martedì 9 aprile 2013

Tutti "I segreti del nonno" nel libro di Bruno Coveli

Venerdì 12 aprile 2013 alle ore 18 nel Laboratorio arte grafica della Biblioteca civica "G. Tartarotti" di Rovereto si terrà la presentazione del libro di Bruno Coveli "I Segreti del Nonno. Conoscenza della piante officinali e loro uso nella tradizione".

Il saggio illustra le proprietà e le caratteristiche delle principali piante ed erbe officinali, descritte in modo chiaro, con un linguaggio semplice e comprensibile. E' un libro adatto a tutti coloro che desiderano conoscere alcuni principi di botanica e le proprietà di radici, cortecce, fiori e foglie utili al nostro benessere. Nella seconda parte propone una serie articoli storici dell'autore e all'interno del testo sono descritte alcune piccole formule tratte da un antico manoscritto.

Bruno Coveli è nato a Besenello (Tn) nel 1948. Autodidatta, è poeta, scrittore e pittore. E' iscritto all'ordine dei giornalisti - pubblicisti da oltre 30 anni. E' membro di numerose Accademie nazionali ed internazionali, membro H. C. della Columbjan Accademy (USA), assegnatario dei premi "Filippis de Pisis" e "Firenze Arte Letterario". E' pluripremiato in concorsi nazionali ed internazionali tra i quali il "G. Ungaretti" a Roma. Co-fondatore del Circolo Culturale Trentino "Rezia" di Trento del quale è stato presidente per oltre 20 anni. Componente di redazione della rivista storico-culturale "Il Comunale".



sabato 6 aprile 2013

Italia fanalino di coda per spesa in scuola e cultura

L'Italia è all'ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell'Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l'8,5% a fronte del 10,9% dell'Ue a 27). E' quanto emerge da uno studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011.

Secondo l'Istituto di statistica europeo in Italia è più alta la percentuale di spesa per i servizi pubblici generali (che comprendono gli interessi sul debito pubblico) con il 17,3% a fronte del 13,5% medio dell'Ue a 27 (in Grecia questa voce pesa per il 24,6% su tutta la spesa pubblica).

La spesa per protezione sociale in Italia è invece ancora superiore a quella Ue a 27 con il 41% della spesa pubblica complessiva a fronte del 39,9%. La protezione sociale nel nostro Paese resta però sbilanciata su quella per le pensioni mentre arranca la spesa per coloro che perdono il lavoro, per la casa e l'esclusione sociale. L'Italia spende il 3% della sua spesa pubblica per la difesa (in linea con l'Ue a 27) e il 4% per l'ordine pubblico (3,9% la media europea). Per la sanità pubblica il nostro Paese spende leggermente meno della media Ue a 27 (il 14,7% contro il 14,9%). Nel complesso, scrive Eurostat, la spesa pubblica nel 2011 è stata pari al 49,1% del Pil.

Tra il 2010 e il 2011 la spesa è diminuita per tutte le voci ad eccezione dei servizi pubblici generali cresciuti di molto a causa del peso degli interessi. Nel complesso protezione sociale e sanità concentrano quasi il 55% del totale della spesa pubblica...

fonte & read more @ Ansa

venerdì 5 aprile 2013

Libri a 0,99 euro? Sì, grazie

Quando nel mondo dei social network mi imbatto in "condivisioni" (nella forma ma non nella sostanza, dato che molti degli utenti in questione non (ri)leggono nemmeno i loro post, figurarci un libro!) l'appello "Libri a 0,99 euro? No, grazie!", non posso esimermi dal "condividere" (tanto nella forma - splendida scrittura la sua - quanto nella sostanza) a mia volta questo bellissimo articolo di Domenico Naso, pubblicato nel suo blog sulla terza del portale de Il Fatto Quotidiano.
 
"L’egocentrica megalomania degli scrittori italiani non ha davvero confini. E se consideriamo che in Italia sono tutti scrittori, ecco tratteggiata l’indole nazionale.
 
L’ultimo esempio è recente e riguarda il successo di una collana della Newton Compton, che ha pubblicato alcuni classici della letteratura a 0,99 euro, ha sbancato le classifiche e ha provocato veri e propri travasi di bile tra gli scribacchini italici. Nove titoli su dieci, nella classifica dei libri più venduti, appartengono a Live, ma per non demoralizzare troppo le case editrici concorrenti (e i loro suscettibilissimi autori), per loro c’è una categoria apposita, quella dei tascabili.
 
Seneca, Jane Austen, Scott Fitzgerald, Freud e Poe vendono più di Lilin, Camilleri, Agnello Hornby e compagnia, ma non si può dire, nossignore, perché le “major” del libro stampato non lo permettono.
La categoria ad hoc, però, non riesce a oscurare del tutto un successo innegabile. Le ragioni di questo boom sono di una semplicità disarmante, nonostante le analisi arzigogolate degli esperti del settore: prezzo bassissimo, grandi classici di qualità. What else?, direbbe il buon Clooney sorseggiando un caffè.
 
Gli italiani leggono poco, figuriamoci in tempi di crisi. Figuriamoci, poi, se tocca spendere 15 o 20 euro per leggere le elucubrazioni del personaggio à la page di turno, approvato dai salotti e dai grandi giornali. Molto meglio Poe, allora. Che almeno è morto da quel dì e non imperverserà nella timeline di Twitter, rompendo i cabbasisi con la promozione dell’ultimo capolavoro.
Ben vengano le iniziative come quella di Newton Compton, se servono ad avvicinare l’incolto popolo italico alla lettura. E pazienza se scrittori e scrittorucoli nostrani si lamentano del danno irreparabile che Live fa alle loro ambizioni personali. Scrivessero meglio, piuttosto, e allora saremmo pronti anche a sborsarli, quei 20 euro che oggi ci sembrano (giustamente) una rapina".
 
Un dubbio però rimane (ma temo di conoscere già la risposta): anche acquistando i classici ad un prezzo stracciatissimo, chi dice che questi vengano poi letti veramente?
 
Un conto è comperare, un conto è leggere!
 
 

mercoledì 3 aprile 2013

Haiku di primavera


Sul sentiero di montagna
scorgo un non so ché di grazioso
un fior di violetta.

(Matsuo Basho)

Vapori:
nella luce della luna
un inizio di primavera.
 
(Kobayashi Issa)
 
 

La primavera parte:
pianto fra gli uccelli e lacrime
negli occhi dei pesci.
 
(Matsuo Basho)




Ad ogni cancello
la primavera comincia
dal fango sui sandali.
 
(Kobayashi Issa)

Un colpo all'altezza del cuore

A Torino, quella mattina, fa un freddo cane e c'è aria di neve. Mentre sta andando a scuola, senza quasi aver tempo di capire cosa accade, la prof Camilla Baudino si ritrova testimone di un brutale regolamento di conti: all'incrocio tra due centralissime vie della città una moto si affianca a un'auto e con un colpo di pistola il centauro uccide il conducente della macchina, per poi sparire nel traffico. Pochi minuti dopo, ad accorrere sulla scena del delitto per dirigere le indagini arriva l'unico poliziotto da cui Camilla avrebbe desiderato tenersi alla larga: il commissario Gaetano Berardi.

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Gaetano e Camilla si sono incontrati l'ultima volta, ma il tempo - che a lui ha regalato qualche affascinante ruga in più, mentre a lei la pungente inquietudine per un matrimonio un po' appannato e le scaramucce con una figlia nella piena adolescenza - sembra non aver sopito del tutto un'attrazione pericolosamente vicina a trasformarsi in amore. Poche ore più tardi, anche la giornata della giovane dottoressa Francesca Gariglio è destinata a prendere una piega inusuale. La polizia rinviene il cadavere di un pensionato, massacrato con una spranga: è un suo ex paziente, uno dei tanti di cui Francesca si prende cura lavorando nelle corsie dell'ospedale di Chivasso, cittadina che fino a quel momento aveva ritenuto sin troppo tranquilla. Ma in effetti tanto tranquillo quello spicchio di pianura nebbiosa non è, se pochi mesi prima la stessa Francesca era convinta di aver assistito a un altro omicidio, del quale però non si è mai riusciti a trovare traccia...

