venerdì 31 gennaio 2014

"Footlights", l'inedito di Charlie Chaplin

Nell'anno delle celebrazioni per il centenario della nascita del personaggio di Charlot, arriva in libreria un romanzo breve inedito scritto da Charlie Chaplin nel 1948 "Footlights", da cui lui ha poi tratto uno dei suoi capolavori, "Luci della ribalta" (1952).

A curare la pubblicazione, in lingua inglese, con l'approvazione della famiglia dell'attore e regista, è la Cineteca di Bologna, a cui è stato affidato l'intero archivio Chaplin e che ha ritrovato il dattiloscritto.
fonte: Ansa

giovedì 30 gennaio 2014

Haiku d'inverno

 
C'ero soltanto.

C'ero. Intorno

cadeva la neve...


(haiku di Kobayashi Issa)

 
foto di Vassilis Tangoulis

Libri e mobili antichi in esposizione a Gorizia

Venerdì 31 gennaio si inaugura l'esposizione di "Libri e mobili antichi dalla patria del Friuli alla Repubblica di Venezia tra il XV eil  XVIII secolo" che si terrà presso gli spazi di Libreria Editrice Goriziana Antiqua - in Corso Verdi 73 a Gorizia. L'evento ospiterà arredi di grande pregio, quali, solo per citarne alcuni, cassettoni, cassepanche e credenze, realizzati con la sapiente maestria degli artigiani veneti e friulani nell'arte dell'intaglio del legno.

Un cenno a parte spetta a un orologio eseguito nel tardo Settecento dal goriziano Gaetano Endres. Alla mostra dei mobili si affiancherà un'esposizione di libri antichi. Si tratta di volumi, compresi in un arco cronologico tra il XV e il XIX secolo. Le opere ricoprono diverse aree tematiche e annoverano titoli celebri. Nell'ambito degli atlanti sarà, per esempio, possibile trovare la Geografia di Tolomeo a cura di Giovanni Antonio Magini, nell'edizione Galignani di Venezia del 1597, oppure il famoso Le Theatre du Monde di Johan e Willem Blaeu (Amsterdam 1645). Non mancano, inoltre, le preziose raccolte di vedutistica veneziana, come l'Urbis Venetiarum prospectus celebriores ex Antonio Canal... di Antonio Visentini (Venezia 1742), i testi scientifici, quali i Discorsi di Pietro Andrea Mattioli, nella prima edizione di Venezia a grandi figure (1568) ed alcuni dei più importanti volumi sulla storia della Patria del Friuli, come le Notizie di Gemona antica città del Friuli di Gian Giuseppe Liruti.

L'esposizione sarà visitabile per tutto il mese di febbraio, con i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Per ulteriori informazioni si veda: http://www.leg.it/index.php/eventi-leg

sabato 25 gennaio 2014

"Curricula ridicula", per due risate in barba alla crisi

I curricula dei candidati, lo sanno bene tutti quelli che per lavoro ne ricevono a decine o centinaia al mese, sono spesso pasticciati, esagerati, pieni di ingenuità e di strafalcioni esilaranti. Raccolti in un libro, che negli ultimi anni ha raggiunto il successo, dal titolo "La mia azienda sta stirando le cuoia - mille curricula ridicula dell'Italia che cerca lavoro". L'editore è Sperling & Kupfer mentre l'autore si nasconde dietro lo pseudonimo di Consul Enza, sicuramente è un professionista della selezione del personale: uno di quelli che, nel gergo aziendale, vengono chiamati "cacciatori di teste". Per anni ha diligentemente raccolto, tra le migliaia di risposte alle inserzioni di ricerca del personale, i curriculum più spiritosi e divertenti. Tutti rigorosamente autentici. Obiettivo: farne un best-seller della risata, sempre valido.

Ne riporto alcuni estratti, liberamente interpretati.

