo. Un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, vaneggiamenti sessuali, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Uno "spartito" di voci, un'opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione. Tra un monologo e l'altro, sei poesie e due canzoni.

Per non farvi stare troppo sulle spine, sciogliamo subito l'enigma: si parla di Stefano Benni e dei personaggi del suo ultimo lavoro, trascrizione di uno spettacolo andato in scena al Teatro dell'Archivolto di Genova dal titolo "Le Beatrici".

Monologhi creati per il teatro, inframmezzati da canzoni e ballate a volte mai cantate, come l'ultimo, malinconico congedo che l'amico Fabrizio De André non fece in tempo a musicare. Un'occasione, secondo Benni, per mostrare al pubblico che la luce bluastra della televisione lascia in ombra una quantità enorme di attrici brave e meritevoli, più belle e "vere" delle più note starlette del piccolo schermo.

Splendida come sempre la penna dell'autore che dà voce a queste Beatrici irriverenti, sedute sul ciglio della cattiva strada più che sulla via che porta all'Empireo. Eppure, tra le ipocrisie retoriche e i degradanti sguardi che uomini e ominicchi di varia statura dedicano ultimamente alle donne, la parola teatrale e la risata di queste figure salvifiche, coraggiose, reiette e licantrope ci cattura - con un sorriso - come gesto politico e come atto di resistenza.

martedì 9 luglio 2013

"Ascoltavo le maree", il caso editoriale snobbato dall'Italia di Guido Mattioni

Un libro, due lingue, tre esordi. “Ascoltavo le maree” (Whispering Tides, nella versione inglese) è il titolo del romanzo di debutto nel genere narrativo di Guido Mattioni - giornalista con alle spalle una carriera giornalistica ultratrentennale come caporedattore e inviato speciale, autore di inchieste e reportage in Italia e in tutto il mondo, in particolar modo negli Usa -, un libro che proprio negli Stati Uniti vede la sua nascita e l'inizio del suo successo. Dopo averlo tradotto in inglese, nell'autunno scorso, Mattioni mette in vendita il suo lavoro a 2,99 dollari su Smashwords, il più grande distributore al mondo di eBook, un colosso della Silicon Valley che, oltre al commercio diretto attraverso il proprio sito, distribuisce i titoli presso le più prestigiose librerie virtuali del settore. E - potere del web - ciò che accade dopo, sorprende pure l'autore: tantissime copie scaricate a pagamento da Internet, massimo punteggio nella critica dei lettori, recensioni entusiastiche.

Un vero e proprio caso editoriale insomma, decretato innanzitutto dal pubblico, che gli permette persino di piazzarsi - unico italiano su mille partecipanti - fra i finalisti del Best eBook Awards di Santa Barbara, in California, oltre che agli Usa Best Book Awards di Los Angeles. Non solo: nel novembre scorso “Ascoltavo le maree” viene scelto e adottato come testo di studio e di esercitazione nei corsi di lingua italiana alla Georgia State University di Atlanta così come alla Learn Italy School di Manhattan, la prima scuola di lingua italiana aperta negli Usa e che ha sedi anche nel New Jersey, a Miami, San Francisco e Chicago. Centinaia le recensioni pubblicate Oltreoceano da penne famose sulle più apprezzate riviste letterarie americane, decine e decine le menzioni e le interviste per i magazine più prestigiosi, che lanciano di fatto il romanzo di Mattioni nell'Olimpo americano del genere narrativo.

E in Italia? «L'autopubblicazione negli Usa è nata dalle “non risposte” di quei grandi editori italiani ai quali mi ero ingenuamente rivolto contando sul mio curriculum professionale - racconta l'autore - ma a loro non importava nulla che io sapessi scrivere. Così, credendo in quello che avevo fatto, ed essendo la storia ambientata negli Usa, l'ho tradotta e ne ho fatto un doppio eBook, in inglese e in italiano. A costo e con tempi di realizzazione pari allo zero. Ma se io sono stato un po' un pioniere italiano del selfpublishing in terra straniera, il mio editore “cartaceo”, Francesco Bogliari, lo è stato nello scouting tra gli autori autoprodotti. Lui, che avevo conosciuto anni fa in Mondadori, ha letto su Facebook il mio primo capitolo postato per autopromozione e i risultati che avevo raccolto negli Usa, mi ha chiamato e mi ha chiesto il manoscritto. Una settimana dopo mi ha detto: “Si parte, voglio il tuo romanzo per lanciare il mio nuovo marchio di narrativa, che si chiamerà Ink!”». E' così che, dopo aver mietuto consensi negli States, nel marzo scorso “Ascoltavo le maree” arriva in versione cartacea - oltre che in formato digitale - anche in Italia.

E' la storia di un uomo coraggioso, impavido nello scendere a patti con i ricordi e nell'elaborazione di un lutto devastante, che lo conduce all'altro capo del mondo. Alberto Landi, il protagonista di questo romanzo scritto in punta di penna, fugge dal suo passato e lascia la sua città - una Milano svuotata di significato -, la carriera e il lusso per trasferirsi negli Usa. La città in cui approda, Savannah, è però forse più un luogo dell'anima, dai colori e dai profumi intensi e delicati, le maree regolari e tranquillizzanti, la gente autentica e ospitale e le magnifiche isole che la circondano, tanto da diventare presto luogo e motivo di ricostruzione di un animo spezzato. Con prosa sognante e descrizioni liriche, l'autore ci regala una storia tragicamente bella, capace di farci scoprire un posto dove la natura si fonde con gli stati d'animo, nel quale la rinascita corre di pari passo con la perdita e l'abbandono e, soprattutto, luogo dove un uomo può ricominciare a respirare a pieni polmoni e con rinnovata speranza la vita. Il racconto è vivido, pieno di passione, gioia ma anche dolore.

«E' un diario di viaggio intimo e profondo, ma non un'autobiografia - precisa infine Guido Mattioni -: la storia scaturisce sì da una dolorosa esperienza di una dozzina di anni fa, quando pensai anch'io di mollare tutto, come fa il protagonista, ma il romanzo è piuttosto il racconto di un sogno mai realizzato, da condividere con gli altri, per invitare chi legge a non vergognarsi mai di sognare. Se sognare da bambini è un diritto, da adulti diventa infatti un dovere. Il viaggio della vita deve sempre continuare, qualsiasi cosa accada, con caparbio ottimismo. Anche quando il cielo è nero, e nonostante tutto. Perché prima o poi il sereno ritorna, puntuale come le maree. Sempre».

fonte: Paola Malcotti - l'Adige di oggi, martedì 9 luglio 2013
 

giovedì 4 luglio 2013

Baricco, Brunello e i Baustelle a Suoni delle Dolomiti 2013

Lo scrittore Alessandro Baricco e il violoncellista Mario Brunello, accompagnato del Quartetto Lyskamm, partiranno per una singolare scarpinata sulle Pale di San Martino, in Trentino, in occasione dell'edizione 2013 dei Suoni delle Dolomiti. Il 5, 6 e 7 luglio 40 fortunati potranno infatti partecipare al trekking musicale da rifugio a rifugio sull'Altipiano delle Pale. Concerto finale, aperto a tutti, domenica 7 luglio sui Prati Cola.

Appuntamento finale il 23 agosto con i Baustelle.
fonte: ANSA