Dalla movida dei Murazzi alla provincia sonnacchiosa, tra un marito lontano e un fidanzato distratto, un commissario fascinoso e un'ora di boxe in palestra, extracomunitari sfruttati e adolescenti ribelli, gianduiotti mangiati per consolazione e confidenze tra amiche, tisane e segreti, la prof e Francesca si ostineranno a seguire il filo di due indagini sempre più coinvolgenti, fino a correre rischi nient'affatto metaforici. A soccorrerle, solo una tisana dalle virtù miracolose e la loro amicizia: quella tra una donna fatta e una ragazza sulla soglia delle scelte importanti, quell'amicizia ironica e dolce che solo tra due donne può esistere.

Con la sua scrittura piena di sapore e di humour, con il suo sguardo partecipe, mai arreso, sulle vite degli uomini e gli infiniti garbugli del cuore, Margherita Oggero dà vita a una nuova indagine che vede coinvolta la prof investigatrice più amata d'Italia e la sua giovane amica Francesca, in un romanzo sul valore e la responsabilità racchiusa in ogni nostro gesto quotidiano. Per rivelarci che, con "Un colpo all'altezza del cuore", come sempre, amore e morte, ragione e sentimento sono indissolubilmente legati.

martedì 2 aprile 2013

Il manoscritto "Colazione da Tiffany" va all'asta

Va all'asta il manoscritto di "Colazione da Tiffany", il libro di Truman Capote da cui è stato tratto il leggendario film con Audrey Hepburn. Per entrare in possesso del documento, che reca a margine le note dell'autore, uno degli appassionati dovrà però sborsare una cifra da capogiro: il manoscritto del 1958, che verrà battuto a fine aprile da una casa d'aste del New Hampshire, è infatti stimato almeno 250 mila dollari.

fonte: Ansa

domenica 31 marzo 2013

La matematica della democrazia

Qual è il candidato che il popolo ha scelto? La domanda è semplice, ma la risposta non lo è per niente. Fin dalla nascita della democrazia, nella Grecia di 2500 anni fa, ci si è accorti che la distribuzione dei voti e dei delegati di un’assemblea è un problema matematico che in molti casi può portare a soluzioni paradossali.

Gestire in maniera «assolutamente giusta» il meccanismo di voto è stato per secoli – e lo è ancora – un problema senza soluzione. Da Platone a Plinio, da Llull a Laplace, Condorcet, Jefferson, von Neumann, Arrow: in tutte le epoche e in ogni tipo di democrazia le menti più raffinate si sono dedicate a risolvere il problema di stabilire in maniera corretta «chi ha vinto»; ma la soluzione si è sempre dimostrata elusiva.

Che si scelga il proporzionale puro, il maggioritario con correzioni o qualche altro sistema tra i moltissimi ormai inventati, c’è sempre modo di distorcere il risultato o di arrivare a un vero e proprio paradosso inaggirabile, dove non vince nessuno, vincono tutti o è di fatto impossibile distribuire i seggi equamente.

Attraverso esempi storici e spiegazioni matematiche – rese con invidiabile chiarezza e senza bisogno di usare formule –, nel suo libro George Szpiro illustra la storia di questo rompicapo, i personaggi che hanno preso parte al dibattito e le raffinate insidie della "Matematica della democrazia".

D’altra parte è dimostrato che i paradossi sono inevitabili e che ogni meccanismo di voto presenta delle incongruenze e può essere manipolato. Salvo uno, certo, ma si chiama dittatura...

lunedì 25 marzo 2013

Un piccolo grande regalo. Da dieci e lode!

Letto (cronometrato) in 20 minuti, lasciando di stucco mia figlia. Che non ha resistito, e alla fine ha chiesto "che voto gli dai, da uno a dieci?". "Dieci e lode" la mia risposta. Non avrei potuto farle regalo migliore, dato che il libro in questione l'ha regalato lei, oltre a se stessa, anche a me. Il primissimo libro da lei autonomamente scelto in libreria (escludendo ovviamente i vari Geronimo & Tea Stilton, Valentina ecc.), acquistato con i suoi risparmi, seguendo le indicazioni date dalla professoressa di italiano.

Venti minuti tondi tondi, dicevo. Ma in fin dei conti, la lettura de "L'uomo che piantava gli alberi" - conosciuto anche come La storia di Elzéard Bouffier di Jean Giono, 3400 parole nella traduzione italiana, un racconto classico allegorico della letteratura per ragazzi (ma non solo) - non impegna molto tempo. Anzi.

Pubblicato nel 1953, il racconto è oggi più che mai attuale poiché rilancia temi condivisibili, spinge a riflettere sui concetti di "tempo", "terra", "natura", "lentezza", "amore", "vita". E soprattutto "speranza".

La storia ha inizio nel 1912, quando il giovane narratore intraprende un'escursione in solitaria in Provenza, arrivando vicino alle Alpi, e finisce le scorte d'acqua in una vallata deserta e senza alberi, dove cresce ovunque solo lavanda selvatica, senza alcun segno di civilizzazione. Eccetto un villaggio ormai abbandonato, con strutture diroccate e senza l'ombra di popolazione. Il ragazzo incontra un pastore di circa cinquant'anni, assieme al suo gregge di pecore, un tipo piuttosto silenzioso che gli permette però di bere dalla sua borraccia e di passare la notte nel suo casolare. Incuriosito dalla vita da eremita che conduce l'uomo, il narratore decide di restare presso di lui per alcuni giorni. Scopre così che il pastore, Elzéard Bouffier, ha piantato oltre 100mila querce, pur sapendo che ne sarebbero sopravvissute "solo" 10mila.
Il ragazzo torna a casa e più tardi si arruola come soldato nella Prima guerra mondiale. Nel 1920, traumatizzato e depresso, torna dal pastore, e sorprendendosi alla vista di migliaia di alberelli in tutta la vallata e nuovi torrenti laddove non scorreva più acqua da anni, rivede l'anziano in piena forma. Da quel momento, il narratore tornerà a trovare Elezéard Bouffier ogni anno. Che per 40 anni continuerà a piantare alberi, prima querce e poi faggi, aceri e betulle, e la valle si trasformerà lentamente in una sorta di grande foresta.

Son felice d'averlo letto. Ma soprattutto felice per aver resto felice mia figlia. Piccola grande intenditrice di libri.

sabato 23 marzo 2013

Al via la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, con 50 candeline

Con i suoi 1.200 espositori provenienti da oltre 70 paesi, la Fiera del Libro per Ragazzi - rigorosamente riservata agli operatori del settore - si accinge a festeggiare il suo 50° anniversario. E lo festeggia nel segno del carattere che la rende da sempre unica al mondo: la capacità di essere allo stesso tempo un grande mercato di copyright e un attore protagonista della crescita e della promozione culturale.

Era il 4 aprile 1964 quando a Palazzo Re Enzo si inaugurò la prima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi e cominciò la bellissima storia di un appuntamento che non ha eguali. Oggi la Fiera si presenta con lo "smalto" dell’esordio, arricchito di tutte le novità che costellano lo spazio dei giovani lettori, dalle ultimissime tendenze del racconto e dell’illustrazione alle sfide dell’editoria digitale, dalla riscoperta di grandi matite del passato all’esplorazione di nuovi confini di espressività.

Per festeggiare al meglio l’importante compleanno, la manifestazione ha preparato numerose iniziative, sia in fiera che in città, godendo della collaborazione entusiasta del
Comune e dell’Università di Bologna, dell’Associazione Italiana degli Editori, della Svezia Paese Ospite d’Onore.