L'ESORDIO
L'alfabeto? - Sono un laureato in economia e commercio, vi scrivo perché voglio diventare un manager con la A maiuscola.
Col binocolo - Ho visualizzato la Vs. inserzione leggendola sul giornale.
Poliziesco - Allego alla presente il mio identikid.
Infiltrati - Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca dati.
Aiuto! - Prendo sputo dalla vostra inserzione.
Station wagon - In risposta al Vostro annuncio premetto che dispongo di un ampio bagagliaio d'esperienza.
Lacrime amare - Mi sono impelagato in un lavoro che fa piangere.
Saldi - Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto.
Non vale un gran che - Allego un breve straccio del mio curriculum.
Curricula forati - Se nel mio curriculum trovate due buchi è perché ho avuto due figlie .
Just in retard - Spero di essere ancora "just in time" per inviarvi un curriculum, anche se sono passati 32 giorni dall'inserzione.
L'africano - Mi è giunto il tam-tam della vostra ricerca.
Avrà sonno - Vi farò una breve ricapitolazione del mio bedground .
Barbiere di Siviglia - Volete un venditore coi baffi, pelo e contropelo?
Fiaba - C'era una volta un laureato in filosofia al primo impiego che cercava lavoro.
Demenziale - Vi ringrazio del Vs. invito, ma siccome ci ho ripensato, non accetto inviti da sconosciuti .
Superalcolica - La vostra offerta mi inebria .
Magellano - Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali .
Modesto - La mia può sembrare un'Odissea, ma Ulisse in confronto non è nessuno, ho viaggiato per tutta la vita.
Tascabile - Il mio curriculum è breve e potrebbe stare nel palmo di una mano:sono monoaziendale.
Salomè - Non ho segreti, vi scrivo senza veli .
San Giovanni - Ecco la mia testa su un piatto d'argento .
La piovra - La vostra inserzione è tentacolare .
Coerente - Sono perito agrario ancora in erba.

COME SI PRESENTANO
Capelluto puntuale - Non sono calvo e ho il fisic du rolex .
Pinocchio - Sono un tipo piuttosto longiligneo.
I nostri eroi - Mio padre è stato ufficiale della Guardia di Finanza, che salva più vite umane degli stessi medici e a rischio della propria.
Gerarchie - Stato di famiglia: padre, madre, fratello inferiore.
Per le mamme siamo sempre bambini - Ho due bambini piccoli di 12 e 18 anni.
Parentado colto - Circa trenta dei miei parenti sono laureati, come il fratello di mia madre. Circa venti dei miei parenti sono diplomati alle scuole medie superiori.
Vocazione familiare - Sono sposato ragioniere, mia moglie è ragioniera, i miei figli ragionieri .
Parenti d'acciaio - Il marito di una cugina di mio padre da parte di mio nonno paterno era ingegnere.
Tira e molla - Mi sono separato, poi divorziato, poi risposato poi ancora separato, adesso non ci casco più .
Culturista - Alto: 1.83; pesante: 60 kg. Miei punti di forza: bicipite 40 cm intrazione, torace 140 cm, capacità inspiratoria 10 litri.
Bidonato - Ho sposato un'ereditiera che però non ha mai ereditato .
Sa anche contare! - Se prima eravamo in due, adesso col bambino siamo in tre .
Scoppia di salute - Di salute sto più che bene, e posso migliorare dopo quattro piccoli interventi chirurgici .
Buongustaio - Qui ora c'è la parte più appetitosa del mio curriculum.
Figlio di calcolatrice - Ritengo di essere di natura contabile.
L'arcobaleno - Come potete vedere il mio è un curriculum variopinto...

Insomma, un'esilarante antologia dell'errore umano nel quale si scopre come gli sbagli tradiscano una estrema fantasia, varietà e sovversività. Un libro che si pone come un vero e proprio manuale di sopravvivenza nella giungla rappresentata dal mondo del lavoro.

Per farsi due risate. Sincere.

venerdì 17 gennaio 2014

"Il fidanzamento del signor Hire"

Villejuif è l'estrema periferia di Parigi: oltre, non c'è che la campagna bianca di brina. È qui che la polizia ha rinvenuto il cadavere di una prostituta. Solo un mostro può avere commesso un simile delitto. E chi altri può essere, il Mostro, se non il signor Hire, che tutti scansano con un brivido? Il signor Hire è piccolo, grasso, come se non fosse fatto né di carne né di ossa. Sul suo viso cereo spiccano baffetti che sembrano disegnati con la china. Tutti i suoi gesti hanno la rigida precisione di un cerimoniale. E' davvero lui il colpevole? Solo nell'epilogo ogni interrogativo troverà risposta, un epilogo nel quale tutto converge come per un disegno fatale, un epilogo preparato, momento per momento, eppure indicibilmente atroce.

In "Il fidanzamento del signor Hire", la ragnatela del destino si stringe intorno all'innocente protagonista, sospettato a torto di un sanguinoso delitto, e nessuna presenza amica, carica di umanità e di ruvida comprensione, viene ad alleviare la sua solitudine. Un sovrappiù di crudeltà simenoniana introduce nel destino di Hire un momento, particolarmente straziante, di illusione amorosa; ma il "fidanzamento" dell'ometto con la florida lattaia, che sembra offrirsi a lui con insperata accondiscendenza, non è che l'ultima trappola di una vita grottesca votata allo scacco, all'insegna della disperazione.
Una trama ben orchestrata è quella di Georges Simenon che converge verso un finale imprevedibile eppure quasi inevitabile. Il signor Hire è un personaggio che non si fa dimenticare, è forse l'incarnazione del capro espiatorio perfetto. Non si può che fare il tifo per lui, anche se in parte lo si guarda con un misto di repulsione e disapprovazione.
Simenon, unico e originale, riesce a trasportare in questo romanzo una vita di solitudine, una passione vissuta attraverso lo sguardo da una finestra.
Lento, malinconico, triste, un libro bello ma sconsigliato a chi è giù d'animo...

"Impresa impossibile", otto storie anticrisi all'italiana


«Sono tante le facce di italiani perbene che mi tornano in mente. Facce stravolte, voci strozzate, gesti duri.
I tartassati dalla crisi, quelli presi a calci dalle istituzioni e dalle banche.
I piccoli e medi imprenditori onesti sono i nuovi eroi italiani. Mai avrei pensato di arrivare a scriverlo. E dedicare loro il mio primo libro. Raccontando otto imprese eccezionali nel cuore della recessione.
Al di là della retorica del padroncino spolpato da Equitalia, nel crac italiano di questi mesi c'è anche molta improvvisazione, tanta cialtroneria. L'incapacità di reggere la competizione. La crisi sta facendo selezione, liberandoci di chi è inadeguato a stare sul mercato, dei mille furbetti che sono rimasti immeritatamente a galla nella grande palude. La crisi inghiotte le nostre imprese a ritmi impressionanti, e nel caos muoiono i sani e i malati. Ma se vogliamo raccontare cosa c'è domani, non possiamo fermarci ai defunti. Non lo scrivo per buonismo o spirito di patria: per come siamo messi oggi, il pessimismo è un sentimento onesto. E non è con l'ottimismo elettorale che ci caveremo fuori dai guai.
Però limitarsi a raccontare chi è caduto e chi cadrà non basta più. Io ho due figlie e sto tentando di capire se l'Italia è ancora un Paese per loro. Perciò ho preso la macchina e percorso il nostro Paese da Nord a Sud.
Imbattendomi nell'Italia che ci crede, nonostante il vento cattivo che soffia contro.
Le persone che conoscerete in queste pagine sono generose, creative, orgogliose ed egocentriche. Ho cercato prodotti speciali, visioni curiose, intenti maniacali.
Ho trovato imprenditori geniali. Incazzati, disillusi e un po' folli, però mai stanchi di provarci. C'è un filo che lega tutte le storie: il talento incredibile delle donne e degli uomini che hanno portato al successo le loro imprese. Per opporsi al declino, hanno sviluppato la fantasia e il senso di comunità. Riuscendo a moltiplicare i fatturati in situazioni disperate. E dimostrando che in Italia la crisi si può ancora vincere.
Che il made in Italy è la memoria di ciò che eravamo e rischiamo di non essere più. Che solo coinvolgendo i giovani nelle aziende si possono tenere accesi sogni e desideri. Perché non può esserci impresa impossibile senza umanità.»


Sono otto le storie di imprenditori raccolte in "Impresa Impossibile" (Mondadori Strade Blu) di Corrado Formigli - giornalista e conduttore di Piazzapulita - per un viaggio nell'economia italiana, dall'Emilia alla Puglia che, nel cuore della recessione, sono riusciti a fare lievitare i loro profitti a mantenere l'occupazione nelle rispettive aziende. E che tra le pagine raccontano la loro esperienza.

venerdì 10 gennaio 2014

A sud del confine, a ovest del sole

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai li dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà .

Tutto ha un inizio, un centro e una fine, l’esistenza di ciascuno di noi è destinata a seguire inesorabilmente questa parabola. Ce lo ripetono da sempre gli storici, i filosofi e, a partire da una certa data, anche i romanzieri. A ben guardare anche Haruki Murakami in "A sud del confine, a ovest del sole" si serve dello spazio del romanzo per tratteggiare l’arco temporale di un’esistenza - quella di Hajime - scandita metaforicamente da questi tre momenti. Eppure lo scrittore giapponese ancora una volta va oltre, e sembra dirci che, indipendentemente dalla possibilità che l’inizio e la fine possano ricongiungersi, ciò che davvero conta è il centro, lo spazio di tensione/estensione massima che la vita raggiunge e l'accumulo di esperienze che permette a ciascuno di riconfigurare la propria esistenza e attribuirle un significato diverso, nuovo, maturo.