Momento ufficiale di celebrazione dell’anniversario e di apertura della 50° edizione sarà la Seduta solenne del Consiglio Comunale, che si svolgerà lunedì 25 marzo alle ore 11, preceduta alle 10.30 da un incontro di benvenuto da parte del Sindaco di Bologna, che accoglierà a Palazzo d’Accursio il Presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli e il Ministro della Cultura di Svezia Lena Adelsohn Liljeroth.

Un altro importante evento che avverrà durante questa edizione della Fiera sarà il conferimento della
laurea ad honorem in Pedagogia allo scrittore francese Daniel Pennac, autore di tanti romanzi per i ragazzi e sui ragazzi.

La collaborazione con AIE Associazione Italiana Editori dà poi vita per l’occasione al nuovo premio BOP – Bologna Prize for the Best children’s Publishers of the year, un riconoscimento agli editori che maggiormente si sono distinti per il carattere innovativo e per il coraggio delle scelte editoriali nel corso del 2012. L’obiettivo è non solo valorizzare le competenze professionali e la qualità intellettuale del lavoro di case editrici di tutto ilmondo, ma anche favorire la conoscenza reciproca e gli scambi tra i diversi paesi e le diverse aree e anime culturali del mondo. Sei i premi che verranno assegnati, uno per ciascuna area geografica: Europa, Asia, Africa, Nord America, Sud America e Oceania.

La chiusura sarà giovedì 28 marzo alle 18.30.

Riconosciuta in tutto il mondo come l'evento da non perdere per coloro che si occupano di contenuti culturali per ragazzi, alla Fiera del Libro (Quartiere fieristico di Bologna) sono quindi ammessi unicamente gli operatori del settore: editori, autori, illustratori, traduttori, agenti letterari, business developer, licensor e licensee, packager, stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali. Gli operatori del mercato globale del copyright possono trovare in questa Fiera l’ambito ideale in cui sviluppare al meglio nuovi contatti e consolidare rapporti professionali, scoprire nuove opportunità e confrontarsi con le nuove tendenze.
 
La Fiera si svolge in un’area espositiva di 20 mila metri quadri e presenta a visitatori ed espositori un layout agilmente fruibile. L'edizione 2012 ha visto 1200 espositori provenienti da tutto il mondo, 5000 operatori esteri, 66 Paesi presenti. E’ facilmente intuibile come essa rappresenti un’occasione di confronto a livello globale.

Informazioni: Fiera del libro per ragazzi

giovedì 21 marzo 2013

"E l'eco rispose": dal 21 giugno il nuovo romanzo di Hosseini

"E l'eco rispose": sarà questo il titolo italiano del nuovo romanzo di Khaled Hosseini, in libreria dal 21 giugno 2013, pubblicato da Piemme e in uscita in contemporanea mondiale. Il titolo originale è "And the mountains echoed".

L'attesa quindi è finita. Il nuovo romanzo dell’autore dei due best seller “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli”, secondo le prime note diffuse dall’editore, sarà sull’amore e sul futuro delle nuove generazioni. Un rapporto familiare, tra grandi slanci affettivi e forti contrasti. Nulla di più sulla trama, ma dovrebbero bastare queste parole dello stesso Hosseini per lasciare l’acquolina in bocca nei suoi tanti lettori italiani: “La famiglia è il tema ricorrente e centrale della mia narrativa. I miei romanzi precedenti ruotano, in ultima analisi, intorno al tema della paternità e della maternità. Il mio nuovo romanzo attraverserà la storia di una famiglia lungo diverse generazioni, concentrandosi questa volta sul rapporto tra fratelli e sorelle, su come si amano, si feriscono, tradiscono, ma anche come si stimano e si sacrificano l’uno per l’altro. Sono emozionato - conclude - alla prospettiva di condividere questo nuovo libro con tutti i miei lettori''.



mercoledì 20 marzo 2013

"Gola di pietra" di Luigi Lambertini

Presentazione - venerdì 22 marzo alle 18 nel Laboratorio arte grafica della Biblioteca comunale di Rovereto "G. Tartarotti" (corso Bettini 43) - del romanzo di Luigi Lambertini "Gola di pietra" (Reverdito editore).

Due storie d'amore, una conclusa misteriosamente, hanno come sottofondo l'ultimo inverno di guerra e gli anni della Ricostruzione. Da qui, e con un ritmo che si può definire cinematografico, un susseguirsi di momenti drammatici, ma anche di vita quotidiana che, assieme alle vicende dei protagonisti, offrono con immediatezza l'immagine di un mondo ormai passato. La vicenda ha inizio in una sperduta valle. Due giovani, Filippo e Laura, lontani da quanto di tremendo sta avvenendo altrove, conoscono l'amore e lo vivono in tutta la sua completezza. Un giorno però lei parte improvvisamente. Da allora più nessuna notizia. E' stata una fuga? E' espatriata con i suoi, oppure è stata uccisa insieme a loro o, più semplicemente, si è dimenticata di Filippo? Unica certezza, suo padre era un repubblichino. Ma si saprà più tardi. A Filippo non restano che domande. Passano gli anni, si laurea, diventa giornaalista e incontra Giulia. Tutto cambia e i colori della vita hanno partita vinta. Ma ecco di nuovo il ricordo di Laura. Filippo deve ritornare per un'inchiesta nella valle dove vissero la loro storia. La strada sale tortuosa. In cima lo attende la Gola di Pietra...

E' questa la quarta esperienza narrativa di Luigi Lambertini (Nizza, Francia, 1932). In precedenza ha pubblicato "Riccardo Licata, un aquilone... perché?", Centro Internazionale della Grafica di Venezia (1989), "Cartacarbone" Edizioni della Cometa, Roma (2005) e "Tempo in controluce" Valentina Trentini Editore, Trento (2010).

Quale giornalista e critico d'arte, Luigi Lambertini esordisce nei primi anni Cinquanta. Nel 1959 mette in scena un suo atto unico Echi nel sole ce ha per tema l'incomunicabilità. Nel '66 è assunto in RAI per la sede di Trento. Oltre al lavoro di redazione e di radiocronista, dà vita a mostre personali quale Premio Trento (1967), L'incisione trentina, dalle origini ai giorni nostri (1971) e a personali al Centro Rosmini (fra l'altro di Santomaso, Radice, Veronesi, Dorazio, Dangelo e Trubbiani). Notevole il suo apporto alla retrospettiva di Depero allestita alla Galleria Martano di Torino in collaborazione con il museo di Rovereto. Trasferito a Roma nel 1971, lavora ai culturali, prima del Giornale Radio, quindi del GR2 e, sino al 1994, come capostruttura, a RadioUno. Dal 1984 al 1989 fa parte del consiglio di amministrazione della Quadriennale nazionale di Roma. Oltre a commissioni d'invito e premiazione anche internazionali ha all'attivo, assieme alla realizzazione di rassegne di vario genere, numerose monografie e saggi d'arte nonché collaborazioni a riviste e quotidiani. Dal 1974 al 1989 ha scritto per Il Giornale di Montanelli e dal 1989 al 2006 per il Corriere della Sera.

Info: Biblioteca di Rovereto - tel 0464-452500 bibliotecacivica@comune.rovereto.tn.i
www.bibliotecacivica.comune.rovereto.tn.it

domenica 17 marzo 2013

Scrivere è amare di rimando

 
Un libro,
 
un vero libro
 
non è qualcuno
 
che ci parla,

è qualcuno

che ci ascolta,
 
che sa ascoltarci.
 
Io non scrivo libri,
 
taglio specchi.
 
Scrivere
 
è amare
 
di rimando.
 
 
Christian Bobin
 

sabato 16 marzo 2013

"Riflessi di te" di Sylvia Day

Dopo "A nudo per te" e in attesa di "Ossessionato di te" (in uscita a maggio),  Sylvia Day torna con "Riflessi di te".