Ripubblicato con una traduzione completamente rivista, "A sud del confine, a ovest del sole" è uno dei romanzi più amati di Murakami, un'opera intensa, delicata, malinconica e romantica, realista al punto da risultare talvolta tagliente, ma proprio per questo di una raffinata bellezza che non può essere ignorata. Perché l'esplorazione dei movimenti dell'anima - in cui lo scrittore giapponese riesce sempre perfettamente - descrive ancora una volta l'universale, umanissimo conflitto tra necessità e desiderio, destino e libertà.

mercoledì 8 gennaio 2014

Racconta le tue storie con #TwitterFiction

Sei un appassionato di letteratura e ti piace scrivere per far conoscere le tue storie? Twitter è lo strumento che fa per te: iscriviti entro il 5 febbraio al sito #TwitterFiction festival e sottoponi il tuo testo narrativo, sotto forma di in una serie di tweet, anche in italiano avendo cura di inserire l'hashtag #TwitterFiction. Una speciale giuria valuterà se potrai entrare a far parte del programma ufficiale del TwitterFiction festival, che si terrà dal 12 al 16 marzo prossimo.

Oggi, infatti, la Association of American Publishers (@AmericanPublish) insieme a Penguin Random House (@PenguinRH_News), in collaborazione con Twitter, ha annunciato la seconda edizione del #TwitterFiction festival, che si svolgerà dal 12 al 16 marzo. Straordinario evento di digital storytelling, il festival avrà una doppia valenza: da un lato darà la possibilità ad autori di ogni genere di dar vita alla propria storia attraverso Twitter, dall’altro, permetterà ai lettori di vivere la narrativa in una maniera del tutto nuova.
 
Il #TwitterFiction festival offrirà a chiunque l’opportunità di diventare un ‘featured storyteller’ attraverso la creazione di ‘raffiche’ di fiction da 140 caratteri a fianco di autori sia affermati che emergenti. Si potranno creare video su Vine, aprire più account utili al proprio testo narrativo, servirsi del crowd-sourcing o di qualsiasi altro strumento su Twitter utile a sviluppare la propria storia.
 
I partecipanti da tutto il mondo avranno tempo fino al 5 febbraio per iscriversi sul sito del festival (http://www.twitterfictionfestival.com/submit/) e potranno scrivere in qualsiasi lingua. Saranno successivamente valutati da una giuria di esperti provenienti dalle aziende appartenenti a @AmericanPublish che valuterà in base al talento narrativo o agli utilizzi più originai di Twitter chi potrà diventare ‘featured storyteller’ ed entrare a far parte del programma ufficiale.

Per maggiori informazioni, http://twitterfictionfestival.com e in italiano sul blog https://blog.twitter.com/it/italia

sabato 4 gennaio 2014

"Follia"

Un viaggio nella psiche complicata e contorta di due persone intrappolate in un amore forte e feroce. Il tutto guidato dal burattinaio-psichiatra che per curiosità professionale o ossessione personale guida in qualche modo tutta la loro storia, triste e disperata, ma con momenti unici che rendono il loro amore infinito.

"Follia" di Patrick McGrath è una grande storia di amore e di passione, malata, tra due persone condannate dalla vita, e nel contempo di morte, e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, donna bella e silenziosa, che porta dentro di sé un vuoto profondo, alimentato da anni di insoddisfazione e sogni romantici, ed Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio dalla personalità forte e conturbante. Quando la donna incontrerà colui che diventerà poi il suo amante, il suo precario equilibrio si sfalderà piano piano e la porterà a sacrificare tutto ciò che desidera. Prevedibile la trama, che tuttavia tiene lì, attaccati alle pagine, perché - piaccia o meno - va a toccare le corde più profonde, affascinanti e terribili; un po' meno prevedibile è invece il finale, in cui il lettore si trova a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che lo racconta.

Un romanzo impegnativo, per certi versi difficile, che ricorda molto una più moderna, disinibita e sessualmente "affamata" Madame Bovary, dai risvolti ancor più crudeli, al quale non sarei mai arrivata se non per "l'imposizione" data dal gruppo di lettura della biblioteca che frequento ed al "compito" mensile cui sono sottoposti gli iscritti. Io tra questi.

"Follia" è insomma un racconto che turba, che può non piacere oppure l'esatto opposto, piacere moltissimo, uno di quei libri che - volenti o nolenti - una volta iniziati non si può non finire e che, arrivati alla fine, rimangono dentro.


 

mercoledì 1 gennaio 2014

Sorprendimi!


- Regole 2014:

raccogliere i cocci
riassemblare
inventare nuove forme

- Svolgimento:

alla cazzo,
come sempre

- Epilogo:

perfettamente imperfetto

Vediamo di cosa sei capace,

Anno Nuovo: sorprendimi!!!