La trama
Nonostante le difficoltà del loro rapporto, Gideon Cross, bello e perfetto fuori ma tormentato dentro, ed Eva Tramell, come lui con un passato doloroso alle spalle, sono ancora insieme. Lei è sempre più innamorata, non riesce a stargli lontano e anche lui pare contraccambiare, anche se l'ombra di una sua ex amante continua a suscitare la gelosia di Eva e numerose incomprensioni tra i due. Eva è convinta che tra loro non potrà mai funzionare, ma non riesce a sottrarsi al desiderio incontrollabile e all'amore disperato che li legano. Il comportamento di Gideon si fa però sempre più distaccato e misterioso.
Che cosa nasconde davvero? È possibile per due persone come loro, legate da un'incandescente alchimia erotica, superare i traumi del passato e costruire una relazione duratura e profonda?

"Riflessi di te" è il secondo attesissimo romanzo della sensuale e travolgente "Crossfire Trilogy", che esplora il lato oscuro dell'amore e le possibilità di riuscita di una storia sempre in bilico tra passione e ossessione, consacrando Sylvia Day - in testa alle classifiche del New York Times - come una delle maggiori autrici di best seller internazionali, con oltre una dozzina di romanzi vincitori di premi, tradotti in più di una trentina di Paesi.

In questo nuovo romanzo l'autrice riesce a tessere le fila della storia tenendo ogni componente in tensione, facendo pensare che qualunque cosa possa succedere, in qualsiasi momento. Emergono i personaggi giusti, buoni e cattivi, ognuno esaltato dalla peculiarità dei propri problemi di fondo. La crudezza delle parole accompagna la drammatica disperazione delle emozioni dei protagonisti e crea un quadro a metà fra il sopportabile e il compatibile, disperato e accettabile. La resa dei conti arriverà con il terzo romanzo della trilogia. A maggio.

mercoledì 13 marzo 2013

Il nuovo romanzo di Dan Brown il 6 giugno a Firenze

Dan Brown presenterà a Firenze il suo nuovo romanzo, "Inferno", ispirato a Dante Alighieri e alla sua Divina Commedia. Il libro uscirà il 14 maggio in contemporanea negli Stati Uniti e in Canada da Doubleday, in Gran Bretagna e Irlanda da Transworld e in Italia da Mondadori. Lo scrittore statunitense autore del bestseller "Il Codice Da Vinci" (80 milioni di copie nel mondo) sarà a Firenze il 6 giugno per una conferenza stampa. Il giorno dopo, il 7 giugno, Brown sarà a Pietrasanta, in provincia di Lucca, per l'apertura del festival 'Anteprime'.

Ancora una volta protagonista del romanzo di Brown sarà Robert Langdon, lo studioso dei simboli di Harvard, reso famoso da "Il Codice Da Vinci", che arriverà in Italia per risolvere un mistero legato al Sommo Poeta e al suo capolavoro poetico. Sarà un viaggio in un mondo straziato, a tratti inquietanti, popolato da codici, segni e da più di un passaggio segreto.

fonte: AdnKronos

giovedì 7 marzo 2013

Trattato di culinaria per donne tristi

Un ricettario per donne tristi o afflitte da problemi: se l’amato è lontano o ha tradito, se la giovinezza se ne va e il viso appare stanco, se non dormi o sei in ansia, ecco i rimedi che risollevano le signore a dieta di felicità, salse, bevande, piatti gustosi, semplici decotti. E' così che dalle pagine del "Trattato di culinaria per donne tristi" si solleva intensa, facendosi spazio tra la leggerezza e l’ironia, un’intelligenza e un bisogno di ragionare con chi legge filosofia.
 
«Nessuno conosce le ricette della felicità - dice l'autore, il colombiano Héctor Abad Faciolince -. Tuttavia, nella mia lunga pratica con frutti e verdure, con erbe e radici, con muscoli e viscere delle varie bestie selvatiche e domestiche, ho trovato in certe occasioni vie di consolazione. Sono preparati semplici e molto poco rischiosi. Diffida di me, non cucinare i miei decotti se ti assale l'ombra di un dubbio. Ma leggi questo tentativo fallace di stregoneria: lo scongiuro, se serve, non è altro che il suono: ciò che cura è l'aria che esalano le parole».
 
Dunque, in questo ricettario, il vero nutrimento, per le signore a dieta di felicità, saranno le pillole di saggezza che le ricette trasmettono. Ciascuna di loro risponde a un’esigenza che non è della pancia: la prima ricetta è destinata a quella che dell’amato patisce «il peso invisibile dell’assenza», l’ultima per chi «un giorno sentirà, se non è ancora arrivata, la tremenda desolazione della convivenza». E (esempio a caso) per l’insonnia e per l’oblio non si offre alcuna ricetta, perché per dormire e dimenticare i rimedi sono troppo simili alla morte che non ha bisogno di nutrirsi. Invece esiste il rimedio per la dama ammalata di parole: «se un giorno ti ammalerai di parole... se avrai la nausea quando senti “orribile” o “fantastico”».

Un titolo accattivante caratterizza questo breviario rivolto a destinatari di sesso femminile, ma che potrebbe suggerire interessanti spunti di riflessione anche a un pubblico maschile. Questo trattato utilizza il veicolo della ricetta (qualcuna anche succulenta e realizzabile) come metafora dal sapore antico per disquisire in modo disinvolto e giocoso di piccoli e grandi assilli della sfera emotiva quotidiana ed esistenziale. Così come un ricettario contiene istruzioni per piatti dolci e salati, minestre e pastasciutte, carni e pesci, salse, sughi e bevande, anche qui, in ordine volutamente caotico, si alternano riflessioni, consigli, suggerimenti e consolazioni per un campionario piuttosto variegato di eventi e di situazioni tra i quali ci si può muovere spilluzzicando: invecchiamento, nervosismo, insonnia, vedovanza, verginità, nubilato, seduzione, tradimento, godimento, gravidanza, maschilismo, mestruazioni, solo per citarne una manciata.

Héctor Abad, in tono divertito e poetico, viene incontro alle sue lettrici con la benevolenza rara, e perciò consolatoria, di uomo emancipato e solidale con l'universo degli affanni femminili. E se alcune sentenze possono a prima vista apparire scontate, alla fine di ogni "ricetta" si trova sempre qualche ingrediente stuzzicante a stravolgerne completamente il sapore, o anche solo a lasciarci un retrogusto impensato. Come dire, un cofanetto pieno di sorprese, di minime verità o curiosità da centellinare. Un sapiente" divertissement". Un libro da regalare all'amica. O all'amico.

lunedì 4 marzo 2013

Dove sono gli uomini?

Dopo aver vissuto in prima persona e raccontato la personale esperienza del downshifting in "Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita", per Chiarelettere torna Simone Perotti con "Dove sono gli uomini?", in cui l’autore si domanda "Perché le donne sono rimaste sole?"

Dove sono gli uomini, fisicamente e psicologicamente? Soprattutto a fare cosa, dove se non qui, e perché? Perché le donne sono tutte in giro, tutte in viaggio, tutte da qualche parte, spesso tra di loro, intente a fare o progettare qualcosa, mentre gli uomini sembra che si siano chiusi in casa, a doppia mandata, e non rispondano neppure a chi bussa con forza alle loro porte? Dove sono i protagonisti della scena, gli uomini del Mediterraneo, quelli che trovavi sempre al centro della piazza, al centro della spiaggia, al centro del bar, al centro della scena? Perché sul palco ora sembra che ci siano soltanto donne? Perché gli uomini non escono dai percorsi codificati del lavoro e della società? Perché sono sempre protetti da convenzioni e ruoli codificati, e quando non lo sono entrano subito in difficoltà? Perché gli uomini non parlano (se non di alcuni, pochi, argomenti estranei tanto a loro quanto a me), perché non chiamano, perché sembrano chiusi, rassegnati, stanchi prima ancora di aver iniziato a fare qualsiasi cosa? Per parlare degli uomini, oggi più che mai, occorre parlare con le donne, ascoltare le loro storie, farsi raccontare le loro avventure e disavventure, sfidando le leggi della riservatezza, tentando di collegare fatti e circostanze che ogni donna considera isolati, per cui spesso prova sentimenti di colpa, e che invece sono profondamente collegati tra loro.

L’85% delle donne accetta l’invito di una vacanza in barca contro il 15% degli uomini. Ai corsi di formazione aziendale la frequentazione femminile sfiora il 95%. Anche al corso di free climbing e di yoga le donne non si tirano indietro e sono una massiccia predominanza. In aeroporto, al ristorante, le donne sole o in compagnia sono una presenza fissa. Le donne affollano i corsi di sommelier e quelli di cucina (pensate al vincitore della seconda edizione di Masterchef Italia). I grandi acquirenti di libri – e, pare, anche di giornali e riviste – sono per l’80% donne. In un momento di piena crisi l’imprenditoria femminile è in crescita. Insomma, mentre la presenza delle donne in tutti i settori appare straripante, la figura maschile, da sempre protagonista della scena sociale, sembra nascosta. Perché? Uomini impauriti, senza sogni, inerti.

Che succede agli uomini? Mentre psicologi e sociologi divagano sulle più svariate teorie, mancava ancora uno sguardo dal basso fatto di storie e racconti di donne che da anni parlano della scomparsa del maschio (“o sono gay o sono impegnati”, “non si trova più un uomo decente”). L’uomo è assente, incapace di trovare una collocazione sociale, massacrato dal lavoro, frustrato nelle sue aspirazioni, in crisi sessuale...

Anche in questo nuovo libro Perotti centra un argomento scottante del nostro tempo e, direi, del nostro Paese. Un libro sugli uomini e sul mondo maschile sempre più frustrato e depresso, incapace di decisione e fagocitato dal quotidiano, scritto sulla base delle testimonianze del gentil sesso, che reclama a gran voce l'assenza di uomini con la U maiuscola. Da leggere. Consigliato soprattutto ai maschietti.

“Per parlare degli uomini, oggi più che mai, occorre ascoltare le donne, farsi raccontare le loro disavventure, sfidando le leggi della riservatezza e della buona educazione.”  (Simone Perotti) 

domenica 3 marzo 2013

"Van der Graaf Generator - La biografia italiana" di Paolo Carnelli

Si sciolsero nel 1972, dopo solo quattro anni di vita, quattro album pubblicati e all'inizio di una carriera musicale che, almeno in Italia, prometteva essere davvero strepitosa. Si riunirono quindi nel 1975, incidendo tre album in dodici mesi, e nel 1977, quando il nome venne temporaneamente modificato; ma poi ognuno se ne andò per la propria strada.

Fino al novembre del 2004, quando l'annuncio auspicato per anni dai fans arrivò tanto inatteso quanto gradito: i Van der Graaf Generator - il gruppo rock progressive inglese che in Italia aveva avuto un notevole successo - tornavano ufficialmente a esistere. E il loro passaggio nel Bel Paese, terra che li aveva amati e applauditi, era pressoché scontato. La notizia della reunion del gruppo creò ovviamente grande fermento e aspettativa anche se, in realtà, per alcuni appassionati non si trattò di una novità. Già dal 2002 in Italia era attivo infatti un gruppo di studio per le opere di Peter Hammill - il leader della band - e i VdGG, che si occupava di tenere vivo l'interesse attorno alla musica del Generatore.

E fu proprio in concomitanza con il ritorno della band inglese nello Stivale che uscì “Dark figures running”, il libro del roveretano Marco Olivotto e Luca Fiaccavento contenente le traduzioni in italiano di tutti i testi originali, spesso complessi, dei VdGG, con una breve prefazione a cura dello stesso Hammill. Nel giugno del 2005, dopo il primo positivo debutto alla Royal Festival Hall di Londra, i Van der Graaf fecero quindi la loro ricomparsa in Italia - dopo 30 anni esatti di assenza - per due concerti, a Milano e Roma. Entrambe le date andarono sold out. Ma, un mese dopo, Peter Hammill, David Jackson, Hugh Banton e Guy Evans tornarono a suonare per il pubblico italiano e questa volta le location scelte per i concerti furono suggestive: la Valle dei Templi a Taormina e il Vittoriale a Gardone Riviera. E fu nell'anfiteatro dannunziano, dirimpetto al lago di Garda, che Marco Olivotto ebbe nuovamente una parte non indifferente nel contesto dei rapporti, già molto solidi, tra la band e l’Italia: «A dir la verità già nel 2002 avevo prodotto un dvd per Jackson - racconta il titolare di quella che allora era la LoL Productions di Nogaredo - e, pochi mesi prima del ritorno dei VdGG in Italia, avevo mixato e prodotto “The Full English”, il cd di Judge Smith, membro fondatore del gruppo, che presentammo al Cobden Club di Londra il giorno prima del concerto alla Royal Festival Hall. In quell'occasione ebbi modo di incontrare anche Nic Potter, storico bassista dei primi lp che, come Smith, non faceva più parte del gruppo. La sera del concerto a Gardone anche Potter era tra il pubblico, ospite qualche giorno a casa mia. Negli anni a seguire feci parte per un po' di tempo di un gruppo embrionale fondato da Jackson e Potter e, nel 2007 e 2008, suonai nel David Jackson Project. L'ultimo contatto professionale con i membri del VdGG avvenne nell'estate del 2008, quando portai il saxofonista a Suoni delle Dolomiti».

Questo e tanto altro è riportato in “Van der Graaf Generator - La Biografia Italiana” (Arcana Edizioni, €19.50) ad opera di Paolo Carnelli, volume di 244 pagine con prefazione di David Jackson dedicato al gruppo di punta del movimento rock progressivo inglese che, dopo sei anni di lavoro e di ricerche, ha visto la pubblicazione nelle settimane scorse. Non una semplice narrazione della vita della band ma piuttosto un'accurata ricostruzione cronologica del rapporto tra il Generatore e il nostro Paese; una saga appassionante, fatta di concerti, sommosse, scioglimenti e ricostituzioni, partite a calcio, location improbabili, inaspettati ritorni. Un libro caratterizzato da una vasta sezione iconografica composta da ben 112 immagini, in gran parte inedite, comprendenti foto d’epoca e materiale d’archivio (locandine, annunci e articoli di giornale, biglietti di concerti), oltre che da un’appendice dedicata alla discografia del gruppo con tutte le uscite in lp, 45 giri, cd e dvd, e una sezione in cui sono riportate con dovizia di particolari le date e le scalette di tutti i concerti italiani tenuti dalla band.
 
Una corposa raccolta storica di materiale e ricordi, testimonianze inedite e rare di chi in 40 anni ha avuto modo di interagire con i VdGG - compresi promoter, musicisti, giornalisti, come Armando Gallo, Guido Bellachioma, Marcello Capra, Beppe Crovella, Tony Pagliuca, Claudio Rocchi, Maurizio Salvadori, Claudio Simonetti, Aldo Tagliapietra, Pino Tuccimei - oltre a quelle di decine di fan e appassionati che ebbero la fortuna di assistere ai concerti tenuti dal gruppo inglese nel nostro Paese tra il 1972 e il 2011. «Conobbi i Van der Graaf Generator quando avevo circa 12 anni - spiega Carnelli - grazie a uno speciale trasmesso da Radiorai che proponeva una panoramica dell'universo del rock progressivo inglese degli anni '70. Dal 1988 iniziai quindi a collezionare materiale sulla band e i suoi componenti: vinili originali, articoli, foto, ma in particolare nastri di concerti ed esibizioni radiofoniche, fino ad arrivare a possedere più di 500 registrazioni. Nel gennaio 2001 ho fondato la mailing list Hammillitalia e dal 2003 faccio parte del consiglio direttivo del Peter Hammill & VdGG Study Group. Il libro è nato con il desiderio di raccontare non solo la storia del gruppo ma anche quella di un’intera generazione di giovani italiani, affascinati dall’epopea del rock progressivo, dai grandi raduni e dalla musica. Il rapporto tra i VdGG e il pubblico del nostro Paese è sempre stato speciale e unico, anche se movimentato e non privo di imprevisti: in mezzo ci sono state però le collaborazioni, le amicizie e i concerti. Che non aspettavano altro che essere raccontati».

fonte: Paola Malcotti - l'Adige di sabato 2 marzo 2013
 
 

sabato 23 febbraio 2013

"L'ultima fuggitiva" di Tracy Chevalier

Dall’autrice di "La ragazza con l’orecchino di perla" e "Strane creature", è uscito in libreria in queste settimane anche "L’ultima fuggitiva", un romanzo che parla di due giovani donne, sorelle, che si imbarcano dal porto di Bristol alla volta dell’America. È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull'Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol. L'aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell'istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset.

Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell'Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. L'irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l'intento di lasciarsi alle spalle l'angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure. Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all'altrui compassione l'ha spinta a seguire la sorella al di là del mare.

Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall'amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall'uomo e dalla cognata vedova.

Tracy Chevalier regala un romanzo in cui il racconto del dolore e della sofferenza per il distacco da luoghi e persone amate si intreccia alla lotta per la liberazione degli schiavi d’America, in cui affetti e l'impegno civile si scontrano, eroismo e crudeltà finiscono per confondersi così come vita privata e storia sociale. Ma l’autrice è maestra anche nel mostrarci quello spazio naturale della rinascita che a pian piano emerge dalle rovine del passato, il fiorire lento di una nuova esistenza che poco a poco si impadronisce dei luoghi a lei deputati. Passioni contrastanti tutte vissute nell’animo femminile della protagonista che seguiamo fino alla fine nell’evolversi dei suoi tormentati stati emotivi, descritti con il garbo e la finezza psicologica cui la scrittrice ci ha abituati. Luoghi e tempi si impregnano come tessuti spugnosi delle persone che li attraversano, e nel momento in cui, per scelta o per obbligo, li si abbandona si finisce sempre per lasciarvi un po’ di sé. Se è vero che “partire è un po’ morire”, è altrettanto vero che al senso di fine che le partenze si lasciano alle spalle quasi sempre segue lo spiraglio di una nuova vita. E Tracy Chevalier con il suo nuovo romanzo sembra suggerirci proprio questo.

venerdì 22 febbraio 2013

In "Cico&Pippo" l'ironia di Altan sui luoghi comuni della disabilità

Un padre cieco e un figlio crudele che lo accudisce. Sono Cico e Pippo, i protagonisti di "Cico&Pippo", il libro con i disegni di Altan che Gallucci manda in libreria in questi giorni.

Altan è feroce e al tempo stesso acuto, libero e politicamente scorretto nel raccontare le vicende dei suoi personaggi. Attraverso la loro storia, l'autore descrive spaccati di vita quotidiana con un'ironia penetrante che non lascia spazio a buonismi e a falsi pudori. Scherzare sulla cecità può sembrare azzardato, ma in queste pagine si prende in giro quella "Cecità con Corona d'Alloro Sopra le Pupille Spente". Vengono demoliti i tanti luoghi comuni e il vittimismo con cui spesso sono indicati i disabili dalla società e da una certa letteratura, che preferisce nascondere dietro l'estrema correttezza formale il rifiuto e la paura dell'handicap. Nei dialoghi di Cico e Pippo si capisce che la cecità non impedisce al padre di essere asfissiante e ottuso. Il figlio lo tratta con crudeltà, anche per reazione ai suoi comportamenti assillanti.

Altan (Francesco Tullio Altan) è nato a Treviso nel 1942. Ha studiato architettura a Venezia, quando ancora pensava di progettare navi, poi si è trasferito in Brasile. Nel 1975 ha cominciato a collaborare con "Linus". Da allora ha pubblicato molti libri per bambini (14 per Gallucci) e per adulti. Ha realizzato decine di episodi animati per la tv ed è diventato noto a tutti con le fulminanti vignette per "L'Espresso" e "la Repubblica". Nella stessa collana ha pubblicato Trino e Tunnel.

fonte: AdnKronos

giovedì 21 febbraio 2013

Il veleno dell'oleandro di S. Agnello Hornby

Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l'occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d'acqua carezzati dall'opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti - vogliono, all'unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte.

Simonetta Agnello Hornby ritorna in Sicilia con il romanzo familiare "Il veleno dell'oleandro" (Feltrinelli) e mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell'universo famigliare, tutto intero.

Il romanzo corteggia il giallo (o il noir): si avverte la presenza di un mistero, aleggia il sospetto di un pericolo imminente, i gesti si prestano a una lettura contraddittoria, luci notturne e canti esotici che vengono da lontano suggeriscono la possibilità di presenze inquietanti; però non è un giallo, né un noir, anche se la spiegazione di tutte le vicende viene offerta soltanto verso la fine.

sabato 16 febbraio 2013

Le tre minestre di Andrea Vitali

Che la vita adulta porti con sé i segni indelebili della fanciullezza è innegabile, ciascuno di noi custodisce dei ricordi, delle immagini che si scolpiscono nella memoria e vi restano ad aeternum. Se poi - come spesso accade nei bambini - si è dotati di una spiccata fantasia è facile che certe raffigurazioni finiscano per imporsi fino a trovare spazio - magari complice il mestiere di scrittore - fra le pagine di un libro. Nel caso di Andrea Vitali è stato così: la ministra, le tre zie zitelle e la campagna comasca si sono sedimentate e hanno dato vita a un romanzo breve, o meglio un romanzo-ricettario.

"Le tre minestre" che danno il titolo al racconto autobiografico di Vitali rappresentano, con un espediente letterario originale e spassoso, tre Ministre: dell'Interno, degli Esteri e dell'Agricoltura. Sono le tre zie che hanno accompagnato gli anni della sua infanzia, preposte alla conduzione delle faccende domestiche, alla cura dell'orto di casa, all'educazione del protagonista e più particolarmente della sua educazione culinaria. "Tutte e tre con uno spiccato, condiviso senso dell'economia che aveva il suo inconfondibile profumo, quello dei 'fregui de bonbon', i frammenti dei biscotti che, forse oggi verrebbero probabilmente gettati, ma allora venivano venduti a prezzo inferiore."

Il racconto di Vitali gira intorno alle qualità attribuite ai cibi nella saggezza popolare, più particolarmente alle presunte virtù terapeutiche del pane di farina bianca, destinato a curare sia i malanni del vecchio nonno, sia le galline malate del pollaio di casa. Originario del lago di Como, l'autore propone uno spaccato di vita vissuta e di costume, con ironia e in sottotraccia una delicata nostalgia. A questo autentico tuffo nel passato - siamo negli anni Cinquanta - contribuisce anche il verace ricettario di piatti della tradizione locale che completa il racconto.

Tra le pagine scorrono veloci le immagini della periferia adiacente alle sponde del lago di Como, di quell’Italia popolata da uomini e donne che, memori delle ristrettezze della Guerra, vivevano ancora con la morigeratezza dei tempi dalla crisi. Un racconto intenso e delicato dove l’affetto e la nostalgia per gli anni sereni dell’infanzia passano attraverso la descrizione delle tradizioni familiari o l’uso del dialetto, le ricette delle zie e i rimedi naturali, a dire l’intimità e la semplicità di un’esistenza fatta di sacrifici e di fatiche e tuttavia dignitosa e autentica. È una letteratura dei luoghi vissuti quella proposta da Vitali, la storia di un passato che non esiste più ma che resta vivo nel ricordo e fa da motore per la scrittura, innescando implacabile il confronto con un presente che per certi versi (vedi la povertà di ritorno) lo ricorda identico, ma i cui valori si sono irrimediabilmente persi.

giovedì 14 febbraio 2013

Le parole per dirlo: a Rovereto San Valentino Sos

Catullo, Neruda, Properzio, Eluard e Prévert sono i poeti preferiti della vostra fidanzata ma voi, di inni all'amore, proprio non ci capite nulla? Oppure vi mancano le parole per dichiarare il vostro amore? E ancora: la vostra “Valentina” minaccia di lasciarvi per via della scarsità lessicale o, al contrario, il vostro “Valentino” è un inguaribile sentimentale e voi vi esprimete solo a monosillabi?

Per omaggiare la tradizionale ricorrenza in fatto di questioni di cuore, quest'anno la Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto offrirà ai suoi utenti un servizio molto particolare: per evitare che la festa più romantica dell'anno possa trasformarsi in una catastrofica figuraccia, il 14 febbraio, dalle 15 alle 17 presso le sale di corso Bettini, sarà possibile “prendere in prestito” uno scrittore. O chiedere un rimedio contro “il mal d'amore”. Alcuni professionisti aiuteranno infatti gli innamorati più impacciati, privi di idee e fantasia, a mettere nero su bianco i propri sentimenti e a comporre un pensiero d'amore; chi si sente in difficoltà ad esprimere verbalmente le proprie emozioni troverà in biblioteca un “love desk” con un “creativo delle parole” disposto a dargli una mano per comporre una missiva speciale. Da donare, come da tradizione, all'amato o all'amata, su un romantico biglietto appositamente realizzato dagli artigiani del Laboratorio didattico Arte Grafica.

Marco Lando, Patrizia Belli, Leonardo Franchini e Maddalena Bertolini saranno i quattro “Scrittori in prestito” per il “San Valentino Sos”, iniziativa proposta per la prima volta quest'anno dalla Biblioteca civica che - in questa particolare occasione - vuole dimostrare come, con un po' di buona volontà ed una capace spalla, sia facile riuscire a trovare le parole adatte per dire alle persone quanto ci stanno a cuore, scrivere le frasi perfette per esprimere l'amore. Dietro al vostro lavoro ci saranno nomi noti del panorama lirico trentino, garanzia di serietà e riuscita: Patrizia Belli, giornalista professionista e scrittrice, è stata responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Rovereto e attualmente è corrispondente Ansa. Collabora con varie riviste. Autrice di racconti, opera nel volontariato, vive e lavora a Rovereto. Leonardo Franchini è regista, critico e scrittore locale mentre Maddalena Bertolini vive a Pergine: dopo gli studi classici ha scelto la professione di ostetrica che affianca nel suo percorso di scrittura; ha pubblicato tre romanzi, un libro di poesie e una trilogia in prosa. Infine Marco Lando, pure roveretano, dedito alla poesia contemporanea; compare in diverse antologie, alcune delle quali con traduzione in inglese: per le sue liriche riceve spesso onorificenze e riconoscimenti.

E se Cupido - per qualche ragione - non vi attirerà verso il “love desk”, a disposizione degli utenti ci sarà uno speziale, Bruno Coveli, che metterà a disposizione consigli e suggerimenti derivanti dall'antica sapienza popolare: rimedi naturali per curare il “mal d'amore”.

fonte: Paola Malcotti - l'Adige di oggi, giovedì 14 febbraio 2013
 

lunedì 11 febbraio 2013

BiblioTech, una biblioteca interamente digitale. Made Usa.

Avrebbe potuto essere unicamente una curiosità da geek incalliti, se non fosse che in questo caso la vicenda gira intorno ad una singolare biblioteca e al suo, ancora più particolare contenuto: 10.000 titoli in versione digitale, che potranno essere facilmente accessibili agli utenti registrati grazie all’utilizzo di appositi tablet. E lo spunto per tale iniziativa, portata avanti da un bibliofilo accanito che di nome fa Nelson Wolff, e di mestiere il giudice della Contea di Bexar, sarebbe arrivato dalla vicina University of Texas at San Antonio, e da un certo Steve Jobs. Oltre ai computer accessibili sul posto, saranno infatti disponibili supporti trasportabili destinati a prestiti della durata di due settimane. Una rivoluzione destinata a fornire ai cittadini un servizio all’avanguardia. Più che una biblioteca insomma ben le si addice la definizione di BiblioTech.

Un luogo di incontro e di scambio di conoscenze, nel quale il digital divide possa essere progressivamente colmato innescando un processo di democratizzazione delle risorse, in un contesto esterno a quello, ancora troppo elitista, delle biblioteche universitarie. Non resta che aspettare l’autunno per saperne un po’ di più, e cercare di capire se i buoni propositi procederanno al meglio. Nel frattempo bisogna ammettere che Wolff sembra avere le idee chiare: "Sappiamo tutti che il mondo sta cambiando…Ho letto libri dalla copertina rigida, e io stesso ho una collezione contenente 1.000 prime edizioni. I libri sono importanti per me, ma tutto evolve e questo è il modo migliore per rendere un servizio alla comunità..."

fonte: Booksblog.it

domenica 10 febbraio 2013

Libri e Italia: è emergenza culturale

"Serve un libro bianco sui problemi dell'editoria e una legge strategica che promuova la lettura come uno dei bisogni sociali prioritari della Nazione". Lo dice all'Adnkronos il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, sottolinendo come nella campagna elettorale si parli "poco di capitale umano. E invece siamo di fronte a una vera e propria emergenza culturale".

Un'emergenza, sottolinea, che "è molto più antica della crisi economica di oggi ma ne è una delle ragioni principali. La crisi dell'editoria, sia nel settore dei libri sia nel comparto quotidiani e periodici, aggrava la situazione di un Paese nel quale il 55% della popolazione adulta non legge neanche un libro l'anno. Un paese - insiste Peluffo - in cui il 46% della popolazione adulta ha soltanto il diploma di licenza media inferiore".

fonte: AdnKronos



sabato 9 febbraio 2013

"Il primo gesto" di Marta Pastorino

A che cosa si deve rinunciare per potere infine diventare se stessi? Questo l'interrogativo sul quale Anna Pastorino costruisce il suo romanzo d'esordio, "Il primo gesto" in libreria con Mondadori.

Anna, la protagonista lascia la casa dov'è cresciuta, facendo perdere le proprie tracce. Nella città dove giunge, trova un lavoro davvero singolare per una ragazza giovane come lei: assiste una donna anziana, Maria, con grande dolcezza, occupandosi senza risparmio del suo corpo malato e ascoltando i racconti sul nipote amatissimo che la signora non vede da anni. La stessa notte in cui Maria muore, Anna dà alla luce un bambino.

Ma il dolore del passato è troppo vivo, paralizzante, e ancora una volta lei deve scappare. Abbandona il figlio in ospedale, a un destino ignoto: comincia così un nuovo viaggio, alla ricerca di una salvezza dalle colpe. Le proprie e quelle degli altri.
L'incontro con una giovane straniera e con la sua famiglia sono per Anna una piccola oasi dove riprendere le forze. Presto il suo viaggio si trasforma, diventa ricerca: la meta è Giovanni, il nipote misterioso di Maria. Egli le insegnerà un nuovo modo per conoscere il proprio corpo e se stessa, attraverso le tecniche della danza sensibile...

L'autrice scrive un romanzo scabro, essenziale. Tocca temi scomodi, brucianti fino all'indicibile, e lo fa con coraggio e delicatezza, grazie a una lingua che procede per sottrazione, per piccoli scarti di misurata intensità. La narratrice ci conduce attraverso la storia con la sicurezza di una coreografa che sa nascondere la fatica e il dolore nell'eleganza di un movimento. Ci racconta come la spontaneità di un gesto d'amore - quell'abbraccio che tutti riceviamo appena venuti al mondo - possa essere per qualcuno una conquista, possibile soltanto a costo di perdere tutto e di affrontare una a una le ombre del proprio passato.

Marta Pastorino è nata a Genova nel 1978, vive e lavora a Torino, dove collabora ai laboratori di scrittura creativa e storytelling della Scuola Holden; ha pubblicato racconti in diverse antologie e il racconto lungo "Effetti collaterali" (Meridiano Zero 2006); ha scritto per il teatro con la compagnia BlucinQue e lavorato per la Fondazione Merz.

"La sincerità di Marta Pastorino è così abbagliante che a volte vorresti chiudere gli occhi. Ma non puoi, non c'è riparo. Devi lasciare che ti conduca nel territorio che sta oltre la tua paura".
Paolo Giordano

Byblos, la rassegna per gli estimatori della carta

Appuntamento, oggi e domani - sabato 9 e domenica 10 febbraio 2013 - con la Rassegna Byblos, al Parco Esposizioni Novegro, a Segrate (MI).
Con la sua formula semplice che lega sullo stesso piano espositivo il libro antico e il libro usato, comunque da collezione, Byblos è diventato un appuntamento riconosciuto ed apprezzato da parte degli intenditori e un’occasione per avvicinare nuovo pubblico alla passione per la “carta”.

Nell’ambito infatti della Manifestazione sono ospitate anche diverse proposte come stampe, mappe, cartoline e soggetti artistici di vari periodi. Dall’edizione dello scorso ottobre è stata avviata l’esperienza degli “Incontri di Byblos”: in uno specifico spazio allestito al centro del padiglione che ospita la Mostra, personaggi della cultura e dell’informazione daranno vita a lezioni e dibattiti su diversi argomenti culturali.
 
info: Byblos
 

giovedì 7 febbraio 2013

"Siamo ancora tutti vivi"

La riforma della scuola miete vittime negli istituti di provincia, e anche a Villa Erminia il liceo classico sta per essere chiuso. Per molti degli studenti, fra cui Eva, che soffre di SLA e ha bisogno di un liceo senza barriere architettoniche, questo potrebbe significare la fine degli studi. Per protesta, a pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico un gruppo di studenti si barrica dentro l'edificio. Per il mite Emilio, la carismatica Stella, la brillante Erica, il misterioso Matteo, la vivace Greta e le amiche del cuore Eva e Danielle ha inizio un'estate indimenticabile, fatta di lotta, sacrificio, perseveranza, nuove amicizie, amori che finiscono e altri che iniziano nel momento meno opportuno. Intorno, gli adulti: la preside, il provveditore, i genitori e il consigliere provinciale Augusto Pini, politico pasticcione che rimane invischiato nell'occupazione.

"Siamo ancora tutti vivi", romanzo di Giulia Blasi edito da Mondadori, è un intreccio di sogni, nuove amicizie, amori e ribellione da cui nessuno dei personaggi vuole dividersi. Emilio non riesce a dimenticare Erica. Erica ha paura di perdere il patrigno, sua unica certezza. Stella non vede mai suo padre. Greta vive per suonare la batteria. Matteo è un mistero per le persone che ha intorno. Tutti sono studenti del liceo di Villa Erminia e hanno poche settimane per salvare la loro scuola, che rischia di chiudere sotto i colpi dei tagli all'istruzione.

Giulia Blasi (Pordenone - 1972), vive e lavora a Roma. Ha pubblicato il romanzo Deadsexy (Lint, 2001) e la raccolta di racconti Nudo d'uomo con calzino (Einaudi Stile Libero, 2009). Ha partecipato come autore a diverse antologie, scritto per il cinema e lavorato in televisione. Per Mondadori ha pubblicato Il Mondo prima che arrivassi tu (2010). Vive in una casa piena di libri e dischi e ha un disperato bisogno di nuovi scaffali (praticamente come me). Le piante sul suo terrazzo sono tutte morte, ma lei non dispera (e qui no: le mie sono tutte vive!).

martedì 5 febbraio 2013

Paper and Salt: i grandi scrittori in cucina

Da Benedetta Parodi a Gordon Ramsay, passando per Jamie Oliver fino ai recenti successi di Carlo Cracco, sono ormai anni che i libri di ricette mantengono saldamente i primi posti nelle classifiche di vendita. I loro autori sono cuochi affermati o esperti amatori, solitamente aiutati da una popolarità che nasce soprattutto dal mondo della tv. L’abbinamento cibo-libri quindi sembra funzionare bene e forse è proprio quello che hanno pensato gli ideatori di "Paper and Salt" che hanno affiancato gastronomia e letteratura in modo originale.

Si tratta di un sito che propone decine di ricette ideate da famosi scrittori. Navigando tra le pagine ci si imbatte per esempio nella Treacle Tart di George Orwell, cucinata con pane raffermo, panna e zenzero. Oppure in un cocktail a base di latte, rum, brandy e ben sette uova, firmato (è il caso di dirlo) da Edgar Allan Poe.

Andando avanti con la lettura dei post è facile trovarsi a immaginare, per esempio, J.D. Salinger che spizzica il suo roast beef marinato con senape ed erbe, mentre scrive dell’intramontabile Holden Caulfield. O le avventure di Peter Coniglio che prendono forma mentre la sua autrice Beatrix Potter sgranocchia biscotti di marzapane. Ci sono poi, tra gli altri, Henry James e il suo gelato alla vaniglia con pesche sciroppate, Raymond Chandler e il pesce spada “alla siciliana” o il grande Hemingway con la trota al bacon.

Su Paper and Salt non si trovano soltanto ricette, ma anche vere e proprie discussioni su temi culinari, come l’arte della panificazione, tanto cara a nomi del calibro di Emily Dickinson e Virginia Wolf, quest’ultima nota a chi se ne intende per il suo pane cottage loaf a due strati.

fonte: Andrea Bressa @ Panorama.it

sabato 2 febbraio 2013

"Gli onori di casa" Giménez

Né Petra né Fermín sono entusiasti del caso di cui devono occuparsi, perché è un caso ‘freddo’, con un morto di cinque anni prima. L’imprenditore Adolfo Siguán era stato ucciso in circostanze su cui la famiglia aveva preferito glissare: era insieme ad una giovanissima prostituta che gli aveva teso una trappola, accordandosi con il suo protettore che avrebbe interrotto le effusioni e svaligiato la casa. Qualcosa era andato storto, Adolfo Siguán era morto. La ragazza aveva scontato una pena per favoreggiamento, l’assassino era fuggito ma era stato ucciso a sua volta due mesi dopo a Marbella. Caso chiuso. Anche se la ragazza aveva sempre difeso l’uomo, dicendo che quella sera, a sorpresa, si era presentato in casa un italiano che aveva commesso l’omicidio. Ora la vedova ha convinto il giudice a riaprire il caso. Poco dopo che Petra e Fermín hanno ripreso i contatti con le persone coinvolte, qualcuno spara alla ragazza che aveva intrattenuto Adolfo Siguán la sera della sua morte.

"Gli onori di casa" sprizza vivacità in ogni sua componente. Perché la trama porta gli investigatori in Italia, alla ricerca di tal Franco Catania, il misterioso uomo di cui il nuovo compagno della ragazza assassinata si è lasciato sfuggire il nome.

Il nuovo romanzo di Alicia Giménez Bartlett è qualcosa di più di un giallo, è una commedia tinteggiata di nero. E chi già conosce i due protagonisti può immaginare lo scambio di battute tra di loro su argomenti che spaziano dalla crisi economica all’armonia di coppia, dalla maternità al rapporto tra figli e genitori. Le allusioni a Shakespeare ricorrono poi come un gioco tra Petra e il suo vice, finché la commedia gialla si trasforma in una tragedia dalle tinte così fosche aleggianti intorno ad un dramma familiare che neppure il Bardo avrebbe osato affrontare.

L’ambientazione italiana, l’incontro con una coppia di «sbirri» inversamente proporzionale a Petra e Fermín, l’intreccio movimentato, fanno de "Gli onori di casa" un romanzo particolarmente felice. Come sempre l’ispettrice Delicado e il suo vice si muovono con intelligenza e ironia e giocare fuori casa dà alla coppia conquistata dalla vacanza romana, se possibile, una marcia in più.

Questo libro è la dimostrazione che anche un romanzo ‘di genere’ può essere un’ottima prova narrativa, offrendo spunti di riflessione e mettendo a nudo i mali della società. La trama è piacevole e coerente. Sempre presente la vena ironica.